Australian Open 2026, Alcaraz: “Mio fratello Alvaro avrà un ruolo sempre più importante”

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Carlos Alcaraz - Foto CHINE NOUVELLE: SIPA

Mio fratello Álvaro avrà un ruolo sempre più centrale nello staff tecnico. Sa come lavoriamo, come funziona il circuito. Sa molto di tennis e dà un contributo enorme, sia a Samu che a me”. Nella conferenza stampa tenuta dopo il terzo turno dell’Australian Open 2026, vinto in scioltezza 6-2 6-4 6-1 contro il francese Corentin Moutet, Carlos Alcaraz è tornato a parlare del tema che ha infiammato la pre-season. E questa volta non ha nascosto la crescita del ruolo del fratello Álvaro all’interno del suo staff.

Ottavi di finale in programma domenica 25 gennaio (orario e campo ancora da confermare) contro Tommy Paul: 5-2 i precedenti tra i due, con il murciano vincitore degli ultimi quattro confronti, l’ultimo al Roland Garros 2025.

LA PARTITA CON MOUTET E IL PROSSIMO MATCH

Penso che il mio livello stia migliorando sempre di più – esordisce Carlitos –. Corentin non è un giocatore che gioca con molto ritmo durante il match: usa palle corte, slice… quindi a volte è complicato trovare il ritmo giusto. Oggi credo di aver preso quello che veniva, e ne sono davvero felice. Sì, sono contento del livello e della partita. Ci sono stati alcuni punti spettacolari, e questo mi rende felice. Sono entusiasta di continuare così”.

Guardando al prossimo match contro Tommy Paul, numero 19 del ranking, il murciano ha aggiunto: “È un grande giocatore. Stavamo parlando prima nello spogliatoio di quando fosse stata l’ultima volta che ci siamo affrontati: era al Roland Garros, quindi, è passato un po’ di tempo. So cosa devo fare, ma lui è davvero molto veloce. Ha ottimi colpi e anche una grande sensibilità. Devo giocare con il mio stile, il mio tennis e i miei colpi migliori se voglio batterlo. So però che soffrirò e devo essere pronto ad accettarlo. Devo accettare i momenti difficili che ci saranno nella partita e andare avanti, cercando di sentirmi a mio agio negli scambi e in quei momenti duri. È questo che devo fare se voglio battere Tommy”.

IL RUOLO DEL BOX E IL 1 POINT SLAM

All’Happy Slam il box dei coach è più vicino al campo rispetto ad altri tornei, aumentando e facilitando la comunicazione con il giocatore. Il numero 1 del seeding non si accorda preventivamente con il proprio angolo su quali indicazioni ricevere, ma ammette che si tratta di qualcosa che varia di partita in partita: “Non parliamo davvero di cosa voglio durante il match, se voglio che parlino di più o diano più indicazioni tattiche. Dipende. Dipende anche da loro. Ogni partita è diversa e in ogni match magari ho bisogno di qualcosa di diverso. Loro lo sanno già, perché il mio team mi conosce molto bene. Quindi dipende dal momento della partita: se parlano di più o di meno, se danno indicazioni tattiche o se cercano solo di farmi sorridere in campo, cosa di cui a volte ho bisogno”.

Il 1 Point Slam è stato un successo che ha messo d’accordo appassionati, giocatori, coach e l’intero panorama tennistico mondiale. Anche Carlos non ha nascosto il suo entusiasmo nel confrontarsi per la prima volta con un formato nuovo, più leggero e meno competitivo: Penso che sia bello avere cose così, che ti permettono di divertirti. Non essere concentrato solo 24 ore al giorno su allenamenti, recupero e poi di nuovo la stessa cosa il giorno dopo. Avere qualcosa di insolito, in cui ti diverti in campo, è fantastico. Non siamo abituati a vedere o a giocare partite decise da un solo punto. Durante le qualificazioni ne parlavamo tutti: ‘Hai visto quel punto? Hai visto quell’altro?’ Era divertente. Penso che ogni tanto allontanarsi un po’ dalla parte più professionale e seria aiuti molto, e poi torni ad allenarti e a giocare con la mente più fresca. A me, sinceramente, è piaciuto molto. Forse quest’anno è stato un po’ lungo e andrebbe sistemato, ma questo tipo di evento è davvero bello”.

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