Si può fare

di - 3 Aprile 2014

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di Sergio Pastena

A volte, quando si scrive un articolo, ci si trova in bilico perenne tra il dire quello che si pensa e l’allettante ruffianaggine della scaramanzia. Ad esempio, parlando di Italia-Gran Bretagna, un approccio sensato sarebbe parlarne come una sfida più complessa di quel che potrebbe sembrare e invitare a stare coi piedi per terra: da un lato, tutto sommato, si dice la verità perché gli inglesi si sono dimostrati molto pericolosi, dall’altro tieni buono chi, di fronte ai proclami, porta istintivamente le mani sulle parti basse cercando di tirar via il malocchio.

Il quarto di finale di Napoli, tuttavia, di verità ne ha due e bisogna dirle entrambi: se da un lato è razionale dire che non sarà semplice, dall’altro è semplice realismo affermare che ci sono tutti i migliori presupposti del caso. Fognini è nel miglior periodo della sua carriera e, potenzialmente, oltre a portare un punto in singolare potrebbe dare molto fastidio a un Murray non certo al meglio. Seppi non è altrettanto in forma, ma il suo punto dovrebbe portarlo. Si gioca sulla terra che, a differenza del primo turno Usa-Gran Bretagna, stavolta è favorevole solo a noi come superficie. E il doppio garantisce affidabilità a differenza di quello inglese, composto da due bravi specialisti che, però, il mattone tritato non tanto lo digeriscono.

Insomma, essere prudenti è lecito, ma lo è altrettanto affermare che occasioni del genere non capitano tutti i giorni. Ma mettendo da parte la sfida azzurra, andiamo a dare un occhio anche agli altri quarti di finale di Coppa Davis.

L'assenza decisiva

L’assenza decisiva

Giappone-Repubblica Ceca (Ariake Coliseum, Tokyo)

Ironia della sorte: a Miami arrivano in semifinale un giapponese e un ceco ed entrambi si ritirano. Dalle parti di Praga, però, avrebbero fatto volentieri a meno della cosa, se non altro perché han passato giorni di apprensione per il forfait di Berdych. Un’assenza pesantissima, che poteva rimettere in discussione una sfida all’apparenza scritta. In settimana, però, è arrivata anche la notizia del forfait di Nishikori che, in pratica, decima oltre che la formazione nipponica anche le speranze di un’ipotetica semifinale. Chi ha puntato sulla Repubblica Ceca dopo il forfait di Berdych e prima del ritiro di Nishikori ha fatto senza dubbio un affare: troppo forti all’apparenza Stepanek e Rosol per i pur bravi Ito e Daniel. E il doppio giapponese non è che sia la punta di diamante del Sol Levante…

Francia-Germania (Palais Des Sports Jean Weille, Nancy)

Una sfida storica che, un tempo sarebbe stata uno scontro tra titani. Stavolta, però, la storia sembra essere diversa per tutta una serie di motivi lampanti, e non si parla dei precedenti che vedono i francesi avanti 7 vittorie a 2. Innanzi tutto, infatti, c’è il fattore campo che sposta gli equilibri non di poco. Inoltre basta dare un’occhiata ai team per capitare come capitan Arriens e i suoi di chance ne abbiano davvero poche. Da un lato l’armata francese con Tsonga, Benneteau e una riserva di lusso come Monfils. Dall’altro i tedeschi con la squadra B: niente Haas, niente Kohlschreiber, niente Florian Mayer. Così in campo ci andranno probabilmente Kamke e uno tra Struff e Gojowczyk, con Begemann a coprire il doppio. Troppo poco per sperare nella vittoria.

Svizzera-Kazakistan (PalaExpo, Ginevra)

Se Francia-Germania è poco equilibrata per via delle defezioni, Svizzera-Kazakistan lo è già di suo. Poche storie: gli elvetici quest’anno puntano all’insalatiera e per farlo mettono in campo un Wawrinka nel suo momento migliore e un Federer in ripresa rispetto all’infausto 2013. E gli avversari? Beh, la truppa non è malvagia tra Kukushkin, Golubev e il neo-acquisto Nedovyesov, ma pensare che possano andare a Ginevra non a fare partita pari ma anche solo a rendere la vita difficile agli avversari è pura utopia. Tuttavia, verrebbe da dire, nessun dramma: per i kazaki un quarto di finale di Davis e un anno di permanenza garantita nel World Group è tutto sommato un buon obiettivo. Specie considerando che di kazaki, in campo, non se ne vedono da anni…

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