Diario di Bordo dal Ct Eur

di - 3 Aprile 2013


(Adelchi Virgili – Foto Nizegorodcew)

da Roma, Alessandro Nizegorodcew 

Il maltempo sembra dare finalmente una giornata di tregua e, una volta terminata la diretta in radio, mi reco al Ct Eur per seguire un paio di ore di tennis (spero) di buon livello. Incontro subito Roberto Commentucci e Francesco Aldi (quest’ultimo al seguito di Antonio Campo). Due battute con il sempre simpaticissimo Matteo Fago (“non è facile giocare su questi campi dopo tutta questa pioggia” – mi dice – “non sono solamente lenti ma anche pesanti, si affonda…”), altre due con Ale Motti e Adelchi Virgili e mi siedo a vedere Matteo Trevisan contro il giovane spagnolo Javier Marti, testa di serie numero 2.

Arrivo sul campo con Trevisan che serve per il primo set sul 5-3. Va sotto 0-40 ma recupera e chiude abilmente 6-3. Marti è nervosissimo, non si aspettava probabilmente di dover lottare con una ex promessa del tennis mondiale. Nel secondo però decide di non sbagliare più (cosa che solamente gli spagnoli sanno decidere) e pareggia i conti con un identico 6-3. Nel terzo Marti ottiene il break in apertura ma Trevisan gioca probabilmente il miglior game del match portandosi 1-1. Sul punto del break, sul 30-40, Marti serve la seconda, la palla sembra fuori ma l’arbitro non la chiama, Trevisan gioca un primo colpo, Marti ribatte ma prima del proprio secondo colpo Matteo si ferma e chiama out il servizio. Palla nettamente fuori, Marti chiama il supervisor e contesta la decisione dell’arbitro. Tutti danno ragione a Trevisan ma l’italiano si sta freddando, non si gioca per 6-7 minuti. Il break arriva in effetti, ma al rientro in campo Marti, che molto furbescamente ha lasciato passare tanti, troppi, minuti, prende il largo e sale 5-1 prima di chiudere 6-2.

Nel complesso Matteo Trevisan non mi è dispiaciuto. Buono l’atteggiamento in campo, senza l’eccessivo nervosismo di un tempo. Il diritto è sempre molto potente anche se forse ha perso leggermente di intensità e forza il primo diritto dopo il servizio. Con il rovescio fa sempre un po’ fatica, ma rispetto al passato sembra poter giocare in maniera più profonda, seppur con poco top-spin. Se ha davvero voglia come sembra, può tornare presto almeno a livello challenger (250-300 Atp) entro la fine dell’anno, infortuni permettendo.

Javier Marti bravino, bel rovescio ad una mano (ma allora in Spagna qualcuno lo gioca ancora?!), ottima visione tattica e grande velocità e reattività. Non sembra però il nuovo fenomeno iberico.

A fine match un’immagine che lascia pensare. Uno accanto all’altro, due toscani, si parlano, chiacchierano, si confrontano. Sono Matteo Trevisan, ex numero 1 al mondo under 18, e Adelchi Virgili, altra ex lucente promessa del nostro tennis. La maggior parte degli addetti ai lavori parla e parlerà sempre di talenti inespressi, inesplosi. A me piace la visione romantica: perché vederli giocare (tra poco parlerò di Virgili), vederli colpire la palla da così vicino, riempie sempre lo spettatore di quel sensazione di eccezionalità che contraddistingue pochi giocatori al mondo; mi piace pensare che stiano bene fisicamente, mentalmente, che abbiano voglia di emergere finalmente; mi piace pensare che ce la possano fare. E se non dovesse essere nel tennis, la speranza è che possa comunque avvenire in altri campi, perché sono, dopo tutto, bravi ragazzi… Scatto una foto, eccola qui…

Parliamo proprio di Adelchi Virgili allora. In campo contro Civarolo ha messo a segno 9-10 colpi che ricalcano in tutto e per tutto Dolgopolov. Rovescio bimane vincente a 150 km/h con la mano sinistra che domina e praticamente permette una sorta di smash ri rovescio, smorzate al millimetro. Una sola parola per definirlo: decontrazione! Il braccio va a duecento chilometri orari, mentre Civarolo (che per poco non ha rimontato…) non riesce a tenere testa dal punto di vista della potenza e si arrangia come può. Spesso chi non ha mai visto giocare Virgili mi chiede di descriverlo. Beh, direi che la parola Dolgopolov potrebbe essere usata per un rapido riassunto. Il diritto è obiettivamente diverso anche se ha delle analogie con il fondamentale di Adelchi. Impressionante anche la mano nei recuperi, in particolar modo con il diritto.

Un’ultima parola di Riccardo Bellotti. Non lo vedevo esattamente da un anno. Oggi ha giocato davvero male, seppur vincendo contro Leonardi. Il diritto carico ma poco profondo, rovescio spesso corto e tanti errori al servizio. Alla fine ha vinto perché ha maggiore potenza rispetto all’avversario ed ha una grande reattività e velocità. Dopo la partita ho scambiato con lui qualche battuta e pareva molto arrabbiato con se stesso per la prestazione. Potrebbe servirgli una guida tecnica (e ancora di più umana) che riesca a tenerlo tranquillo, perché a tennis gioca molto bene e avrebbe un diritto che può fare i buchi per terra. Speriamo le cose vadano meglio nel prossimo (prossimi?) turno/i.


(Riccardo Bellotti)

Pranzo volante al ristorante del Ct Eur (Pasta al sugo e polpette con piselli) e poi via verso casa (30 minuti di riposo) e si parte verso il terzo e ultimo lavoro della giornata…

Foto di Alessandro Nizegorodcew

 

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