Arna, un esempio per i nostri giovani..

di - 8 Settembre 2010

Andrea Arnaboldi
(Andrea Arnaboldi – Foto Nizegorodcew)

di Alessandro Nizegorodcew

In periodo di Us Open è passata un po’ sotto silenzio la vittoria di Andrea Arnaboldi su Robin Haase (eloquente 63 63), re dei challenger di questa stagione 2010 (avendone vinti ben 5…). In molti avranno sottovalutato la prestazione del canturino, giocatore dal grande talento ma dal punch non eccezionale, attribuendo la maggior parte della “colpa” all’olandese, certamente stanco dopo un tour de force di alcune settimane. Ma non dimentichiamoci che si è giocato in Olanda, esattamente all’Alphense Tennis Club, con 200 orange che hanno incitato Robin dal primo all’ultimo 15. Andrea ha però risposto benissimo e ha giocato una partita solidissima, arricchita da alcune smorzate, nonché dal suo strepitoso backspin di rovescio (un colpo tecnicamente impeccabile) che ha mandato al manicomio Haase.

Si parla spesso di esempi da seguire per i nostri giovani e quale migliore esempio di Andrea, che 6 anni fa ha lasciato famiglia ed affetti per inseguire un sogno, abbandonando Cantù per una nuova vita, sportiva e non, trasferendosi in quel di Valencia. In molti sicuramente farete notare: certo lui ha avuto la possibilità economica per farlo! Sicuramente è così, ma il comportamento e l’atteggiamento professionale fuori e dentro al campo, sono da seguire alla lettera, a prescindere da tutto. Nel match di ieri, sono stati chiamati ad Arna ben 3 falli di piede, di cui uno sulla seconda palla. Altri italiani (non faccio nomi) sarebbero letteralmente impazziti, regalando punti, giochi e forse il match. Andrea non ha battuto ciglio ed ha proseguito a giocare con il suo atteggiamento sempre positivo, sempre grintoso, corretto al 100%. Il suo avversario, nonostante la stanchezza, ha lottato come un forsennato. Perdere in casa propria dopo un periodo così roseo non era nei suoi piani, ma l’azzurro ha giocato uno dei suoi migliori match in carriera, chiudendo tra gli applausi di un pubblico sportivissimo, che ne ha sottolineato per tutto il match i colpi vincenti. Giovani azzurri, guardate un match di Arnaboldi, che vinca o che perda, che giochi bene o male, e imparate!

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7 commenti

  1. pasanen84

    D’accordissimo!! L’ho visto a Milano perdere sa Salamanca al terzo dopo aver vinto il primo..comportamento irreprensibile!! D’accordo anche sulla non-scontatezza del risultato con Haase..stagione non esaltante la sua ma speriamo possa far bene a partire da questo torneo

  2. Nicola Corrente

    Grandissimo Andrea! A prescindere da questa importante vittoria volevo condividere in pieno anche quì le parole di Ale, come avevo già fatto insieme a lui in quel di Trani proprio parlando di Andrea. Sia dal punto di vista tecnico che dell’attidudine professionale è davvero un tennista molto interessante, sempre in continuo miglioramento! Non apparterrà a quella schiera di tennisti che prima o poi esplodono con stagioni disumane scalando in un anno 500 posizioni del ranking, ma è uno molto continuo che anno dopo anno si sta costruendo una classifica sempre migliore. Andando avanti di questo passo non mi stupirei di vederlo nei prossimi anni tra i primi 100 giocatori del mondo e magari togliersi anche quelle cosiddette soddisfazioni nel tennis che “conta”.

    Nicola

  3. andrew

    grazie dell’incitamento, Alessandro…

    sono un giovane 4 categoria di 44 anni e vorrei poter prendere esempio da Arnaboldi, ma devo ammettere che sto bene così…

    Non ho visto direttamente la guerra in vietnam o il bambino con le mosche, ma nel mio piccolo ho visto Grossi vincere il campionato di 2 categoria posando le carte da scalaquaranta e togliendosi gli infradito in campo. Ho visto De Meo scherzare amabilmente con il giudice arbitro durante la partita e Tarallo bestemmiare copiosamente in campo sfidando il giudice arbitro ad espellerlo (cosa che giustamente il G.A. non ha fatto) per poi essere invitato nuovamente l’anno seguente con la motivazione “senza di te non è la stessa cosa!!”. Le giocatrici forti nel mio circolo sono fortissime: palleggiano e parlano al telefonino contemporaneamente!!

    Non potrò mai essere forte come loro… So che se pago la quota e faccio buon viso sarò sempre una promessa, anche a 70 anni…è questo il bello del tennis!!!

    tuo affezionato, Andrew

  4. Alessandro Nizegorodcew
    Autore

    @andrew
    sono contento che hai colto l’invito, che era prettamente per gli over 43.. 😉

  5. Roberto Commentucci
    Autore

    Secondo me Arnaboldi è sicuramente un esempio sul piano comportamentale e professionale. Detto questo, io temo che l’impostazione tecnica che gli hanno dato in spagna – se lo ha aiutato a cerscere come uomo e come tennista – non sia esattamente la più adatta alla sua tipologia di gioco.

    Andrea gioca troppo lontano dal campo, per fare male.
    Nonostante le sue ottime variazioni di taglio e di angolo, a livello challenger, sulla terra, dove incontri tutti pesi massimi, la sua mancanza di punch lo costringe ad un atteggiamento tattico troppo difensivo, a precare energie preziose remando in difesa (non è un caso che perda tanti match al terzo – gli fanno fare il tergicristallo).

    Uno come lui avrebbe avuto bisogno, a mio avviso, di un’impostazione tecnica diversa, diciamo “francese”: piedi vicino al campo, sfruttare la sensibilità di braccio per appggiarsi alla potenza altrui, cercare l’anticipo e la discesa a rete, e soprattutto programmarsi privilegiando le superfici veloci.

    Uno dei migliori match che ho visto giocare ad Arna è stato l’anno scorso nelle finali di Serie A, a Bra, sul veloce indoor, dove sconfisse Starace.

    Ecco, secondo me dovevano farle un giocatore da veloce. Troppo leggero, per la terra.

  6. pasanen84

    In effetti nel match che ho visto io Salamanca sfruttando la maggiore potenza con il dritto gli faceva fare il tergi..e dopo aver vinto il primo 7-6 ha ceduto di schianto gli altri 2 set.

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