Ma ci pensi, Dolgo?

di - 24 Gennaio 2011

di Sergio Pastena

Ma per la miseria, Dolgo! Ok, nei sondaggi alla viglia degli Australian Open ti ho indicato, e non sono stato il solo, come possibile sorpresa, è vero. Ma io intendevo dire che saresti arrivato agli ottavi per poi cedere onorevolmente a uno dei primi della classe, magari strappandogli un set e facendo vedere che hai i numeri per dire la tua ad alti livelli. Se avessi dovuto puntare un euro bucato sulla tua vittoria contro Soderling, però, con tutta la buona volontà non avrei avuto il coraggio. E che sia chiaro, non voglio vantarmi del pronostico azzeccato visto che ho sbagliato o sbaglierò indecorosamente gli altri (salvo quello sull’italiano che avrebbe passato un turno), ma qui davvero se mi fosse venuto in mente avrei messo un centinaio di euro fissi sul boscaiolo e avrei fatto la figura del fregnone. Battuto dal mio stesso pronostico, ma ci pensi Dolgo?

Va bene, hai anche le tue attenuanti e te le devo riconoscere: avevi contro un Soderling in giornata “ni”, che nel finale ha sbagliato l’impossibile, ma è anche vero che gli errori dell’avversario sono gratuiti per modo di dire quando chi li commette è costretto a forzare il suo gioco. Nel primo set, ad esempio, lo svedesone ti aveva piallato e pareva dare ragione a chi pronosticava che la tua inventiva sarebbe stata presa a pallate. Non mi sono neanche allarmato quando nel secondo set, nonostante un indegno 44% di prime (roba deluxe, di fronte al 23% del primo, alla fine avrai la media di una prima su due), hai avuto il tuo classico showtime pareggiando il conto. Fuochi fatui, pensavo, ora il mastro d’ascia lo spacca in quattro. Belli ed effimeri, non avevamo deciso così Dolgo? Come quando hai fatto sudare Nadal a Madrid per due set: mai visto un 6-4 6-3 così sofferto, con il maiorchino che di tanto in tanto pensava “Ma puerca la vaca, da dove l’ha tirata fuori quella smorzata?”.

Eppure, anche se hai dispensato creatività a corrente alternata, la cosa deve avere dato fastidio al gigante di Tibro, uno che conosce solo due modalità: quando è ON ti fa fare il tergicristallo, quando è OFF spara tutto in corridoio. E Soderling nel terzo si spegne, commettendo una valanga di errori e mandandoti avanti due set a uno. A quel punto, trovandoti a fare, cedi due volte di fila il servizio perché anche tu conosci le modalità ON e OFF, ma per non farti mancare niente ti accendi e ti spegni in una quindicina di modi diversi. Quando sullo 0-4 torni in vita, infatti, non sei in modalità “Facciamo accademia” come nel secondo set, ma in quella del giorno di Nadal, della serie “Rozzo artigiano del tennis perde il senno in un torrido pomeriggio australe indotto alla follia da un saltimbanco schizoide del Volga”. O almeno, così me l’ha suggerita la Wertmuller. Sul 3-4, infatti, il mio pensiero era “Se breakka di nuovo rivediamo il Soderling che dava di matto”.

Ora, Dolgo, diciamocelo: lo svedese ha chiamato l’MTO, peraltro avanti di 4-1 al quarto, e magari nell’ultimo set non era al meglio, perché 17 errori sono davvero troppi. Anche Tsonga ci è arrivato spompato al gran finale, epperò quando lo svedese ti ha subito breakkato in apertura di quinto ho pensato che gli eventi avessero ripreso il loro corso naturale. Invece tre break di fila, chiusura sul 6-2 e, a impreziosire l’ultimo game, un misto di tigna e classe, due passanti stretti come una zappettata di Santoro. Da mago a mago.

Lo so, Dolgo, forse sono stato troppo teatrale nel descrivere una partita tutto sommato noiosetta come se fosse stata la terza guerra punica, rischiando di farmi la reputazione di Mario Merola del giornalismo tennistico, ma che ci vuoi fare: non sarò come il Niz, che ti vedeva bene fin dal 2007 mettendola in saccoccia a quei dilettanti dei Maya, però ho letto buone cose di te fin dal 2008 (Challenger di Trnava, fermato da Beto Martin perché la vita è ingiusta e ce lo ricorda ogni tanto) e seguo la tua parabola da tempo. Quindi sono contento per te, Dolgo, ma sono anche arrabbiato. La prossima volta che decidi di far fuori il numero 4 al mondo avvisa, per due motivi: innanzi tutto ho rischiato di perdermela e poi davvero avrei potuto puntare casa sul tuo avversario. Sai com’è, Dolgo, sarebbe difficile spiegarlo alla nonna, non credo che capirebbe…

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