“Non mi sono sentito bene: qualsiasi cosa facessi infastidiva il mio ginocchio. La situazione non è peggiorata, ma è rimasta costante per tutto il match. Però non voglio togliere meriti a Musetti: ha giocato molto bene”. Acciaccato dagli infortuni, Taylor Fritz, nella conferenza stampa tenuta dopo aver perso gli ottavi di finale dell’Australian Open 2026 contro Lorenzo Musetti (6-2, 7-5, 6-4 in favore dell’azzurro), ha fatto chiarezza sulla sua condizione fisica. Due i fastidi risentiti dallo statunitense durante il match con il carrarino: al ginocchio (che lo accompagna fin dalla scorsa estate) e all’obliquo (problema petulante e già riscontrato lo scorso anno).
I PROBLEMI FISICI
In apertura, il ventottenne californiano ha spiegato la natura dei suoi malesseri: “Sono stato abbastanza trasparente tutta la settimana riguardo al ginocchio. Nei primi due turni mi sentivo molto bene, poi dopo la partita con Stan non stava andando bene, soprattutto verso la fine. Oggi lo sentivo fin dall’inizio. Nel riscaldamento stavo bene, ma quando ho iniziato a muovermi prima del match ho detto al mio fisioterapista che il ginocchio non era a posto”.
E, facendo riferimento al dolore all’obliquo, ha poi aggiunto: “Contro Stan mi faceva davvero male in risposta, soprattutto quando mi serviva sul rovescio con kick. Non riuscivo a colpire normalmente, potevo solo spingere la palla. Ho fatto un’ecografia prima del torneo, un’altra dopo il secondo turno e ieri una risonanza. È la stessa cosa dell’anno scorso che mi aveva fermato all’inizio della stagione su terra. Gli esami non mostrano uno strappo evidente, ma i sintomi sono identici. L’anno scorso ho peggiorato la situazione cercando di giocare sopra il dolore. Quindi lo stiamo monitorando. Non credo sia grave come l’anno scorso e penso di poter recuperare abbastanza in fretta se mi fermo un po’”.
LA SUA PREPARAZIONE PER L’AUSTRALIA E UNO SGUARDO AL FUTURO
I risentimenti e le lesioni muscolari hanno da sempre accompagnato – sfortunatamente – la carriera del numero 9 del mondo, che considera i tornei di preparazione all’Happy Slam parte fondamentale e irrinunciabile della sua stagione: “Io odio arrivare agli Australian Open senza partite. Mi piace giocare la United Cup. Mi sento sempre bene entrando nel torneo dopo aver giocato lì. Arrivare diretto a uno Slam senza partite sarebbe troppo rischioso per me. Ho passato l’off-season solo tra riabilitazione e palestra, poco campo. Non potevo fare altro”.
E, riguardo al suo futuro in vista dei prossimi tornei della stagione, Taylor lascia intendere alcune perplessità: “Spero di giocare a Dallas. Vediamo sia come reagisce l’obliquo sia il ginocchio, che è peggiorato negli ultimi tre giorni, non so perché. Se non migliora, mi fermerò”.
