INTERVISTA – Francesco Elia: “Maestrelli? La partita con Djokovic un regalo”

Daniele Testai
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Lorenzo Musetti - Foto Susan Mullane-Imagn Images:Sipa

Raggiunto ai microfoni di Spazio Tennis, Francesco Elia ha offerto una panoramica ampia e approfondita sul momento del tennis italiano, soffermandosi su aspetti tecnici, mentali e di gestione delle partite, in particolare in un contesto ambientale difficile come quello degli Australian Open.

La crescita mentale di Jasmine

Uno dei primi temi affrontati riguarda le condizioni di gioco in Australia, spesso complicate da fattori esterni come il meteo. In questo senso, Elia ha citato l’esempio di Jasmine Paolini, costretta a fermarsi e a riprendere il match dopo diverse ore a causa della pioggia, oltre a dover cambiare campo dopo la seconda sospensione. Un contesto che evidenzia quanto sia fondamentale saper gestire l’attesa e mantenere la concentrazione in situazioni imprevedibili. Elia sottolinea come la crescita della giocatrice toscana nella gestione di questi momenti sia arrivata grazie alla fiducia acquisita con il duro lavoro fuori dal campo e alle numerose vittorie ottenute in singolare e in doppio, che l’hanno portata a diventare la giocatrice che è oggi.

Il sogno di Maestrelli contro la maestosità di Djokovic

Ampio spazio è stato dedicato anche al sogno di Francesco Maestrelli, chiamato ad affrontare un avversario della statura di Novak Djokovic. Secondo Elia, l’emozione potrebbe inizialmente bloccarlo, ma allo stesso tempo la partita rappresenta un’occasione unica per sciogliersi e crescere, considerando che dall’altra parte della rete c’è un campione capace di vincere dieci Slam in Australia. Anche una sconfitta netta potrebbe trasformarsi in un’esperienza preziosa per capire cosa migliorare e su quali aspetti lavorare.

“La partita di oggi per lui può essere un regalo. Anche se dovesse perdere 3 set a 0, potrebbe essere una grandissima esperienza, capendo cosa deve migliorare come giocatore, queste partite servono a questo”.

La prima settimana di Sinner

L’intervista ha poi toccato il percorso di Jannik Sinner, analizzando la sua prima settimana di torneo come una fase di transizione. Elia ha evidenziato alcune difficoltà legate all’attrezzatura, in particolare al frame della racchetta del campo alto-atesino, e l’importanza di testare soluzioni nuove in partite apparentemente meno complesse, come quella contro Duckworth, in vista di sfide più impegnative dal punto di vista mentale e tattico.

Un futuro top 10 da allenare

Guardando al futuro, Elia ha riflettuto su quali giovani talenti potrebbe essere interessante allenare, citando Fonseca tra i ragazzi e Andreeva tra le ragazze, sottolineando quanto oggi siano fondamentali le variazioni di gioco e la capacità di “mettere in campo qualcosa di diverso” per emergere, come dimostrato anche dal percorso di Jasmine Paolini.

Sinner ed Alcaraz su cosa possono puntare per dare fastidio l’uno all’altro

Non è mancato un confronto tra i due grandi protagonisti del tennis mondiale, Sinner e Alcaraz, analizzati come due giocatori “a specchio”, impegnati quotidianamente a migliorarsi non solo per superarsi a vicenda, ma anche per mantenere il distacco dagli altri rivali.

Ogni giorno vanno in campo per cercare di migliorare, perché questo gap che hanno accumulato con gli altri non è detto che durerà per sempre. Si stimolano l’uno con l’altro, ma per cercare di tenere lontano i possibili rivali, in modo tale che il maggior numero di titoli e trofei se li vanno a giocare loro due”.

Il derby Musetti-Sonego

Nel corso dell’intervista, Francesco Elia dedica particolare attenzione al derby di secondo turno tra Lorenzo Musetti e Lorenzo Sonego, sottolineando che il percorso di crescita nell’ultimo anno sia stato notevole e costante per i due giocatori.

Sonego ha fatto tanti progressi dalla parte sinistra del campo, con Vincenzo Santopadre a tempo pieno che si occupa di lui, è cresciuto tanto con il rovescio e non perde più tanto campo non dovendosi sempre girare dalla parte del dritto come in passato.

Dall’altra parte, i risultati ottenuti da Musetti sono stati di alto livello e, secondo Elia, sarebbero stati ancora più evidenti se non fossero stati in parte messi in ombra dai successi straordinari di Jannik Sinner, che hanno catalizzato l’attenzione mediatica.

Dal punto di vista tecnico, Musetti parte già da un livello di gioco molto alto. Possiede grande talento naturale, varietà di colpi e una sensibilità che lo rendono un giocatore diverso rispetto a molti altri del circuito. Tuttavia, come spesso accade nei giocatori molto creativi, il vero salto di qualità passa dalla continuità e dalla gestione dei momenti chiave della partita.

Il lavoro dei due team

Un aspetto centrale dell’analisi di Elia riguarda il lavoro del team. Nel confronto con Lorenzo Sonego, Elia evidenzia come entrambi i giocatori abbiano beneficiato di un’evoluzione nel loro staff tecnico, ma pone l’accento sul possibile valore aggiunto che potrebbe derivare per Musetti dall’ingresso di un allenatore come José Perlas, con una visione diversa rispetto a quella di Simone Tartarini, allenatore che ha accompagnato il giocatore carrarino per tutta la carriera, fino all’anno scorso.

Lui parte già da un livello di gioco altissimo e quello che Perlas cercherà di mettere, lo vedremo dandogli il tempo di potere affrontare tante partite e giocatori importanti. Piano piano riuscirà a portare le sue convinzioni. Avere una visione e parole differenti da quelle che Lorenzo si è sentito dire in questi anni da Simone Tartarini e a volte non riesci a dare lo stesso eco, rispetto ad un allenatore che è riuscito più volte e con giocatori differenti a fare cose molto importanti”.

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