Veronika Kudermetova si è raccontata in una lunga intervista concessa a Tatar inform, toccando numerosi temi: dalla considerazione del tennis femminile nel panorama sportivo internazionale, fino al dualismo che sta segnando il tennis maschile tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz.
Il 2025: Melbourne e la consapevolezza di poter fare di più
La tennista russa ha parlato anche della sua preparazione in vista dell’Australia, soffermandosi sui buoni ricordi legati allo scorso Australian Open, dove riuscì a spingersi fino al quarto turno, sconfiggendo in ordine Gadecki, Boulter, Haddad Maia, prima di arrendersi a Svitolina: “In questo periodo penso molto al lavoro. La preparazione è stata intensa, sono pronta e voglio fare bene come l’anno scorso all’Australian Open”, ha spiegato.
Kudermetova ha ricordato come l’ultima stagione abbia rappresentato un punto di svolta. Partita intorno alla 75ª posizione del ranking e conclusa alla casella n. 30, il risultato ottenuto a Melbourne le ha dato nuove certezze, poi confermate nel corso dell’anno con la vittoria del doppio a Wimbledon insieme a Elise Mertens. “Quel risultato in Australia è stato molto importante per me, mi ha fatto capire che ero capace di fare molto di più”, ha ammesso.
“Chi critica non conosce il lavoro che c’è dietro”
Uno dei passaggi più significativi dell’intervista riguarda la considerazione del tennis femminile. Kudermetova ha affrontato il tema con grande tranquillità, sottolineando come molte critiche arrivino spesso da chi non conosce realmente il lavoro che c’è dietro la carriera di un’atleta: “Sono commenti che portano a una mancanza di rispetto. Una persona che sa cosa c’è dietro il lavoro di una tennista non sminuirebbe mai tutto questo impegno. Se pensi che sia facile, puoi provare a fare quello che facciamo noi”.
Riprendendo un concetto già espresso recentemente anche da Garbine Muguruza, Kudermetova ha riconosciuto che il livello medio del tennis maschile è più alto: i giocatori sono più fisici e possono fare di più in campo. “Non ho dubbi che un giocatore tra i primi 300-400 al mondo possa battere una top 10 WTA”, ha detto, chiarendo però come questo tipo di riflessioni siano state utili anche per la sua crescita personale. “Negli ultimi anni mi sento maturata. Mi rendo conto di essere diventata una tennista migliore e più intelligente”.
Sinner e Alcaraz, due modi opposti di dominare il gioco
Guardando al tennis maschile, la russa ha poi parlato del dualismo tra Sinner e Alcaraz, che a suo avviso continuerà a dominare la scena nei prossimi anni: “Credo che nessuno potrà stare al loro livello nei prossimi due anni. C’è una differenza evidente”.
Secondo Kudermetova, Sinner rappresenta il lato più metodico e implacabile del gioco: “È come un robot, non commette quasi mai errori, fa tutto velocemente e con grande precisione”. Alcaraz, invece, incarna la creatività: “È un creatore, costruisce il ritmo e poi lo rompe. Anche lui è velocissimo”. Una rivalità che, ha ammesso, le piace molto osservare.
Il caso Rune
Kudermetova è tornata su un episodio che nelle scorse settimane aveva fatto discutere, chiarendo come non si sia mai trattato di una rivelazione intenzionale, ma di una battuta privata finita fuori contesto. Durante il podcast Spring Is Calling, mentre pensava che i microfoni fossero spenti, la tennista russa aveva raccontato in modo informale di un messaggio ricevuto sui social da Holger Rune, spiegando di aver risposto di essere sposata. Una frase detta con leggerezza, accompagnata da una risata, che per lei si era chiusa lì.
Kudermetova ha spiegato di aver chiesto che quel passaggio non venisse inserito nell’episodio finale, trattandosi di una conversazione privata, ma il contenuto è stato comunque pubblicato assumendo toni che l’hanno messa a disagio:
“Era una conversazione privata, a microfono spento, mentre preparavano la telecamera. Avevo chiesto che non venisse inclusa, ma è stata pubblicata ed è risultata piuttosto provocatoria”.
La russa ha ammesso di essersi sentita in imbarazzo quando ha incontrato Rune nei tornei successivi e di voler chiarire direttamente con lui: “Mi sono vergognata e vorrei andare da lui a scusarmi”.