Tsonga risponde a Mouratoglu: “Resterai sempre un coach, non puoi darmi lezioni”

Redazione
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Jo-Wilfried Tsonga - Foto Liewig Christian/ABACA

“Tu rimarrai solo un coach, anzi the coach, scusa. Il telecronista, l’organizzatore di eventi, il mecenate. Mi congratulo con te per questo. Ma c’è una cosa: nel profondo della tua pelle non sentirai mai cosa significhi essere un giocatore di tennis ed entrare in uno stadio. Non sei nella posizione per darmi lezioni sul tennis di alto livello“. Sono parole dure, dirette, quelle con cui l’ex numero 5 del mondo Jo-Wilfried Tsonga si è rivolto a Patrick Mouratoglou. In una serie di storie Instagram, l’ex tennista francese ha replicato a un recente video del noto coach, che aveva liquidato la sua carriera parlando di un solo “anno buono”, sostenendo inoltre che Tsonga avrebbe perso contro molti giocatori attuali come Auger-Aliassime, Fritz, Shelton e Draper.

Tsonga a Mouratoglou: “Rispetta di più i giocatori”

A non essere andato giù a Tsonga non è stato solo il contenuto, ma soprattutto il mix tra concetti espressi e il tono utilizzato dall’ex allenatore di Serena Williams. “Dovresti rispettare l’uomo e il giocatore che sono stato, invece di denigrarmi e dire che ho giocato bene solo una stagione – ha ribadito -. Questa è una mancanza di rispetto verso tutti quei giocatori che lottano ogni giorno e che non entreranno mai nella top 200. Ci conosciamo da quando avevo 16 anni: se vuoi parlarmi, prendi il telefono e chiamami. Non c’è bisogno di usare la mia immagine per la tua comunicazione, rispetta di più i giocatori”.

“Mi sarebbe piaciuto vedere Sinner e Alcaraz negli stessi Slam di Federer”

Tornando all’origine della discussione, ovvero a un primo commento in cui Tsonga aveva sminuito la concorrenza affrontata da Sinner e Alcaraz, ritenendola inferiore rispetto a quella vissuta ai tempi dei Fab Four, l’ex francese ha poi chiarito la sua posizione: Quello che ho detto non vuole togliere alcun merito ad Alcaraz e Sinner per quanto stanno dominando, e ovviamente non è una cosa che ho mai affermato. Ho detto che mi sarebbe piaciuto vedere Sinner e Alcaraz negli stessi Slam di Federer, Nadal, Djokovic, Murray, Wawrinka, Del Potro e di molti altri giocatori delle epoche precedenti, che erano eccezionali”.

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