Djokovic possibile dominatore. A Federer il girone di ferro

federer master 2013

di Federico Mariani

GRUPPO A:

[1] N.Djokovic

[3] S.Wawrinka

[6] T.Berdych

[8] M.Cilic

GRUPPO B:

[2] R.Federer

[4] K.Nishikori

[5] A.Murray

[7] M.Raonic

Il tanto atteso sorteggio dei gironi di round robin delle Finals di Londra non è stato benevolo con Roger Federer regalandogli, forse, il peggio degli accoppiamenti possibili e gli avversari sulla carta più scomodi per lui. E’ facile intuire una sorta di squilibrio tra i due raggruppamenti, ma ovviamente finchè non si scenderà in campo queste possono risultare come banali chiacchiere da bar.

Partiamo dal Gruppo A, quello capitanato da Novak Djokovic, primo giocatore del mondo e sicuro uomo da battere a Londra. Il serbo, che per nulla si è fatto distrarre dalla nascita del primogenito Stefan, a Parigi-Bercy ha confermato una volta di più la sua leadership, una leadership messa forse in discussione dallo splendido autunno di Federer che con la doppietta Shanghai-Basilea si era addirittura avvicinato pericolosamente alla vetta del ranking. Di sicuro difficilmente Nole avrebbe ipotizzato un girone migliore di quello sorteggiato oggi: il serbo, infatti, su 45 precedenti disputati con Wawrinka, Berdych e Cilic ne ha vinti addirittura 40. Numeri importanti che già da ora potrebbero risultare significativi. Messo da parte per un istante il campione belgradese, il resto della ciurma del primo girone può giocarsela pressoché alla pari: chi più chi meno, vengono tutti da periodi non esaltanti, anche se chiaramente la situazione di Wawrinka appare per quanto visto ultimamente la più grave. Se lo svizzero dovesse mantenere gli standard delle ultime uscite, difficilmente potrà ambire al passaggio del turno, anzi potrebbe anche fare la figura del cosiddetto anello debole. Alle spalle del serbo, quindi, il più accreditato ad accedere alle semifinali pare Tomas Berdych, se non altro per il fatto che Cilic ha un record negativo con gli altri tre (0-10 con Djokovic, 2-7 con Wawrinka, 4-5 con Berdych). Il croato, inoltre, nonostante il successo colto a Mosca pare assai distante dalla versione monstre di New York e qui potrebbe anche pagare lo scotto della prima volta, non avendo mai preso parte alla kermesse tra i migliori otto del mondo.

Al contrario del primo girone, il Gruppo B pare dominato dall’equilibrio: un vero favorito non c’è e tutti possono ambire ad un posto in semifinale. E’ tuttavia giusto porre Roger Federer un gradino sopra agli altri. Come è noto, lo svizzero può vantare ben sei successi al Master, una competizione che ha sempre “sentito” e nella quale si è espresso alla grandissima. Nelle ultime stagioni, infatti, quando sembrava che poche cose andassero per il verso giusto, nell’appuntamento conclusivo dell’anno Federer è stato sempre in grado di ritrovare smalto e verve per superare quantomeno il round robin. Quest’anno il fuoriclasse svizzero arriva a Londra carico di entusiasmo e di fiducia visti i recenti successi di Shanghai e Basilea e, quindi, è da annoverare obbligatoriamente tra i favoriti. Certo è che avrebbe preferito avere l’amico Wawrinka piuttosto che Nishikori, così come avrebbe preferito evitare Murray e Raonic. Con Nishikori e Murray il bilancio negli scontri diretti è in parità (2-2 e 11-11), mentre col canadese ha vinto sei volte su sette perdendo però il recentissimo confronto a Parigi. Determinante per Roger sarà vincere (possibilmente in due set) l’esordio proprio con Raonic.

Un gradino sotto Federer, sono da considerare pressoché alla pari Nishikori e Murray che si scontreranno nella prima giornata. Lo scozzese, che ha fatto di tutto per qualificarsi affrontando un vero e proprio tour de force partito da Shenzhen e terminato a Bercy e giocando per sette settimane di fila, è avanti 3-0 con Nishikori, ma è sotto 2-4 con Raonic. Nella sua rincorsa Murray pare aver comunque ritrovato una condizione fisica e mentale ottimale, il gioco a tratti palesa la solita passività ma a Londra sarà un avversario tosto per tutti. Per quanto riguarda Raonic, esordiente tra gli otto maestri assieme a Nishikori e Cilic, è stato l’ultimo a qualificarsi ed è ultimo nelle graduatorie antepost ma se il servizio gira può diventare ingiocabile (chiedere a Federer). Nishikori, infine, potrebbe essere l’ago della bilancia del girone: il giapponese ha già mostrato di essere in grado di mettere in difficoltà Federer e con Raonic è avanti 4-1 negli scontri diretti. Anche in questa circostanza potrebbe già risultare decisiva la prima partita.

Nonostante sia sempre motivo (talvolta a ragione)di discussione, la formula del Master rappresenta comunque qualcosa di diverso, di nuovo e di esaltante. Vincere una competizione in cui partecipano solo i migliori del mondo ha un fascino ed un prestigio che forse solo una prova dello Slam gli è superiore. Sintetizzando una griglia di partenza è inevitabile attribuire a Djokovic il ruolo di favorito numero uno, a maggior ragione dopo il sorteggio dei gironi. Forse solo un Federer ispirato può stoppare la corsa di Nole, o forse no. Tutto può succedere perché nella loro unicità le Finals aggiungono quel tocco di imprevedibilità sempre gradito. E voi chi pensate possa essere eletto Maestro tra i Maestri? 

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