Fed Cup: niente Venus Williams, a Brindisi ci sarà la Davis

di - 14 Aprile 2015

Venus Williams non sarà a Brindisi

di Michele Galoppini

Il capitano USA Mary Joe Fernandez dovrà fare a meno della numero 2 della squadra americana, poiché Venus Williams ha comunicato che non parteciperà alla Fed Cup contro la squadra italiana, per il match che deciderà quale tra le due squadre potrà nel 2016 giocare nel World Group. Sono motivazioni personali ad aver convinto la maggiore delle sorelle Williams a restare negli USA ed a portare alla convocazione della giovane Lauren Davis.

Saranno quindi Flavia Pennetta, Sara Errani, Camila Giorgi e Karin Knapp a difendere i colori italiani sulla terra rossa del Circolo Tennis Brindisi contro Serena Williams, numero 1 al mondo e portatrice quasi certa di 2 punti per la squadra a stelle e strisce, Christina McHale, Alison Riske e Lauren Davis. Per chi ancora non si fosse informato, i primi due match di singolare si giocheranno sabato 18 aprile, ed i restanti tre match il giorno dopo.

Uno degli argomenti più curiosi, assieme al toto-formazioni di cui scriverò tra poche righe, è l’assenza di alcune giocatrici, in entrambe le compagini. Non stupisce più di tanto l’assenza di Roberta Vinci, anche quest’anno protagonista di un inizio stagione sotto tono, sebbene importante chiave in previsione di un doppio che probabilmente sarà decisivo. Ciò che lascia perplessi è la motivazione: infortunio. Tutto tranquillo, se non fosse che è iscritta ai main draw di Stoccarda e Marrakech, tornei che prenderanno il via rispettivamente un giorno dopo la Fed Cup ed una settimana dopo.

Stupisce invece molto di più l’assenza di Madison Keys e Sloane Stephens, alle quali preferite Alison Riske e Christina McHale. Perché stupisce? Semplicemente, Sloane Stephens ha dato buoni segnali di miglioramento nell’ultimo mese, ha già dimostrato in passato di sapere giocare su terra ed ha battuto tutte le nostre giocatrici, in particolare Flavia nell’ultimo incontro su terra, Karin nell’unico incontro su terra, Giorgi nell’unico match giocato e Sara nell’ultimo match giocato. E Madison Keys arriva proprio dalla finale a Charleston, su terra verde. È ovvio che la terra verde sia più veloce di quella rossa, ma la ventenne statunitense era nettamente preferibile sia a McHale che a Riske. Nel primo caso, perché McHale arriva da una stagione di basso livello, in cui ha ottenuto solo tre vittorie a fronte di nove match giocati, vittorie in cui era nettamente favorita e sconfitte a tratti nette e sorprendenti; nel secondo caso, perché Riske su terra si trova in netta difficoltà e viene da un momento di forma a dir poco traballante.

Madison Keys a Charleston 2015

Probabilmente, la risposta può ritrovarsi in una teoria da malpensanti. Le sorelle Williams giocano la Fed Cup per semplici fini olimpici e probabilmente il fatto di dover presentarsi in Italia per far da riserve panchinare di lusso non va troppo a genio a Madison Keys e Sloane Stephens.

E passiamo quindi al toto-formazioni. Quel che è certo è che Serena farà presenza fissa in due singolari e molto probabilmente servirà a dar manforte in caso di un decisivo doppio sul 2-2. Inoltre, difficile pensare che possa concedere un punto all’Italia nei suoi singolari: Flavia Pennetta ha mostrato di essere sempre stata in difficoltà contro Serena (e chi non lo è…), Sara Errani l’ha messa in forte difficoltà lo scorso anno a Roma, ma il suo stato di forma è ben distante da quello del Foro Italico, e probabilmente è solo una Camila Giorgi in giornata molto positiva che può compiere uno dei miracoli contro top10 che più volte ha mostrato di saper fare. Probabilmente, schierare Camila Giorgi al posto di Flavia Pennetta il primo giorno potrebbe rivelarsi l’idea migliore (sperando “peschi” Serena): per il motivo suddetto e per risparmiare Flavia per la seconda giornata, in ottica singolare ma soprattutto in ottica del doppio decisivo.

Sara Errani è invece la carta che deve essere sempre schierata, anche perché unica vera terraiola della squadra azzurra. I motivi sono però ulteriori a questo: contro la McHale, Sara ha vinto i 4 precedenti, seppur lottando molto più del previsto (da ricordare uno 0-5 nel terzo set al Roland Garros, recuperato per vincere poi 9-7) e soprattutto Christina sembra essere in forma davvero precaria; contro la Davis, Sara ha invece il vantaggio dell’ultimo precedente vinto nettamente, per motivi prettamente tecnici. La palla molto carica della Errani porta a colpire la piccola Davis troppo in alto rispetto ai suoi standard, e colpire a quella altezza non è un qualcosa che Lauren sa gestire. Inoltre, le accelerazioni dell’americana vengono certamente annichilite dalla terra rossa, aiutando Sara nel gioco di difesa. Certo, Sara contro Serena non dà tante speranze, ma difficile pensare a speranze per chiunque contro la numero 1 al mondo. Vero è che Serena ha mostrato grandissime difficoltà, per due volte di fila, contro la Niculescu nel recente passato. Da tenere quindi a mente che tagli e cambi repentini di ritmo possono mettere in grosse difficoltà Serena, una volta di più perché su terra e perché anche la Niculescu, come la Errani, è dotata di un servizio molto scolastico a cui la Williams non è sembrata reagire come in passato.

Il doppio è a mio parere una questione chiusa: Sara Errani e Flavia Pennetta sono state numero 1 al mondo in questa specialità e, a meno di casi di eccessiva stanchezza, sono loro la nostra squadra migliore, ancor di più perché Flavia gioca a casa sua e con una spinta motivazionale aggiuntiva e perché le altre due azzurre non danno sicurezza: Camila ha fatto capire più volte di “odiare” il doppio, mentre la Knapp non sembra ancora pronta a doppi di così alto livello, sebbene ottimi miglioramenti in questa stagione (arriva da una finale a Katowice con Gioia Barbieri, ad esempio). Gli USA invece schiereranno, quasi certamente, Serena Williams ed Alison Riske. La Riske è una delle poche del circuito WTA ad affidarsi ancora, con risultati altalenanti e stile molto personale, al serve&volley o comunque una delle poche a spostarsi spesso a rete per gestire i propri scambi; inoltre, più in generale, ha ottenuto qualche buon risultato in passato, sa come gestire i punti a rete e sarebbe fresca per non aver giocato i singolari. McHale e Davis, la seconda soprattutto, sembrano invece non a loro agio nella disciplina del doppio. Christina lo gioca semplicemente più spesso di Lauren, ma con risultati comunque non all’altezza delle colleghe Riske e Williams.

A conclusione, solo un paio di numeri. L’Italia tenterà di salvare a Brindisi una striscia di 17 anni consecutivi nel World Group, sebbene sia dal 2008 che non si trova in questa delicata situazione dello spareggio. Inoltre, gli USA arrivano da 4 sconfitte consecutive contro l’Italia, non battendo le azzurre dal 2003. Per gli scaramantici, i numeri sono tutti dalla nostra parte, per i più scaramantici invece è meglio evitare per scaramanzia un qualsiasi “gufaggio”.

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