Bolelli, io la vedo così…

di - 23 Giugno 2011

di Alessandro Nizegorodcew

In queste ore la discussione su Bolelli si sta facendo incandescente. Mi sembra dunque giusto, dopo le opinioni di Commentucci e Pastena (attraverso editoriali) e di tutti gli altri (con i commenti), dire la mia sulla questione che sta sollevando di tutto e di più.

Dividerò la questione in più punti..

1) Il Carro dei Vincitori. In molti stanno parlando di gente che sale a sproposito sul carro dei vincitori, dopo aver criticato Simone e averlo dato per finito più di una volta. Tengo a ricordare a tutti gli utenti di Spazio Tennis e anche a tutti gli addetti ai lavori, che in questo spazio (sia sito che trasmissione radiofonica) si è sempre sostenuto Bolelli, pensando sempre ad una sua possibile “rinascita”. In particolare nella rubrica Scofield’s Corner, insieme a Fabio Colangelo, abbiamo sempre parlato in maniera propositiva e mai denigratoria delle possibilità future di Simone, anche dopo i match pessimi con Grigelis, Crugnola ed altri. Quindi Spazio Tennis non sale sul carro dei vincitori, ma lo guida! (che poi non si è vinto nulla, magari parlassimo di una vittoria “vera”)

2) I Meriti. Si è parlato dei meriti dei coach passati, così come dei coach presenti e dei demeriti degli stessi. Si è parlato di mental coach, di preparazione atletica. Io partirei da un presupposto basilare. Se si è criticato Bolelli in maniera spesso esagerata e denigratoria, oggi, a mio avviso, i meriti di questa piccola (o grande?) rinascita sono tutti di Simone. E’ ovvio che Furlan ha avuto e sta avendo un ruolo importante, ma è Bolelli, oggi, a doversi prendere i meriti perché, fino a prova contraria, in campo va lui.

3) Mental Coach. Nel periodo di massimo rendimento dell’era Pistolesi, Simone veniva seguito anche da un mental coach. Oggi è tornato a chiedere un aiuto a mentale a Livio Sgarbi. Che ne avesse avuto bisogno da sempre? Probabilmente scegliere di non averne più bisogno non era stata una grande idea.

4) Vittorie e sconfitte. Le vittorie con Gonzalez, con Karlovic, Simon e soprattutto Del Potro, sono abbastanza simili a quella di ieri con Wawrinka. Il problema è che in molti, a mio avviso, avevano dimenticato quale fosse il vero Bolelli. Quello che può far partita pari con Murray sulla terra e due giorni perdere con Veic. Quello che vince con Wawrinka ma perde con De Schepeer. Simone ha sempre fatto grandi partite (parliamo dell’era Pistolesi), vincendo match molto complessi e perdendo altri. Lo sta facendo anche oggi. La differenza sta in una crescita complessiva importante, dovuta a diversi fattori, primo fra tutti quello per cui giocando tre anni in più si gioca per forza meglio (se sei intelligente, appassionato e continuo). E’ il tennis.. si vince e si perde. Il percorso iniziato con Pistolesi si era interrotto dopo i fatti che tutti conosciamo, dalla squalifica assurda della fit alle scelte sbagliate dello stesso ragazzo (seguire Piatti che era full-time con Ljubicic). Attenzione infine a parlare di un Simone del tutto rinato. Ancora non è rientrato nei 100 e la strada è molto molto lunga.

5) Fisico. Simone ha sicuramente lavorato molto fisicamente, ma è un percorso lungo, iniziato anni fa e che oggi sta cominciando a portare i suoi frutti. Il preparatore, non a caso, è lo stesso: Marco Panichi. Non poteva essere un brocco e non può essere dunque un genio oggi. La reattività è difficile da allenare e con il Sensotraining (mi dicono lo stia usando) ha migliorato alcuni aspetti, dei dettagli, ma era normale, dopo parecchi anni di lavoro. Il problema di Simone è sempre stato quello dell’attivazione: in alcune partite sembrava più reattivo, in altre meno. Le motivazioni erano da ricercare anche (ovviamente non solo) in una questione mentale. Anche i punti in difesa sono aumentati, è vero, ma anche qui credo che gran parte del lavoro lo faccia una ritrovata fiducia nei propri mezzi, oltre ad un fisico più asciutto, quindi probabilmente più scattante.

6) Tecnica. Il colpo che Simone ha migliorato maggiormente è il rovescio, in particolare lungolinea ma non solo. Se ci fate caso, è il colpo che perde nei momenti in cui si rilassa leggermente o in cui è più teso. Furlan credo abbia insistito molto su questo colpo, in particolare lungolinea, anche se la questione sembra ancora molto work in progress. Il diritto è sempre fantastico e, come spiegava Fabio Colangelo, dipende quasi esclusivamente dalla fiducia. Congy ci aveva raccontato della sensazione provata in Australia da Crugnola, che lo aveva battuto in qualificazione. In sostanza Crugno, che è ottimo giocatore ma non velocissimo, non era mai stato lasciato fermo da un diritto di Bolelli. Braccio lento, paura, timore, poca fiducia. Ieri la fiducia era a mille e si è visto, perché alcuni diritti sono stati impressionanti.

7) Godiamocela. Chiosa finale sulla vittoria di ieri con Wawrinka, giocatore sinceramente poco simpatico (Flavio Cipolla potrebbe raccontarne di belle), che ci ha esaltato tutti. Chi lo criticava, chi lo amava e lo ama ancora, chi forse lo ha visto giocare in tv per la prima volta (Wimbledon è fucina di nuovi appassionati). Godiamocela tutti insieme, perché è stata una partita dalle emozioni forti, quelle emozioni che solo il tennis sa darci.

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