Camila Giorgi e quel sorriso di chi sapeva…

di - 15 Giugno 2015

Camila Giorgi

di Alessandro Nizegorodcew

E’ una giornata piuttosto calda a Parigi, come accade spesso negli ultimi giorni del mese di maggio. Al Roland Garros Camila Giorgi è impegnata sul campo numero 2 contro Garbiñe Muguruza. Il match è a senso unico e l’iberica domina sino al 6-1 5-1 a suon di vincenti ma soprattutto grazie ai tantissimi errori di diritto della Giorgi. Sono seduto dietro a papà Sergio, che cerca di scuotere in qualche modo la figlia. Non è un momento facile, lo si intuisce dagli sguardi, dalla reazione di Camila ai suggerimenti del padre. Sembra quasi non seguirlo, pare assente e, soprattutto, irritata dalla situazione. Sergio insiste: “Dai, però, un po’ di grinta Cami! Tira fuori un po’ di grinta!” E Cami, come d’incanto, tira fuori gli artigli, spara i soliti vincenti ma conquista punti anche in difesa, recupera sino al 5-4 e sfiora il 5-5 prima di capitolare di fronte alla fortissima Muguruza.

In conferenza stampa Camila è frastornata e visibilmente arrabbiata. Prima che l’incontro con la stampa italiana finisca mi permetto una battuta: “Adesso arrivano i prati, sei contenta?“. Mi guarda, finalmente sorride, come se la sua immaginazione fosse già volata tra Olanda e Gran Bretagna, sui quei campi che tanto ama e che esaltano il suo tennis brillante. La risposta è “alla Giorgi”, ma molto decisa e convinta: “Si, sono contenta“.

Sembra passata una vita da Parigi a Den Bosch, ma in realtà si tratta solamente di 19 giorni. Camila Giorgi ha conquistato il primo titolo Wta della carriera sull’erba olandese battendo Belinda Bencic 7-5 6-3. E’ stato uno dei match più belli giocati da Camila in carriera, semplicemente perfetto: 8 ace, 2 due doppi falli, 74% di punti vinta con la prima e 68% con la seconda. I numeri a volte dicono molto, in altre circostanze poco o nulla. La verità è che la Giorgi oggi è entrata in campo con il piglio giusto e, al quarto tentativo, è giunto finalmente l’agognato titolo.

Durante la prima finale, a Katowice nel 2014, ebbe match point contro Alizé Cornet ma finì per perdere bloccandosi mentalmente al momento di chiudere. Pochi mesi dopo stesso copione a Linz contro Karolina Pliskova, a cui però vanno molti meriti per il successo finale. Due mesi fa a Katowice Camila è scesa in campo contro la Schmiedlova con l’idea del “devo vincere per forza” e, sostanzialmente, quella finale non l’ha giocata. A Den Bosch la Giorgi è scesa in campo pensando “oggi vinco” e nessuno avrebbe potuto fermarla.

Camila GiorgiE’ il primo (e sicuramente non ultimo) successo di Camila Giorgi, ma è anche la vittoria di papà Sergio, insultato e preso in giro da mezzo mondo, che oggi si è preso una grande rivincita. L’abbraccio finale è stato intenso e commovente. Grazie al padre-coach Camila sta mettendo insieme tutti i pezzi del puzzle, sta costruendo pian piano il suo tennis e, a dispetto dei molti presunti addetti ai lavori che vedono il suo stile “sempre uguale”, le migliorie paiono evidenti. “Voglio ringraziare mio padre per questa vittoria” – sono state le parole di Camila con il trofeo nelle mani. Le mancanze psicologiche, spesso, sono celate da apparenti carenze tecniche e il capro espiatorio del servizio (e quindi del padre) l’ha sempre fatta da padrone. Possibile che sia un problema prettamente tecnico a far commettere alla Giorgi un giorno 23 doppi falli e quello successivo 2? Evidentemente no.

Se ripenso a quella tennista sparapalle (allora si che lo era!) che vidi all’opera nel 2008 al Foro Italico e assisto adesso a un suo match, vedo un’altra giocatrice, un’altra persona. Se guardo oggi negli occhi Camila Giorgi non vedo più una ragazzina, inizio a scrutare una donna. La personalità, già forte a dispetto delle esteriorizzazioni che lasciano presupporre il contrario, sta crescendo a dismisura. Così come la consapevolezza di essere forte, unico segreto per uscire da una crisi complicata come quella che la Giorgi stava attraversando da qualche settimana. I verdi prati hanno riacceso una luce che pareva spente, gli occhi di Camila sono tornati a brillare. E quel giorno, a Parigi, forse già conosceva il suo futuro. La Giorgi si è sbloccata, la fiducia è alle stelle, si salvi chi può…

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9 commenti

  1. Gabriele da Ragusa

    Nn ho visto la partita ma leggendo le statistiche noto finalmente solo 2 doppi falli (-10 rispetto alla media) e 8 aces. Nn puo prescindere da quello e mi permetto di dire che nn puo prescindere nemmeno da suo padre. E’ l’unico che puo allenarla secondo me. Ad maiora

  2. cataflic

    Grandissima Camila! Bene, brava, bis, tris…e alla via così!

    P.s. ho visto anche una specie di tracciante in back recuperato in un microsecondo da non so quale cassetto mentale….cose che voi umani….

  3. Ho sempre aprezzato la dolcezza che trasmette questa giovane donna pur nella forte agressiività che caraterizza il suo tennis dinamico e moderno.
    Ho sempre sperato che riuscisse, finalmente, a superare quelle paure che, inevitabilmente, tutti noi ci portiamo dietro nel cercare di conquistare i nosri traguardi, raggiungendo quell’eccellenza che il suo naturale talento merita.
    Nella finale di Den Bosch – che brutto nome da ricordare 😐 – Camilla Giorgi ha mostrato un’apparente maturità tennistica di eccelso livello che ha sicuramente contribuito a materializzare questo suo primo sogno.
    Che abbia davvero superato tutte le paure che spesso accompagnano l’atleta nella competizione o abbia, più semplicemente, cominciato a gestirle con la necessaria efficacia poco importa, il risultato è sotto gli occhi di tutti.
    Camilla Giorgi ha anche saputo proporsi con squisite alternanze al suo gioco più abituale, abbinando alla proverbiale sobrietà del suo tennis più noto, pregevoli back di rovescio ad una mano, un paio di volè di morbidezza non comune e, a mio avviso, anche un pizzico, ma proprio un pizzico, di moderazione nei suoi più ortodossi scambi da fondo, come anche in qualche seconda condita con un po’ di slice, che gli hanno garantito quella solidità a volte mancata per eccesso di agressività. Come detto anche da altri, ad maiora.

  4. cataflic

    ahahah….dopo tanti anni finalmente Camila riesce a vincere un torneo importante e ….shhhhh……forse è vero che a tanti vien piu facile tirar stilettate aspettando i doppi falli come falchi predatori!
    Peppepepepepe…ehhh o meo amigo charlie…1,2,3 Y!

  5. pasanen84

    Io che l’ho molto criticata, devo dire che sul veloce la sua esplosività, fisica e di colpi , unita ad un lavoro tattico volto a semplificare il gioco , usando colpi più sicuri al centro o sulla diagonale, hanno buon gioco. Il servizio mi piace zero , anche se ieri ha funzionato alla grande..speriamo continui!! Se poi riuscisse a verticallizare ancora di più’ il gioco , andando a rete o giocando qualche variazione con lo slice, facendo pesare ancora di più il divario fisico con le avversarie..ma va già bene così! Speriamo!

  6. Giovino

    Great article – thank you for your observations. I’ve seen a tremendous amount of criticism of Sergio and her commitment to his remaining her coach as she continues to come into her game. I have to say a few things about that because I coached my daughter and my son in sports. In each situation they got to a particular level that was beyond my skillsets and capability, and I moved them on to coaches who were better than me. So it might tend to look like I would wholly agree with the many assessments out there that Cami should seek out a top professional coach. But there are a few elements that I think cannot go unmentioned.

    Why is Sergio should be revered for his work as Cami’s coach?
    1) FItness: Cami is by far in my opinion one of the fittest, strongest and speedy players I’ve seen in a long time. Her fitness: incredible, I watch for her levels of exhaustion, panting, characteristics of being weary. She shows NOTHING. She might be tired, or winded, but she doesn’t show it. Of course just looking at her body, she’s perfect as a tennis player could be, she could be a gymnast or an example of a fitness athlete for God sake!

    2) Presence of Mind (Her mental toughness): I can only assume from watching her between points or post lost points, she consistently remains calm. Rarely reacts, and it seems she is able (as few can) to put a lost point behind her and move to the next point, clear of mind and focused on strategy. Even when she faced quick exits from the clay in madrid and bnl and roland garros, she was in control of her emotions (Most of the time).

    3) Quality of her Strokes: Cami is able to generate incredible power from her excellent ground strokes. I can’t think of another player who at her size, can hit blisteringly hard shots from inside the baseline and keep them inside the white lines. Her serve is very powerful and she trusts it implicitly (when she’s on) She does have a tendency to DF but I think we have to balance how often she wins points because she hits an aggressive 2nd serve versus serving up a fat meatball for the opponent to pummel. I’d like to see the stats on that before punishing her for DF’s. Unlike what we saw with Bencic in the final, she was 1/2 netting soft kicker 2nd serves or slices like a rookie learning to serve.

    While there may be a quality coach out there who could take her game to the next level, I don’t think we’ve seen yet how far Sergio can take it. I would say he’s done her very very well, and she is very blessed to have what seems to be a great father and coach. I’ll admit, for me, it was hard when I realized it was hindering my kid to not move them forward to a personal coach. I hope, if or when, Sergio realizes it, that he knows how blessed she is to have had him take her as far has he has. Great job Sergio! Keep it up man! Love u Cami – you rock! Kick-it in Wimbly!

  7. Fabius

    Bell’articolo, am c’è un “grave” errore: “capro” espiatorio, non “caprio”!!!

    Capita, capita..

  8. Alessandro Nizegorodcew
    Autore

    @Fabius
    La differenza tra errore e refuso è abbastanza sostanziale però.. il tuo “am” anche è un refuso (spero) e non un errore.. Ehehehehe

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