Zverev, debutto amaro da numero 1: è il quinto nella storia a perdere all’esordio

Matteo Cubadda
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NITTO ATP FINALS 2025 Torino 09/11/2025 Inalpi Arena Alexander Zverev Foto Giampiero Sposito

Alexander Zverev entra in una ristretta cerchia di giocatori nella storia del tennis. Dopo la sconfitta contro uno straordinario Lorenzo Musetti al Masters 1000 di Parigi, il tedesco diventa il quinto numero 1 del ranking ATP a perdere la propria prima partita da leader della classifica mondiale. Un debutto amaro che lo accomuna ad altri quattro grandi campioni del passato.

Il tedesco aveva appena conquistato la vetta del ranking, interrompendo il regno di Jannik Sinner, durato 29 settimane consecutive. La sua prima apparizione da numero 1, tuttavia, non è andata come sperato: a Parigi è arrivata una sconfitta in due set contro un Musetti in grande spolvero. Al termine dell’incontro, Zverev ha riconosciuto i meriti dell’avversario, senza nascondere la propria delusione: “Musetti ha giocato davvero bene e io davvero male. Non è stata una partita molto buona per me, anzi penso che sia stata una delle peggiori degli ultimi due mesi. Non ci sono scuse. È così e basta“. Il tedesco aveva vinto 16 delle 17 partite d’esordio disputate nel 2026 prima di affrontare Musetti. La sconfitta arriva quindi in controtendenza rispetto al suo rendimento stagionale.

Da McEnroe ad Alcaraz: i precedenti illustri

Prima di Zverev, soltanto quattro giocatori avevano perso la propria prima partita da numero 1 del mondo. Il primo fu John McEnroe, nel 1980, seguito da Thomas Muster nel 1996 e Lleyton Hewitt nel 2001. L’ultimo precedente risaliva invece al 2022, quando anche Carlos Alcaraz inaugurò la propria esperienza da leader del ranking con una sconfitta. A distanza di quattro anni, Zverev si aggiunge a questo particolare elenco, nel quale figurano nomi che hanno scritto pagine importanti della storia del tennis. Un dato curioso che dimostra come nemmeno il raggiungimento della vetta della classifica garantisca un debutto vincente.

Il classe 1997, peraltro, non ha nascosto una certa insofferenza per le discussioni legate alla sua posizione in classifica: “Mi sento come se fossi l’unico a dover spiegare perché va bene che io sia il numero 1 ed è piuttosto fastidioso“. Parole che raccontano un clima non particolarmente semplice attorno alla sua conquista della vetta, accompagnata da interrogativi e discussioni sul suo primato. La sconfitta contro Musetti non fa che aggiungere un ulteriore elemento a un debutto già complicato. Essere numero 1, però, non significa essere immuni dalle sconfitte.

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