Non poteva sbagliare

di Sergio Pastena

Hai voglia a celebrare l’ennesima, titanica impresa di Rafael Nadal, capace di sconfiggere al quinto set Novak Djokovic e di arrivare ancora una volta in finale al Roland Garros.

Mi spiace, ma per me la vera impresa del giorno é quella di un omino di Javea, minuscolo per il tennis moderno, che alla veneranda etá di 31 anni si diverte ad abbattere un altro tabú, come se di stupire non fosse ancora stanco. Con David Ferrer ho un rapporto psicotico: il suo gioco, per quanto mi riguarda, sta al tennis come Pupo sta alla pallacanestro.

Eppure…

Eppure questo fondocampista integralista, quest’arcivescovo del corri e suda, questo cugino sfigato di Nadal sono arrivato, in sequenza, prima a tollerarlo, poi a rispettarlo e poi a stimarlo. Sportivamente, si intende, che come persona é difficile non stimare uno umile come lui. In particolare mi sono rimaste in mente le sue parole dopo uno dei momenti piú difficili della carriera che quattro anni fa lo portó ad uscire dai primi venti dando il La ai becchini professionisti, che presagirono la sua morte certa e rapida.

“Ha giá fatto troppo”, “É cotto”, “Ce ne siamo liberati”. E lui di rimando disse semplicemente “Non torneró mai piú numero 4”.

E anche solo pensarlo, con la quaterna d’assi che c’era in giro nel 2009 e un Del Potro in piena esplosione, appariva in effetti esagerato. Ora Ferrer é quarto. Giá, quarto, perché ha guadagnato punti rispetto all’anno scorso e Nadal non puó raggiungerlo. E aggiungiamo che probabilmente quarto resterá perché, anche se il maiorchino a Wimbledon punti non ne difende, 400 lunghezze davanti a David c’é Roger Federer, a cui potrebbe non bastare la finale per difendere la posizione.

Ci sarebbe poi l’altra ipotesi: Ferrer che batte Nadal e si prende in un colpo solo il terzo posto e il primo Slam. Ma non é un’ipotesi realistica, sarebbe una delle piú grandi sorprese della storia del tennis.

Quello che doveva fare David l’ha fatto, e ha fatto anche di piú. Chi si stupisce del suo successo di oggi contro Tsonga riguardi la sua storia tennistica: oggi, Ferrer, non poteva sbagliare.

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