Sull’autostrada del 2026, il navigatore di Lorenzo Musetti ha perso più volte il segnale. A Lione, finalmente, ha ritrovato la via del successo. Per il tennista toscano, il 2026 era cominciato con la prospettiva di raggiungere un traguardo storico. Agli Australian Open, dopo un percorso strabiliante era arrivato al big match contro Novak Djokovic, il carrarino aveva vinto i primi due set dei quarti di finale, mostrando un tennis di altissimo livello.
Se avesse battuto l’ex numero 1 al mondo, Musetti sarebbe salito al terzo posto del ranking mondiale. Poi, sul punteggio di 6-4, 6-3, 1-3, il dolore alla gamba destra lo aveva costretto al ritiro. Da quel momento, la stagione aveva preso una direzione diversa. Quasi nove mesi dopo, Musetti si ritrova fuori dalla top 20, al numero 26 del mondo, nonostante il titolo conquistato a Lione. Nel frattempo, ha dovuto fare i conti con infortuni, rinunce e tentativi di recuperare una continuità che non è mai riuscito a trovare davvero. Il trofeo francese non cancella quanto accaduto, ma cambia il finale di un’annata nella quale il talento ha dovuto spesso lasciare spazio alla necessità di fermarsi.
Melbourne, il punto più alto prima della caduta
La partita contro Djokovic resta una delle immagini più significative della stagione. Musetti era riuscito a mettere in difficoltà il serbo, togliendogli certezze e costringendolo a inseguire negli scambi. Il vantaggio di due set non era arrivato per caso: l’azzurro stava giocando una partita di altissimo livello e aveva concrete possibilità di raggiungere la semifinale. Il terzo posto mondiale era a una vittoria di distanza. Sarebbe stato il miglior piazzamento della sua carriera, il riconoscimento di un percorso che lo aveva portato tra i migliori giocatori del circuito. Invece, il problema fisico aveva interrotto tutto. Musetti non aveva perso una partita giocata fino all’ultimo punto: era stato costretto a fermarsi mentre era in vantaggio. Il rientro a Indian Wells non aveva risolto le difficoltà. La sconfitta all’esordio contro Márton Fucsovics era stata seguita dalla rinuncia al torneo di Miami per un problema al braccio destro. La stagione sulla terra rossa avrebbe dovuto offrirgli l’occasione di recuperare terreno, ma anche in quella fase gli era mancata la possibilità di programmare senza preoccupazioni. A Roma, contro Casper Ruud, un nuovo problema alla coscia sinistra aveva cambiato ancora una volta i suoi piani. La lesione al retto femorale lo aveva costretto a rinunciare ad Amburgo e al Roland Garros, prima di saltare anche la stagione sull’erba, Wimbledon compreso. Mentre il circuito proseguiva, Musetti era costretto a concentrarsi sul recupero. Il tempo perso non riguardava soltanto le partite, ma anche la possibilità di difendere i punti e migliorare la propria posizione in classifica.
Una stagione trascorsa a ripartire
Tra la fine di luglio e agosto, il ritorno a Washington aveva riaperto uno spiraglio. I quarti di finale raggiunti prima nella capitale statunitense e poi a Cincinnati avevano restituito qualche segnale incoraggiante, ma non erano bastati a riportare Musetti sulla traiettoria immaginata a Melbourne. Agli US Open, la sconfitta al secondo turno contro Dane Sweeny a causa di un malessere fisico ne aveva frenato nuovamente la rincorsa. Poi era arrivata una frattura all’anulare della mano destra, rimediata durante un allenamento, che lo aveva costretto a rinunciare al torneo di Tokyo. Musetti non ha perso soltanto partite: ha perso occasioni per difendere i propri punti, trovare continuità e sfruttare il momento in cui il suo tennis sembrava pronto per un altro salto di qualità. Ogni volta che provava a ripartire, un nuovo problema fisico rischiava di fermarlo. Il ranking racconta anche questo. A gennaio, Musetti era a una vittoria dal terzo posto mondiale; oggi si trova al numero 26. La distanza tra le due posizioni dà la misura di quanto questa stagione sia stata complicata. Non è soltanto una questione di risultati, ma anche di tutte le occasioni che non ha avuto la possibilità di sfruttare.
Lione, il titolo per ritrovare la strada
A Lione, Musetti ha finalmente trovato una settimana capace di concludersi come sperava. In semifinale, contro Flavio Cobolli, ha dovuto rimontare e si è imposto per 4-6, 6-2, 7-5 dopo aver annullato quattro match point. Una partita nella quale il rischio di essere eliminato era concreto. Stavolta, però, è stato lui a trovare una via d’uscita. In finale, contro Taylor Fritz, il carrarino ha chiuso la partita in due set, vincendo 6-3, 6-4. Il successo gli ha consegnato il titolo dell’ATP 250 francese, il primo dal torneo di Napoli dell’ottobre 2022. Quello di Lione è il terzo titolo ATP in singolare della carriera di Musetti, dopo i successi di Amburgo e quindi quello di Napoli nel 2022. La vittoria contro Fritz ha interrotto un’attesa di quattro anni e una serie di sette finali consecutive perse nel circuito maggiore. Un dato che rende ancora più significativo il risultato ottenuto in Francia, dove il carrarino è riuscito a completare il lavoro dopo una stagione segnata dagli stop. La gioia per il successo è emersa anche nelle parole condivise da Musetti sul proprio profilo Instagram dopo la finale: “Questa vittoria ha un significato davvero speciale per me! Grazie di cuore a tutti coloro che mi hanno sostenuto e incoraggiato durante questa settimana. Era da un po’ che non avevo la gioia di alzare un trofeo, e poterlo fare oggi è una soddisfazione immensa. Felice ed orgoglioso di questo risultato”. Questa vittoria non gli restituisce i mesi perduti e non risolve automaticamente i problemi fisici, ma gli permette di guardare al finale dell’anno da una prospettiva diversa. Dopo una stagione nella quale ogni ripartenza sembrava destinata a essere interrotta, Musetti è riuscito a completare il percorso e a tornare a sollevare un trofeo.
Resta il contrasto tra ciò che sarebbe potuto accadere a Melbourne e la posizione che occupa oggi in classifica. Allora una vittoria contro Djokovic lo avrebbe portato al terzo posto mondiale; adesso, la priorità è ritrovare la continuità necessaria per risalire. L’ATP 250 francese non cancella questa distanza, ma gli offre una base da cui ripartire. Il navigatore, almeno a Lione, ha ritrovato la strada. Ora Musetti dovrà percorrerla senza altre soste forzate.