I luoghi comuni dei sorteggi Slam

di - 3 Luglio 2015

Dustin Brown e Rafael Nadal

di Alessandro Nizegorodcew (@AleNize82)

Il luoghi comuni sono il male del tennis. I luoghi comuni sui tabelloni degli Slam sono il grande male del tennis. “Djokovic ha un challenger sino ai quarti” oppure “Che fortuna Federer, mentre Nadal è stato sfortunatissimo”.

Roger FedererParliamoci chiaro. Per smontare un luogo comune è utile esaltare alcune banalità. Se sei numero 1 o numero 2 del mondo il tuo tabellone sarà per forza di cose migliore di quello del numero 10. I primi due turni sono più semplici (e a volte in stile “challenger”) per le teste di serie perché non possono esserci sfide tra tennisti presenti nel seeding. Ma soprattutto, un sorteggio è duro o meno a seconda delle proprie caratteristiche e non di quelle dell’avversario.

Esempio: finalista a Nottingham, Sam Querrey sarebbe stato ostico per tutti ma non per Roger Federer, che lo ha superato senza alcun problema. Allo stesso tempo Rafael Nadal è stato battuto per la seconda volta su erba (dopo Halle 2014) da Dustin Brown. Brown sorteggio sfortunato? Secondo voi Querrey avrebbe messo in difficoltà l’iberico sui prati? E Brown avrebbe impensierito Federer sul centrale di Wimbledon?  Risposte: No, No, No. Semplicemente per Nadal a Londra tanti sorteggi possono essere negativi (Rosol, Darcis, Brown), mentre per Federer non lo sarebbero. Non ha senso quindi dire che Querrey non è stato un sorteggio sfortunato semplicemente perché Federer ha vinto facilmente.

A questo punto dell’editoriale qualche nadaliano potrebbe risentirsi. E allora analizziamo la stessa vicenda al Roland Garros (ovvero al contrario). Per il vero Rafa (non quello di quest’anno) non possono esistere sorteggi sfortunati a Parigi, mentre è ovvio che Federer avrebbe difficoltà maggiori con alcuni tennisti che a Nadal farebbero un baffo.

Capitolo teste di serie. Arrivare a uno Slam da numero 1 al mondo o da numero 10 fa una certa differenza. Chi guida il seeding avrà facilitazioni al terzo turno e quarto turno rispetto a chi è più indietro tra le teste di serie. Sembrano banalità, sono banalità, ma nell’analizzare un tabellone spesso si dimentica il ranking con il quale si arriva.

Detto ciò non si può dire che non esista la buona o cattiva sorte. Fortuna è trovare dalla propria parte del tabellone un terraiolo a Wimbledon o un tennista da veloce al Roland Garros. Non si può dunque dire che la dea bendata non influisca nel tennis (anche all’interno della singola partita), ma la maniera in cui il sorteggio di uno Slam, soprattutto nei primi turni, viene spesso giudicato positivamente o negativamente, è profondamente errata.

La vera sfortuna non è quella di Djokovic, che si ritrova Kohlschriber al primo turno, bensì del tedesco, che sa di essere eliminato all’esordio al 99,9%? No, nemmeno in questo caso. Perché se un tennista molto bravo sui prati come il tedesco, arriva a Wimbledon senza essere testa di serie, vuol dire che ha fallito i precedenti 12 mesi e merita un sorteggio “sfortunato”. Uno come Kohli, per il tennis che esprime, se è fuori dai primi 32 ha colpe, tante colpe, solo colpe. Se perdi sul veloce indoor con Sousa, su terra all’aperto con Rosol e a Parigi con Andujar al quinto, poi non lamentarti (non credo che lo abbia fatto) se trovi Federer ad Halle e Djokovic a Wimbledon…

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