Il 19enne giapponese Rei Sakamoto (n.202 ATP) approda all’atto finale delle qualificazioni dell’Australian Open, dove sfiderà Giulio Zeppieri (n.156 ATP) per l’ingresso nel tabellone principale.
Il giocatore del Sol Levante ha vinto e convinto nei primi due turni di qualificazione in Australia, dove si è sbarazzato in due set rapidi del britannico Daniel Evans (n.187 ATP) per 6-1 6-2 e della testa di serie numero 32 del tabellone di qualificazioni, l’americano Colton Smith (n.148 ATP) con un doppio 6-4.
Nelle prime due partite Sakamoto ha messo in mostra tutte le sue qualità: servizio e dritto potenti, ma anche una grande varietà di gioco fatta di slice e palle corte, che gli permette di mescolare efficacemente potenza e creatività.
Spirito guerriero e talento puro
Per Sakamoto il riferimento ai samurai non è folklore, ma filosofia di gioco: “Quando entro in campo, sono pronto a combattere fino alla fine. Restare concentrato, lottare su ogni punto: questo è lo spirito del samurai”.
La celebre esultanza nasce quasi per gioco. Durante una chiacchierata con il suo ex allenatore Natsuo Yamanaka, l’idea prende forma: creare un gesto personale dopo le vittorie. All’epoca Sakamoto aveva i capelli lunghi, sembrava davvero un samurai moderno. Da lì, il rituale che oggi fa il giro dei social.
Un atteggiamento che ha prodotto risultati concreti. Un anno e mezzo fa era fuori dai primi 800 giocatori del mondo, oggi è vicinissimo alla Top 200, grazie soprattutto ai due titoli Challenger (3 in totale in carriera) conquistati lo scorso anno in casa a Yokohama e a Cary a luglio, in North Carolina.
Dallo sport di famiglia al sogno professionistico
E pensare che il tennis non era il destino scritto. Cresciuto in una famiglia di sportivi — entrambi i genitori giocavano a pallavolo —, Rei ha provato di tutto: baseball, nuoto, volley. Ma quando ha impugnato per la prima volta una racchetta, ha capito subito che quella sarebbe stata la sua strada.
A 15 anni la scelta decisiva: il trasferimento in Florida per allenarsi all’IMG Academy. Da lì inizia l’ascesa nei tornei giovanili, fino al momento in cui cambia tutto: nel 2024 vince l’Australian Open junior e diventa numero uno del mondo tra gli under 18.
Le parole del coach: “Ha la velocità dei grandi”
Oggi Sakamoto si allena ancora in Florida ed è seguito dal coach Federico Ricci che, intervistato dall’ATP, non nasconde l’entusiasmo:
“La sua velocità di palla è impressionante, anche se paragonata a quella dei Top 100. Servizio e dritto sono già armi da grande tennis”.
Federico Ricci ha lavorato sullo sviluppo tecnico di Rei Sakamoto, potenziando forza e varietà di colpi, e sull’aspetto mentale e tattico, migliorando gestione dei punti e atteggiamento competitivo.
Il coach italiano ha anche sottolineato la capacità del giovane giapponese di variare il gioco.
“Ha anche la capacità di mescolare le carte, di utilizzare slice, palle corte e di scendere a rete. La sua velocità media di palla è piuttosto alta e la capacità di alternarla con varietà e colpi creativi è una buona combinazione per portarlo a standard di tennis molto elevati”.
Ricci infine pone l’accento sulle qualità umane del tennista nipponico: “Con Rei non ci si annoia mai — racconta Ricci — è spiritoso, a volte persino assurdo nelle battute. Ma è curioso, vuole imparare e ha una fame incredibile di crescita”.
Il futuro è già cominciato
Il percorso è appena iniziato, ma una cosa è certa: sui campi dell’ATP Tour sta emergendo un nuovo guerriero. E ogni volta che Rei Sakamoto “sfodera la spada”, il pubblico sa che non sta solo festeggiando una vittoria: sta assistendo alla nascita di una nuova storia del tennis.