La leva tennistica della classe 1992

di - 10 Novembre 2013


(Bernard Tomic)

di Guido Pietrosanti

Francesco De Gregori cantava “Il ragazzo si farà…anche se ha le spalle strette” e sicuramente molti avranno pensato la stessa cosa, diversi anni fa, vedendo giocare Yuki Bhambri, ragazzo indiano del 92, già numero uno junior nel 2009 e un futuro che sembrava dovesse essere quello di un predestinato. In realtà, per il vincitore del torneo challenger di Traralgon in Australia, la settimana scorsa, le cose non sono andate esattamente nel modo in cui tanti si aspettavano e non solo per il giovane indiano, ma per molti “predestinati” della classe 92.

Yuki Bhambri inizia a giocare nel circuito ITF junior già alla fine del 2005, quando aveva appena 13 anni e grazie ad alcune Wild Card in tornei minori in India, riesce ad ottenere la prima classifica tra gli juniores. Ma è nel 2007, all’età di 15 anni, che comincia davvero a mettersi in mostra nel circuito juniores, partecipando a molti tornei in giro per il mondo e vincendo anche i campionati asiatici. In quella stagione Bhambri incontra per due volte un altro predestinato della classe 92, l’italiano Giacomo Miccini, perdendoci entrambe le volte al terzo set. La carriera di Miccini (nella foto a destra), tormentato da un serio infortunio all’anca, è stata bruscamente interrotta nel 2011 quando il ragazzo di Recanati ha deciso di iscriversi all’università negli Stati Uniti. Sembra che nel 2014 Miccini voglia provare di nuovo la strada del professionismo. Per ora il suo best ranking segna un modesto 1027, raggiunto alla fine del 2011, ma 21 anni non sono sicuramente troppi per poter sperare ancora. Certo da lui, quando raggiunse il numero 20 delle classifiche juniores a soli 15 anni, ci si aspettava un crescita ed una carriera molto diversa da quella che è stata fin qui.

A gennaio del 2008, Bhambri gioca l’Australian Open junior arrendendosi solamente all’eroe di casa, e altro predestinato della classe 92, Bernard Tomic che in quella stagione, grazie ad ottimi risultati nei tornei dello slam, raggiunse la posizione numero 2 del ranking juniores giocando già diversi tornei nel circuito professionistico tanto da chiudere l’anno al numero 772 del ranking Atp. Tomic ha concluso la sua carriera tra gli junior a 17 anni, con la vittoria agli US Open del 2009, quando era già nei primi 300 giocatori del mondo. Fa ancora più dispiacere, oggi, ricordare che nel 2007 fu il nostro Miccini a fermare Tomic nelle qualificazioni degli US Open junior. Certo la carriera di Tomic ha poi preso una direzione ben diversa da quella di Miccini, ma non si può comunque dire che il giovane australiano stia rispondendo a tutte le aspettative riposte su di lui. Infatti, se la posizione numero 42 nel ranking Atp, raggiunta a fine 2011 e il best ranking al numero 27, fatto registrare a giugno del 2012 prima ancora di compiere 20 anni, restano risultati eccezionali, la sconfitta al primo turno nel torneo challenger di Bratislava di questa settimana e una classifica attuale (52) peggiore di quella raggiunta due anni fa, sembrano indicare che la crescita tecnico, tattica e fisica di Tomic si è fermata da almeno due anni. E forse si è fermata anche la crescita “umana” del giovane australiano, protagonista di diversi episodi spiacevoli nel circuito e soprattutto non supportato dalla presenza di un padre molto controverso che probabilmente non sta (più) facendo il bene di suo figlio.

La stagione junior 2008 di Bhambri, dopo la semifinale in Australia, continua senza particolari sussulti, fino agli US Open, dove viene sconfitto al secondo turno da un’altra giovane promessa della classe 92: il serbo Filip Krajinovic (nella foto a sinistra), che con la semifinale raggiunta in quel torneo, chiude definitivamente la sua carriera junior per dedicarsi (con successo) al circuito professionistico. Krajinovic si mantiene in linea con i migliori 92 del mondo, eguagliando record di precocità che pochissimi giocatori sono riusciti a raggiungere. Nel 2009, a soli 17 anni, chiude la stagione da numero 356 del mondo e l’anno dopo fa registrare il suo best ranking al numero 170 del ranking, raggiunto grazie alla semifinale nel torneo Atp 250 di Belgrado, dove si spinge fino alle semifinali. La sua carriera subisce un primo stop a fine 2010 quando a causa di un brutto infortunio deve rimanere fuori dal circuito per oltre 6 mesi, fino a maggio del 2011. Dopo solamente pochi tornei, un nuovo infortunio lo costringe a rimanere di nuovo fermo per oltre 6 mesi e al rientro nel circuito nel 2012, Krajinovic si trova a dover fare i conti con una classifica precipitata fino al numero 1400, con il rientro nel circuito future dove le condizioni sono ben diverse dal circuito principale, e con un tennis che stenta a tornare quello precedente agli infortuni. Segnali incoraggianti arrivano comunque dalla qualificazione al tabellone principale del Roland Garros e da alcuni buoni piazzamenti nel circuito challenger che lo riportano intorno alla 400esima posizione alla fine del 2012. Nel 2013 il serbo tenta di tornare a giocare anche qualche torneo del circuito principale ma, alla fine, i migliori risultati arrivano dal circuito challenger e addirittura da quello future dove raggiunge 4 finali, grazie alle quali si spinge fino alla classifica attuale al numero 223, non troppo lontano dal suo best ranking del 2010.

Se gli altri predestinati del 92 si dedicano già dal 2008 quasi del tutto al circuito professionistico, Bhambri continua anche dopo gli US Open del 2008 a giocare tra gli junior. Anzi, proprio dopo quegli US Open, l’indiano sembra cambiare marcia, vincendo il GA giapponese di Osaka, i campionati asiatici e l’Orange Bowl. La cavalcata di Bhambri nel circuito junior finisce di fatto con l’Australian Open del 2009, vinto dopo aver perso un solo set al primo turno, che gli consegna anche il primo posto nella classifica mondiale juniores. Da quel momento, a 17 anni ancora da compiere, anche Bhambri, come i suoi coetanei Tomic e Krajinovic, si dedica al circuito professionistico a tempo pieno con discreto successo, soprattutto in India dove vince ben 5 tornei future, chiudendo la stagione al numero 338 del ranking. Ma il 2010 non è fortunato come il 2009 e per Yuki iniziano le prime difficoltà. Anche a causa di un infortunio alla caviglia, le vittorie cominciano a scarseggiare e alla fine dell’anno si ritrova al numero 500 del mondo. Nel 2011 vince altri due tornei future, e nel 2012 arriva la prima vittoria challenger a Fergana in Uzbekistan che lo fanno salire fino al numero 174 del mondo. Ma nel circuito atp, anche per un predestinato come Bhambri, i salti di qualità non sono mai semplici e nel 2013 l’indiano ha bisogno di scendere nuovamente nel circuito future per portare a casa qualche partita e qalche punto. La classifica peggiora sensibilmente durante tutto l’anno e solamente nel finale di stagione riesce a raddrizzare le cose grazie alla finale nel challenger di Taipei e alla vittoria nel challenger Australiano di Traralgon, riportandosi al numero 204 del ranking atp. Forse un po’ poco per chi sognava di arrivare in fretta ai vertici delle classifiche mondiali.

Ma la classe 1992 ha prodotto anche un altro predestinato che, come gli altri, sta parzialmente deludendo le aspettative. Si tratta dell’americano Ryan Harrison (nella foto a sinistra) che rispetto agli altri, ha giocato meno nel circuito junior, ottenendo da subito ottimi risultati nel circuito dei pro. Già nel 2008, a soli 16 anni, Ryan raggiungeva la posizione numero 742, migliorandola fino al numero 363 nel 2009, vincendo anche due tornei future negli Stati Uniti. Nel 2010 Harrison riesce a raggiungere i primi 200 e nel 2011, dopo aver vinto il primo torneo challenger ad Honolulu, l’ingresso nei top 100, fino al numero 79. Nel 2012 la crescita continua, fino al raggiungimento del best ranking al numero 43 nel luglio del 2012. Da quel momento, prestazioni al di sotto delle aspettative e una condizione fisica non perfetta hanno riportato il giovane americano fuori dai primi 100 e oggi, la 103esima posizione non può certo soddisfare chi, come Tomic, Krajinovic e Bhambri sognava di lottare per i titoli dello slam. 21 anni non sono tanti e forse questi ragazzi arriveranno lo stesso a lottare per un titolo del Grande Slam. Ma nel frattempo dalle retrovie sono arrivati anche altri ragazzi che fino a pochi anni fa non sognavano nemmeno di poter competere con i “fantastici 4” della classe 92. E’ il caso ad esempio del nostro Cecchinato, che oggi si trova davanti a Bhambri e Krajinovic e probabilmente non partirebbe chiuso nemmeno contro Harrison e Tomic, soprattutto sulla terra rossa. Insomma, la storia della leva tennistica della classe 92 è ancora tutta da scrivere e i protagonisti potrebbero essere diversi da quelli attesi solo pochi anni fa.

Per molti aspetti, la classe 96, con i vari Quinzi, Kokkinakis, Coric e Garin, sembra assomigliare molto alla classe 92. Ma l’esperienza (anche recente) dovrebbe forse insegnare che prima di cantare con De Gregori “il ragazzo si farà….” sarebbe meglio tenere conto delle tantissime variabili che influiscono sulla crescita di questi ragazzi. E poi, per non rischiare, meglio stare zitti comunque!

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3 commenti

  1. Laura

    …a proposito di classe 92…da brava siciliana non posso che dire occhio a quel bravo “caruso” di Caruso…e aggiungo complimenti x l’articolo!

  2. jonny manigi

    Articolo ben docUmentato, sarebbe interessante valutare se la precocità’ di arrivo nei primi 500 a distanza di anni risulta predittivo di inserimento nei 100. Complimenti Anna

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