“È stata una partita dura, come ogni volta che gioco contro una giocatrice di talento come Karolina“. Ha esordito così in conferenza stampa Coco Gauff, approdata ai quarti di finale dell’Australian Open 2026 grazie al successo in tre set ai danni di Muchova. “Rispetto ai primi turni ogni partita è più divertente semplicemente perché ti trovi in grandi battaglie e hai l’opportunità per mostrare a che punto è il tuo gioco. Sono gli Slam i tornei in cui tutti cercano di raggiungere il massimo, quindi ci si aspetta di giocare contro la versione migliore di ogni giocatore” ha aggiunto l’americana, che troverà sulla sua strada la vincente del match Svitolina-Andreeva.
Sull’exploit di altre giovani tenniste
“Mi chiedono sempre se ho qualche consiglio da dare alle giocatrici più giovani o cose del genere. Ma in realtà siamo della stessa età. Ovviamente ho iniziato presto e sono nel circuito ormai dai 6-7 anni, ma loro hanno solo pochi anni meno di me perciò non ho niente da dire. È divertente quando mi fanno questa domanda: io in realtà sto ancora cercando di capire, proprio come loro.
Quando avevo 15 anni non c’erano molte persone della mia età e sinceramente mi sentivo molto sola. Ora mi sento più sollevata sapendo che le giocatrici più giovani stanno andando meglio: è fantastico avere più persone della mia età che ottengono risultati migliori così posso vederle più spesso ai tornei. In passato avevo molti amici, ma non giocavamo gli stessi tornei ed è stato difficile mantenere quei rapporti. Ho avuto la sensazione che gli ultimi anni nel tour siano stati tra i più felici, anche se forse il mio tennis ha avuto alti e bassi, semplicemente perché vedo più volti amichevoli nello spogliatoio con cui posso stare“.
La favorevole statistica contro Muchova
“Ho visto che qualcuno ha postato sui social che quando batto Muchova poi vinco il torneo, ma penso che sia semplicemente perché la affronto negli ultimi turni. Non credo che sia una cosa vera, ma se dovessi vincere immagino che dovrò ringraziare lei“.
Su Iva Jovic
“Ho parlato con lei un paio di volte, ma non le ho mai chiesto consigli o altro. Ho la sensazione che abbia la testa sulle spalle. Anche se non la conoscevo molto bene, a Cincinnati ho cercato di parlarle. Ricordo che quando ero più piccola alcune giocatrici erano un po’ distaccate, perciò anche se non conosco alcune giovani faccio uno sforzo consapevole, semplicemente salutandole o augurando loro buona fortuna. Iva ha l’età del mio fratellino, ma non mi sento così vecchia come la gente vuole far sembrare“.
Le differenza con i primi turni
“Una volta superato il primo turno tendo a rilassarmi un po’ di più. Penso che anche il tabellone aiuti perché se sei testa di serie non devi affrontare altre nei primi due match. Magari non diventa più facile con l’esperienza, ma sicuramente sei più abituata ad affrontare situazioni difficili. Dopo aver perso il secondo set sono contenta di essere riuscita a ripartire e di aver continuato a giocare un buon tennis“.
Sul cambio di mentalità
“Ricordo che quando sono arrivata al mio primo quarto di finale – credo fosse il Roland Garros -, ho pensato come una vera idiota ‘oh mio Dio, sono così vicina a vincere’. Ovviamente non lo ero, ma la pensavo così a quell’età. Ora tratto ogni partita come se fossi il più lontana possibile dal trofeo, anche se sono in finale. Nella mia testa, questo mi aiuta solo a giocare meglio“.
