Italia-Svizzera, è tutto pronto. E’ lecito crederci?

di - 11 Settembre 2014

Fabio Fognini

di Giorgio Perri

Italia – Svizzera, WG Semifinal

Tra le prime quattro del mondo
L’Italia tennistica aspetta questo momento da anni, diciamo da quel beffardo week-end in cui la Svezia di Norman e Gustafsson ci impedì di alzare la coppa 22 anni dopo quella di Barazzuti e Panatta. Proprio l’anno successivo (il 1999) e proprio contro la Svizzera, iniziò il tracollo dell’ItalDavis che prima dello scorso anno, non era mai riuscita a superare un turno nel World Group. La rocambolesca sconfitta contro il Canada era stato, però, un primo campanello d’allarme. Quest’anno, l’esplosione definitiva. A Mar del Plata, un Fognini reduce dal primo ottavo di finale all’Australian Open, trascina la squadra ai quarti grazie alle due vittorie nel singolare e quella nel doppio, aiutato dall’amico e abituale partner Bolelli. La vittoria a Vina del Mar e la finale a Buenos Aires nelle due settimane successive non fanno altro accrescere la fiducia del ligure che grazie ai due quarti turnI a Indian Wells e Miami tra marzo e aprile raggiunge il suo best ranking alla posizione numero 13. Alla vigilia del match contro la Gran Bretagna, tutti i favori del pronostico erano per gli azzurri, seppur dall’altra parte della rete ci fosse il detentore di Wimbledon.  Fognini batte Ward e Murray batte Seppi, tutto come da pronostico, se non che il sabato Fognini e Bolelli cedono in doppio a Fleming e Murray. Dopo le mille critiche, il giorno dopo Fognini sfata il tabù Murray e pareggia i conti. L’immediata  vittoria di Seppi contro Ward dopo il miracolo, è una formalità. L’Italia è in Semifinale dopo 16 anni.

La storia – In breve
Nel 1998 il tennis stava già cambiando, basti pensare che dopo la sconfitta in finale, l’anno successivo fu Roger Federer il giustiziere degli azzurri al primo turno. Iniziò così un lungo periodo tra Playoff, Playout e poca gloria, per una squadra priva di una punta di diamante e incapace di farsi valere ad alti livelli. Qualche sussulto nel 2007, con Seppi che si lascia sfuggire l’opportunità di riportare gli azzurri nel WG, ma nulla di rilevante.
Il tennis Italiano e la Coppa Davis hanno un rapporto di amore/odio, soprattutto tra il 1960 e il 1980. In questi anni, il tricolore riuscì a centrare la finale in ben 5 occasioni, riuscendo a trionfare solamente una volta, contro il Cile nel 1976, tra cause legali e tensioni politiche.
L’Italia arriva a giocarsi la nona semifinale della propria storia, con un po’ di ottimismo, visto che solamente in 2 occasioni gli azzurri non sono stati capaci di arrivare all’atto finale, curioso il fatto che sia capitato consecutivamente nel 1996 e nel 1997.
Ma cos’è cambiato veramente nel corso degli anni? Perché il tennis femminile negli ultimi 10 anni non ha fatto altro che regalarci soddisfazioni, mentre quello maschile ha arrancato sempre di più? Motivazioni diverse? Obiettivi diversi? Fatto sta che se solo gli uomini fossero riusciti, in parte, ad emulare i trionfi delle colleghe, il tennis sarebbe uno sport con molto più rilievo nella nostra Penisola, visto che questa semifinale, almeno a livello mediatico, sembra essere più sentita di tutte le finali di Fed Cup inanellate da Errani, Vinci, Pennetta e Schiavone.

La sfida
Italia e Svizzera, due mondi diversi, un unico obiettivo. VINCERE.
Per la prima volta da quando è professionista, Federer ha deciso di fare sul serio anche in Davis. Ci aveva provato, ma senza neanche troppa convinzione, nel 2012, ma in quel caso erano stati Fish e Isner a fermare i sogni di gloria degli Elvetici. E’ chiaro che sarà una sfida contro due, visto che presumibilmente sia Roger che Stan saranno impegnati per tutto il corso del week-end, seppur il ct svizzero abbia in squadra Chiudinelli e Lammer, ma d’altra parte è impossibile non ammettere che entrambi sono reduci da una pesante stagione sul duro, e che ritrovare buone sensazioni sul Rebound Ace, non sarà sicuramente facile.  Federer vanta un record di 46 vittorie e 16 sconfitte nella competizione, per Wawrinka invece il record è negativo visto che tra singolare e doppio le vittorie sono 22 e le sconfitte 24. A far scalpore e a dare fiducia agli azzurri,  può essere anche l’ultimo incontro di Davis della Svizzera, in cui proprio il vincitore dell’Australian Open ha prima perso con Golubev e ha poi, insieme al compagno, ceduto il passo al doppio kazako.
Le due Nazioni  si sono inoltre sfidate cinque volte nella storia e l’Italia negli h2h è avanti per 3-2, seppur le prime 3 vittorie firmate dagli azzurri, risalgano al 1932, 1934 e 1980. Gli ultimi due precedenti si sono conclusi entrambi a favore della Svizzera, che ha trionfato per 3-2 sia nel 1999 a Neuchtal, sia nel 2009 a Genova.

E’ veramente lecito crederci?
Barazzutti negli anni è stato capace di creare un organico forte, solido e motivato composto da Fabio Fognini, Andreas Seppi, Simone Bolelli e Paolo Lorenzi
, attualmente tutti e 4 classificati tra i primi 80 del mondo. Il nostro numero 1, in Davis, è conosciuto per le sue trasformazioni. Difficilmente abbiamo assistito ad un Fognini passivo e svogliato durante i week-end di Davis, e su questo bisogna sicuramente far forza, visto che senza ombra di dubbio le possibilità di fare finale passano principalmente tra le sue mani. Solo uno scalpo nel primo singolare contro Wawrinka darebbe all’Italia la legittimità di sognare.  Fabio è inoltre il giocatore in attività con il secondo saldo più positivo in Nazionale dopo Starace, con 17 vittorie e 5 (di cui due in doppio) sconfitte, quest’ultime vanno comunque pesate a dovere visto che sono arrivate contro giocatori del calibro di Gulbis, Soderling e Raonic. D’altra parte una scelta molto difficile. Seppi o Bolelli? Bolelli o Seppi? Chi sarà il secondo singolarista? L’altoatesino quest’anno non si è mai espresso al massimo delle sue possibilità, si è sempre limitato al “compitino” senza ottenere risultati che possano essere definiti notevoli, ma la sua regolarità potrebbe rivelarsi alla lunga un’arma vincente nell’eventualità in cui Wawrinka o Federer non siano nel pieno della forma. Al contrario Bolelli è più esplosivo, dinamico e intraprendente e i risultati di quest’anno, il rientro nei 100, e la recente prestazione agli Us Open, faranno pensare e non poco il nostro Ct.
Crederci è lecito, naturalmente non sarà facile e questa volta si parte veramente con le spalle al muro. Bisogna sperare che la Svizzera sia stanca, bisogna sperare che il pubblico contro dia una spinta e una motivazione in più ai nostri, bisogna sperare in tre giorni al 100% di Fognini, Seppi e Bolelli. Bisogna sperare, ma bisogna anche essere realisti. Il match di Davis più atteso degli ultimi 16 anni per la nostra Nazione è alle porte. FORZA ITALIA!

© riproduzione riservata

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *