Stakanoviste alla riscossa

di - 8 Novembre 2010


(nella foto Julia Mayr)

di Luca Brancher

In uno sport che si basa sull’eliminazione diretta, come il tennis, giocare tante partite nel corso di una stagione è un segnale piuttosto inesorabile di quanto questa sia stata positiva. Ora, per definire la qualità delle prestazioni esiste un meccanismo più o meno valido legato alla “punteggistica” attualmente in uso, ma, a grandi linee, anche andare a valutare la quantità di match disputati ha un suo perché. E se lo facciamo, cominciando dall’ambito femminile, dietro alla nostra intenzione non si nasconde soltanto un dovere di cavalleria, ma anche orgoglio strettamente patriottico. Perché la giocatrice che, all’8 novembre, ha giocato più partite nel corso della stagione 2010 si chiama Julia Mayr e viene dall’Alto Adige, come si può desumere dal suo nome. Di lei si è detto molto, certi dicono che si è detto anche troppo, ma è facile che sia un tema ricorrente di discussione, poiché la sua presenza ci ha accompagnato in maniera continuativa di settimana in settimana, di torneo in torneo, fino a totalizzare la cifra record di 83 partite giocate, in singolo, in questi 10 mesi di tornei

Numeri da capogiro che, non a caso, hanno condotto la giovane (classe 1991) azzurra fino al 215esimo posto del ranking mondiale – best ranking al 20 settembre – prima di subire una leggera flessione fisiologica che l’ha spinta un pochino indietro, attorno alla 230esima, permettendole comunque di segnare un bel +100 come coefficiente di posizioni scalate nel corso della stagione. Aveva sortito stupore la scelta di cominciare anche questa stagione dai tornei da 10.000$, ma dopo una parentesi durata 5 tornei, tra Portogallo e Turchia, che le ha lasciato in dono ben 2 titoli, Julia si è spostata in pianta stabile nel circuito dei 25.000$, prima di chiudere l’anno con qualche manifestazione dal montepremi ancora superiore. Risultati? Una finale (a Olomouc, in Rep. Ceca) e quattro semifinali tra Padova, Grado, Bad Saulgau e Limoges, oltre ad un titolo nel 10.000$ di Poertschach, unica partecipazione in un torneo della categoria minore, che va visto quasi come un periodo di vacanza – d’altronde se vuoi comandare la classifica delle partite giocate, queste sono le settimane “di stacco”. La leadership di Julia è però messa in pericolo dalla 26enne iberica Laura Pous-Tio – forse memore della sconfitta subita in finale contro la sorella Evelyn ai Giochi del Mediterraneo del 2009? Forse, ma proprio forse… – che dopo un periodo di buio si è completamente rilanciata nel corso del 2010, riportandosi a ridosso della top-100 WTA, grazie a diverse prove di qualità, come la vittoria nel 25.000$ di Foggia, oppure i quarti di finale nell’International di Fes e in quello di Acapulco. In questo periodo, così come Julia, anche Laura paga l’inevitabile stanchezza, perché la sola partita di distanza che la separa dalla bolzanina era un divario che avrebbe già potuto colmare la scorsa settimana, quando invece si è fatta superare piuttosto nettamente dalla giovane tennista tedesca Annika Beck, nel primo turno del 50.000$+H di Ismaning. Destino comune a quello della 25enne francese Audrey Bergot, anche lei eliminata al primo turno la scorsa settimana, nel torneo pari grado di Nantes, che l’ha costretta ad arrestare la sua corsa a quota 81. Ed è un dato curioso, perché Audrey non ha neppure vinto una competizione, nel 2010, pur potendo contare sulle finali nel torneo di Il Cairo, Padova e Kaarst. Con lo stesso numero di match giocati da Audrey si trova Liana Gabriela Ungur, leader nella prima parte di stagione, che ha poi scontato con un minor numero di partite disputate il passaggio a manifestazioni ben più competitive. Discorso differente da quello affrontato dalla rumena Diana Enache, rimasta piuttosto legata al circuito dei 10.000$, in cui vanta, oltre al successo nella recente tappa di Dubrovnik, ben 5 semifinali e 3 quarti.

Ci sono poi altre tenniste azzurre che hanno saputo mettersi in luce per la stagione longeva: da non sottovalutare i 74 incontri messi nelle gambe da Giulia Remondina, così come le ancora più sorprendenti 71 prove archiviate da Annalisa Bona e le 70 messe a referto da Romina Oprandi. Chiude la top-5 azzurra la sorella di Julia, Evelyn, a quota 68: a questo traguardo hanno sicuramente contribuito i 6 derby in famiglia – che hanno portato il totale della saga a livello professionistico a quota 11 – in cui la più esperta delle sorelle l’ha spuntata in 4 occasioni.

RE E REGINA DELLA SETTIMANA

La tennista ITF della settimana. Julia Glushko non poteva di certo affermare di aver passato la sua migliore stagione sul circuito, nonostante la giovane età – classe 1990 – lasciasse pensare il contrario, almeno nei presupposti. Dopo lo stentare della prima parte di stagione, la giocatrice israeliana ha trovato davvero una vittoria insperata nel 25.000$ di Kalgoorlie, dove ha cominciato la settimana eliminando la prima testa di serie, Arina Rodionova, ed ha chiuso la manifestazione spegnendo i sogni di gloria della 18enne australiana Isabella Holland. Per Julia un colpo di coda che le permette di vedere sotto una luce diversa questo 2010

Il tennista ITF della settimana. Non c’è miglior modo di festeggiare il proprio compleanno che farlo vincendo un torneo: martedì Michael Linzer ha compiuto 21 anni, domenica ha potuto celebrarlo col suo primo titolo da professionista, ponendo fine così alla sua personale rincorsa. L’austriaco, quest’anno sconfitto in finale nel 10.000$ di Brcko da Goran Tosic, vantava un tragico record a livello di quarti di finale, dove era stato sconfitto già 7 volte negli ultimi mesi. Ad Antalya (10.000$), dopo aver superato in pompa magna le qualificazioni, ha saputo oltrepassare i propri limiti, imponendosi in finale col combattuto punteggio di 2-6 7-6 7-6 sullo svedese Michael Ryderstedt. Auguri Michael.

BABY D’ORO (migliori risultati degli under 18)

In campo femminile si meritano il titolo ben tre giocatrici distinte, tra volti noti, meno noti e non noti. In molti avranno seguito l’exploit della 15enne russa Yulia Putintseva nel torneo di Nantes (50.000$+H), dove ha raggiunto il secondo turno partendo dalle qualificazioni. La russa, che già lo scorso anno era stata capace di assurgere agli onori delle cronache per aver superato la top-100 Stephanie Voegele, è stata però clamorosamente battuta, come risultato assoluto, in questa guerra sportiva di nate nel 1995, dalla canadese, di evidenti origini orientali, Carol Zhao, che si è spinta fino ai quarti di finale nel 50.000$ di Toronto, battendo la sesta testa di serie Valerie Tetreault e Lena Litvak. Nella stessa competizione un’altra quindicenne, la statunitense Jan Abaza, ha colto una qualificazione con vittoria al primo turno sulla wild card Katarina Paliivets, andando così a completare il terzetto di ragazzine terribili che hanno stupito in questi ultimi sette giorni.
Di seguito il ranking annuale per punti delle ragazze nate nel 1995 a livello ITF

Nonostante sia nato a Johannesburg, l’8 gennaio del 1993, e sia residente a Melbourne, Sean Berman ha deciso, per il momento, di rappresentare gli Stati Uniti d’America nel mondo del tennis. La nazione a stelle e strisce può quindi beneficiare di un tennista di buon talento che lo scorso gennaio si è qualificato perla finale degli Australian Open juniores: la scorsa settimana, in maniera molto più modesta, ha saputo raggiungere la semifinale nel 10.000$ di Vientiane, nel Laos, meritandosi così il titolo di miglior giovane della prima settimana di novembre. Menzione d’onore anche per il peruviano Duilio Beretta (Santiago) e lo statunitense d’origine ucraina Denis Kudla (Niceville) anche loro sconfitti in semifinale, ma più vecchi di 1 anno rispetto a Sean.

VECCHIE GLORIE (migliori risultati over 30)

Tamarine Tanasugarn, sempre e comunque: la sua semifinale nel 100.000$+H di Taipei non sarà una sorpresa, vista la seconda testa di serie con cui partiva, ma alla 33enne thailandese basta questo per meritarsi la citazione.

E pensare che nel 2004, quando a sorpresa si aggiudicò il titolo nel torneo di Milano, Antony Dupuis sembrava già vecchio: ed in effetti, a 31 anni, il francese non era propriamente alle prime esperienze sul circuito, ma vederlo ora, con tutte le difficoltà del caso, affrontare viaggi e giocare in posti tutt’altro che idilliaci pur di raggranellare qualche punto, è sicuramente commovente. La semifinale nel 10.000$ di Vilafranca del Penedes, in Spagna, è l’ennesimo risultato di un vecchietto che non sa dire basta

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6 commenti

  1. Nikolik

    Impressionante davvero il dato della Mayr.
    Ma se ha dovuto giocare 83 partite per diventare n. 215 del mondo, questo, evidentemente, è il massimo risultato a cui può ambire con questa programmazione di tornei.
    Giocando questi tornei, più di così non si può salire.
    Se vuole salire di più, deve cambiare registro.
    Si vedrà nel 2011.

    La Putintseva?
    Vista giocare.
    E’ forte.
    Ma…
    Lasciamo perdere…
    In bocca al lupo per la sua carriera.

  2. bogar67

    Da quel che si vede è’ vero che a 20 come la Giovine ancora puoi sperare di diventare una top ten!! Certi tempi dove già a 16 anni era tra le prime dieci al mondo somo finiti!

  3. Nikolik

    Ora, Atti se la prenderà con me, perchè dico sempre ovvietà, perchè sono un Notaio, ma insomma, non posso tacere!
    Queste ovvietà devo dirle!

    Accidenti, mio malgrado, finisco sempre per dare ragione a Madmax…

    Dal 3 novembre 1975, giorno in cui è stata pubblicata la prima classifica mondiale con il computer, 101 giocatrici sono diventate top ten.

    Ora, senza nulla togliere alla Giovine, che per me è una campionessa, si intende, la Giovine ha come best ranking il n. 257 della classifica (adesso è n. 290).

    Ebbene, nessuna di queste 101 top ten era fuori dalle prime 200 del mondo a 20 anni.
    Nessuna.

    Ecco, a prendere tutto per ovvietà, si corre il rischio di non scrivere mai nulla e di lasciar passare delle affermazioni che, non contraddette, sembrano vere.
    Ma non lo sono.
    Meglio dirle, le ovvietà.

  4. Alessandro Nizegorodcew

    @Nikolik
    Non so come tu abbia fatto a fare una tale ricerca, comunque complimenti…

    Però vediamo anche l’altro lato della medaglia..

    Flavia Pennetta a 19 anni anni era 300 Wta e a fine 2002, ventenne da 10 mesi, dunque quasi ventunenne, era “appena” 95..La stagione dopo ha chiuso al numero 69.. e solamente nel 2005, a 23 anni, ha chiuso l’anno nelle top-30..

    Roberta Vinci (ok non una top-ten, ma credo che molte delle nostre sarebbero contente di vincere 3 tornei Wta, ecc..).. a 22 era ancora 100 Wta..

    Meglio la Schiavone, che comunque a 20 anni er 80 Wta..

    Anche la Errani è entrata nelle 100 a 20 anni..

    Le nostre giocatrici (così come accade nel maschile) arrivano tardi, però, attenzione, durano anche di più.. molto ex top-ten sono calate già intorno ai 25-26 anni.. le nostre tengono botta tranquillamente sino ai 30 anni..

  5. Nikolik

    Ma certo.
    Infatti, per me, la Giovine ha tutte le possibilità di diventare top 100.
    E anche qualcosa in più, direi.

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