La Crescita di Gianluigi Quinzi

di - 7 Maggio 2014

Gianluigi Quinzi
(Gianluigi Quinzi – Foto Nizegorodcew)

dal Garden (Roma), Alessandro Nizegorodcew

Gianluigi sta crescendo e migliorando. Analizzare i risultati e la classifica del marchigiano, in questo momento, pare privo di senso. Chi pensava di poterlo vedere nei primi 100 a 18-19 anni non ha ancora capito come funziona questo sport. Nel tennis non ci sono formule magiche, non si può vendere l’anima al diavolo. Si deve crescere step by step, sbattere la testa di fronte a problemi tecnici, tattici e mentali.

Quinzi ha perso al primo turno del challenger romano del Garden contro Taro Daniel, ventunenne giapponese (ma tennisticamente spagnolo, vive a Valencia) numero 186 Atp. 7-5 3-6 6-4 che ha condannato Gianluigi alla sconfitta, in un match equilibratissimo e, a tratti, ben giocato da entrambi. Per prima cosa, anche se non va di moda in Italia, bisognerebbe analizzare i meriti di Daniel, tennista che in stagione su terra battuta ha già superato Delbonis, Bellucci, Arguello e lottato per un set alla pari con Almagro, quindi non esattamente l’ultimo arrivato.

Successivamente proviamo a capire cosa sta funzionando e cosa no nel tennis di Gianluigi Quinzi.

Servizio: E’ il lato meno positivo dell’attuale tennis del marchigiano. Non tira fortissimo, fa fatica a giocare la prima piatta ma soprattutto a trovare lo slice a uscire mancino. Non fa fatica a trovare il giusto taglio, bensì un angolo adeguato per buttare fuori dal campo l’avversario. La seconda non è pessima, ma è poco sicura e attaccabile. Da un ragazzo di un metro e novanta con quel fisico, bisognerebbe aspettarsi delle vere e proprie sassate e almeno un punto diretto a game con la battuta a disposizione.

Diritto: E’ il colpo che Quinzi ha maggiormente migliorato. Quando spinge la palla fa davvero male, mentre in difesa, soprattutto quando carica il top spin alto e carico incrociato, riesce spesso e volentieri a ribaltare lo scambio. Una soluzione fondamentale per il tennis di alto livello.

Rovescio: Dal punto di vista prettamente tecnico è un colpo sublime, spesso però un po’ trattenuto da un giocatore che non appare in grande fiducia. Evidentemente è un fondamentale perfetto stilisticamente, col quale può giocare vincenti lungolinea, incrociati e anche dal centro ad uscire (alcuni contro Daniel di pregevole fattura). Ha però bisogno di una variazione. Difficile, con quella impugnatura, un rovescio con taglio spin esagerato, più interessante e adatto sarebbe costruire un buon backspin.

Atteggiamento Tattico: Quinzi deve spingere, spingere sempre. Era un po’ quello che si intuiva seguendo il terzo set accanto a Eduardo Infantino e Corrado Barazzutti. Deve mettere pressione all’avversario sin dalla risposta, lo sa fare, lo deve fare. In questo sport ci vuole coraggio. E Gianluigi deve ritovare la fiducia mentale per tirarlo fuori.

Adelchi Virgili e Gianluigi Quinzi

Atteggiamento Mentale: Nessuna scenata particolare, nessun lamento eccessivo. Quinzi però appare poco tranquillo e sereno, sotto pressione, tanta troppa pressione. In questo senso fa bene al marchigiano giocare il doppio insieme a quel folle genio tennistico di Adelchi Virgili. I due giocano bene insieme, sono amici e scherzano molto durante i match, senza peraltro perdere la concentrazione (ieri bella vittoria al primo turno contro una affiatata coppia olandese). Quinzi gioca in maniera “carica” ma più rilassata, lascia andare di più i colpi. Che poi voglia vincere sempre è un dato di fatto… ma il doppio con “Ade” può essere un modo per ritrovare serenità in campo, questa sconosciuta.

Nel complesso la crescita tennistica di Gianluigi Quinzi è evidente e contro Daniel (oltre che meriti del giapponese) la sconfitta è giunta perché sul 4-4 15-30 (servizio Daniel) è uscito mentalmente dal campo. Ma tecnicamente le cose stanno migliorando palesemente, soprattutto sul diritto. Va però immediatamente costruito un servizio che faccia male. I problemi alla schiena e il suo noto ingobbimento non aiutano, ma una soluzione va ricercata e anche velocemente.

Addetti ai lavori e appassionati devono stare sereni e tranquilli, non esaltarsi alle vittorie (come accaduto lo scorso anno dopo Wimbledon Junior) e soprattutto non lasciarsi fuorviare dalle sconfitte. Il 2014 sarà una stagione complicato per Quinzi, e chi conosce il tennis sa che non può essere altrimenti. Perderà tante partite e ne vincerà anche alcune importanti. Un posto nei 250-200 deve essere il suo obiettivo annuale in termini di classifica, non aspettiamoci la luna da un ragazzo del 1996.

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36 commenti

  1. il rovescio è monotono, corto e poco pesante. sembrava dover essere il suo colpo e invece lo sta limitando. quasi mai un top, mai un back, soffre lo scambio duro e prolungato sul rovescio. il diritto invece lo ha migliorato tantissimo e mi ha convinto parecchio. servizio da scarso è diventato buono. rovescio non puoi giocarlo sempre e solo d’anticipo.

    queste le mie impressioni live dopo averlo visto anche quest’anno.

  2. cataflic

    Ale …grazie per le impressioni a caldo, perchè vederlo dal vivo è un’altro sport!
    Servizio a parte, a me pare proprio che spesso nel rovescio sacrifichi un po’ troppa velocità e precisione per anticipare e rimandare di la degli scartini.
    Il risultato, visto l’anticipo, non è totalmente deleterio, però mi ricorda un po’ il “rovescetto”(osanna a te!) di Mc che arrivava dritto e scarico, ma magicamente anticipato, angolato, piatto e basso tanto da dar fastidio comunque….solo che GQ non è Mc, nè ne ha la propensione all’avanzamento, quindi rimango un po’ perplesso….a che serve tirare 4/5 rovesci anticipati al centro, magari corti??? mi da l’impresione di non riuscire a fare altro(forse non c’è coi piedi?).
    Il dritto da terra se ha voglia di caricare è migliorato e oggi ha una velocità sufficiente a far danni, sul veloce non ci siamo ancora….
    Vedo che non hai parlato del gioco a rete….forse meglio così!…quando supera la riga del servizio(dove dovrebbe monetizzare tutto il pressing del suo gioco ideale) entra in territorio sconosciuto hic sunt leones!
    Ieri si è mangiato più punti fondamentali in questo modo…davvero un match che è girato su poca roba.

  3. GQ viene chiamato questo giovane, anche se pur bravo junior, come fosse una star affermata del mondo del tennis. Vedi Mac, Rafa, Nole, ecc. Questo vezzo usato da molti addetti ai lavori risulta ridicolo perche’ adoperato su chi e’ ancora solo una semplice speranza lontana anni luce dall’essere un vero campione. Un fatto che fa riflettere quanto sorridere circa l’ambiente tennistico. Un ambiente che fino a ieri esaltava un fenomeno (cosi’ e’ sempre stato venduto il GQ) in modo unanime e adesso comincia fortemente a dubitare. Chissa’ per quale motivo in Italia il ruolo di salvatore della patria e’ cosi’ attrattivo per il pubblico. Povero GQ, gli auguro tutto il successo del mondo nella speranza che possa maturare in serenita’ senza i riflettori puntati sempre addosso anche quando sbadiglia.

  4. Giorgio il mitico

    GQ, cosa c’è di strano ? Un simpatico soprannome e nulla più.

    Caro A: Niz. ,
    nella tua brillante e composta analisi c’è una mancanza : non scrivi nulla sullo stato atletico di questa giovane promessa del tennis, mi piacerebbe sapere cosa pensi a tal proposito.

  5. Alessandro Nizegorodcew
    Autore

    @Giorgi il mitico
    E’ davvero l’ultimissimo dei problemi. Semmai c’è il solito problema della schiena, ma quello non so se verrà mai risolto. Il problema al servizio per me è l’impugnatura principalmente, poi i discorsi legati alla schiena. Fisicamente ha retto tutto il match ad altissimi livelli, sotto sole cocente, contro un grillo come Daniel, che anzi a tratti è parso più stanco di Gian

  6. Gentile mitico Giorgio ho solo riportato dei fatti,. Non e’ mio compito fare analisi, per cui non ho omesso un bel niente. Di analisti e’ pieno il mondo del tennis, lascio a loro l’ingrato fardello a cui dedicano tempo e sapienza

  7. Stefano

    Però io non ho capito quali siano i miglioramenti rispetto ad un anno fa.
    Io l’ho visto a Bergamo ad inizio anno, e francamente di miglioramenti non ne ho visti, e nemmeno di grandi cambiamenti tecnici rispetto al passato. Nemmeno nella gestione della partita mi era sembrato avesse cambiato tattica; tutti i punti li aveva fatti in fase di difesa o contrattacco.
    Certo, veloce indoor non sarà mai la sua superficie, ed erano evidenti i suoi limiti, però mi sarei aspettato dei cambiamenti più concreti.
    Infine mi vien da dire che per esser eu mancino non gioca da mancino, e questo mi pare assurdo.

  8. paolo

    Ci sono novità su chi potrà essere coach di QUINZI ?
    Piles ? o arà un allenatore italiano ?
    Perchè per la gobba di Quinzi nessuno ha mai pensato del buon sano nuoto ??
    Il nuoto è un toccasano.. fidatevi

  9. Giorgio il mitico

    Sono solo un genitore appassionato e in questi ultimi anni (parlo in generale ma ovviamente la cosa vale per tutti ) ho capito sicuramente poche cose rispetto a tanti genietti in servizio permanente effettivo, però una di queste poche cose è che la preparazione atletica è un qualcosa che si deve integrare in continuità e con intelligenza con l’allenamento tecnico, invece quasi tutti vedono la preparazione atletica come una cosa che si AGGIUNGE alla preparazione tecnica e che rispetto alla preparazione tecnica ha un ruolo SUBORDINATO, questa è la realtà italiana.

    La preparazione atletica è vista come il parente povero nella costruzione dell’agonista , di questo argomento e di questa deleteria, opportunista e provinciale visione del tennis agonistico se ne è parlato abbondantemente su questo blog, anche in modo acceso, ma un argomento così importante merita pure il confronto aspro.

    Quanto guadagnano un maestro di tennis ed un preparatore atletico nei nostri circoli ? Il preparatore atletico fa la fame al confronto, eppure hanno entrambi la stessa identica importanza nella creazione di tennisti agonisti,

    x Sigmund

    mi sono rivolto ad A.Niz. , non a te.

    x A.Niz:

    sono sconcertato, a te sembra normale fare un’ analisi di qualsiasi tennista e delle partite giocate trascurando di parlare delle impressioni suscitate in te attinenti la parte atletica della degli agonisti oggetto delle tue analisi.

    Non oso andare avanti, no proprio non oso andare avanti.

  10. nicoxia

    Paolo,riferendomi al ragionamento fatto sulla prevenzione ,fatto in altro post,non si può ridurre la problematica consigliando semplicemente del nuoto.
    Ho la possibilità di vedere le progressioni migliorative di una ragazza agonista tennista dell’età di mia figlia,con problema simile a quello di Quinzi,il lavoro da fare per migliorarlo e tenerlo sotto controllo è duro e faticoso e necessità di un alta competenza.

  11. nicoxia

    Naturalmente i tempi tempestivi di intervento sono fondamentali,perchè un conto è lavorarci prima della completa crescita un conto è dopo,ma la prevenzione come noto si fa prima dopo si può solo curare se si può.

  12. Alessandro Nizegorodcew
    Autore

    @giorgio il mitico
    Tu sei pazzo, non sconcertato. Quinzi è preparatissimo fisicamente così come tutti i tennisti professionisti (o quasi). Non vedo il motivo di parlare di una questione palese. Giocare 2 ore e mezzo ad altissimo livello sotto un sole cocente con uno come Daniel (che a tratti pareva distrutto, molto più di Quinzi) mi pare confermi che sia preparato molto bene. Avrei scritto qualcosa sulla preparazione fisica se avesse avuto delle carenze non credi?

  13. Alessandro Nizegorodcew
    Autore

    @Giorgio il mitico
    Sta storia che la preparazione atletica in Italia non è curata come in altri paesi è fuori dal mondo. Volandri, per dirne uno, è sempre stato uno dei giocatori meglio preparati del circuito, così come lo erano (a livelli altissimi) Furlan e Gaudenzi. Vogliamo parlare di Sara Errani e del lavoro magnifico fatto con Karin Knapp che dopo due interventi alle ginocchia è top-50? E Fognini??? Seppi??? Bah… A volte resto allibito dai luoghi comuni che tirate fuori. Se poi scendiamo in basso in classifica troviamo altri ragazzi che fisicamente sono fortissimi come Fabbiano, Giustino, Cipolla, Lorenzi, Arnaboldi….

  14. Boh!!
    Non è il caso di insistere sul concetto della GIUSTA PREVENZIONE.
    Siamo in Italia e ci sono 60 milioni di Tecnici, di PA, di esperti di tutti i tipi; inoltre Fidarsi degli altri è passato di moda.
    Quando Quinzi e tutti gli altri avranno grossi problemi… ci si potrà rivolgere all’estero per farsi…. rovinare meglio!

  15. pulsatilla

    1) Confermo, il nuoto non serve a niente.
    2) Lo dico da tempo che gioca meglio di dritto che di rovescio (mentre Nikolik ha sempre detto il contrario…)
    3) il dorso curvo non c’entra niente con la potenza del servizio

  16. Giorgio il mitico

    x A.Niz:,

    ma io non sto parlando di GQ, sto parlando dell’analisi della partita fatta da TE ed ho evidenziato che non hai fatto nessuna considerazione sulla sua condizione atletica , sto dicendo e lo ribadisco che dare una valutazione sulla condizione atletica di QUALSIASI agonista che disputi un match ufficiale sia una cosa normalissima.
    Ritengo che non analizzare questo aspetto, oltre i fondamentali del tennis, sia una lacuna all’interno di un articolo che per il resto è equilibrato e gradevole.

    Personalmente riguardo ai giovani top ten under 18 fino a ieri e che oggi si affacciano sulla scena del tennis professionistico dico soltanto che escono da un mondo in cui erano i dominatori per entrare in un mondo in cui di colpo sono gli ultimi e che la scalata ai vertici del mondo professionistico è normale che sia durissima e piena di insidie per tutti, nessuno escluso.
    Chi pensa che vi siano solo marce trionfali verso le alte classifiche non capisce un tubo di tennis, su questo blog è stato pubblicato un brillante studio di come negli ultimi anni sia salita l’età media dei top 100 e di come sia sempre più difficile diventarlo, credimi non amo ragionare da tifoso.

    E poi se si fa un’analisi di una partita si deve scrivere della condizione atletica sia che sia ottimale sia che sia problematica, mi pare ovvio, il fatto è che la PA è di fatto una Cenerentola.
    Tu dici di tennisti con grande PA, ci credo, però è pure un fatto che i PA fanno la fame, eppure sono loro che danno agli atleti “la benzina” per far girare il motore. Per me sono fondamentali.

  17. Maurizio

    Paolo Benelli, cosa ne pensi del Souchard come metodo di prevenzione? Noi abbiamo avuto ottimi risultati soprattutto per problemi alla schiena.

  18. Maurizio

    Per quanto riguarda la parte tecnica, come dissi anni fa, GQ doveva rimanere con Piatti per affinare la parte tecnica vincendo anche qualche partita in meno, invece si è preferito farlo vincere subito.
    Guardate in campo femminile il la crescita che ha avuta la Garcia, sa fare di tutto e bene e ora stanno arrivando anche i risultati.
    i tempi di Barasategui sono finiti.

  19. nicoxia

    Pulsatilla e Paolo Benelli,siete propio sicuri che non serve a niente o potenzia il problema?
    Perchè superficialmente è come dire che(come direbbe Checco Zalone)la ginnastica non serve a niente o potenzia il problema.
    Perchè se faccio fare un certo tipo di ginnastica è vero che non serve a niente o potenzia il problema.

  20. super tifoso

    Ci sono novità circa la collaborazione QUINZI – PILES ?
    Pilese a mio avviso può essere davvero un coach ideale che può essere in grado a GQ di fare il vero salto di qualità nel professionismo

  21. nicoxia

    La mia naturalmente è una domanda,e se nel merito mi dimostraste la veridicità delle vostre affermazioni ve ne sarei grato.

  22. Loryblu

    É con Federico Torresi dello staff della Tennis Training School che fa capo a Fabio Gorietti, coach di Thomas Fabbiano.
    Queste due settimane sarà con Torresi, poi dipenderà dai risultati…

  23. stefano grazia

    Nicox: Perchè se faccio fare un certo tipo di ginnastica è vero che non serve a niente o potenzia il problema.

    Quindi, cosa devi fare? Nuoto a rana piuttosto che a stile libero? 🙂

    No, scusa, detta cosi’come l’hai scritta, mi e’ stato impossibile non fare la battuta … anche a me sembra strano che il nuoto faccia male, piuttosto e’ vero che non e’ molto propedeutico per il tennis o comunque non e’ da fare come riscaldamento prima di un match 🙂

  24. nicoxia

    Stefano ,si ci sono certi stili che aumentano le problematiche come certi esercizi,però fai finta di niente perchè la mia pausa è finita ci risentiamo forse ad agosto un saluto a tutti.

  25. @ Maurizio

    Tutti i metodi che allungano la catena statica posteriore (Mézières, RPG, AMGD, Bertherat, ecc.) sono efficacissimi, anche a livello di prevenzione.
    Io da 16 anni lavoro con Pancafit-Metodo Raggi (AMGD) perché ritengo sia il più pratico e il più utilizzabile dagli atleti.

  26. @ Nicoxia

    Alla domanda dei genitori, illuminati od oscurati non importa, quale sport faccio fare a mio figlio?
    per anni, da parte dei pediatri e dei medici di famiglia, è stato risposto di fare del nuoto perché il nuoto… faceva bene!
    Su quali basi si è fondata ( e si fonda tuttora) questa affermazione ?
    a) Lavorano tutti i muscoli
    b) E’ sport simmetrico
    c) Il corpo lavora in scarico
    Se a e b sono sostanzialmente e banalmente corrette, sull’ultima affermazione aggiungo qualcosa:
    La catena muscolare posteriore è una catena che lavorando ininterrottamente da quando abbiamo raggiunto la stazione eretta , cioè da quando a circa 1 anno abbiamo iniziato a camminare, chiede a gran voce di potersi RIPOSARE, ALLUNGANDOSI.
    Nel nuoto, per poter avanzare vincendo la resistenza dell’acqua, è necessario muovere (potenziando) braccia e gambe; per poterlo fare esse dovranno avere un punto fisso che altro non è se non la povera colonna vertebrale.
    Ecco perché, se c’è un problema di squilibrio, col nuoto potenziamo il problema….
    Per riequilibrare potremmo forse far nuotare con un braccio e/o gamba soli ?

    Giusto giusto 1 anno fa usciva l’ articolo che riporterò nel post successivo…

  27. Scoliosi, la ricerca che non ti aspetti: “Il nuoto non fa bene alla schiena”

    La tesi che ribalta tutte le precedenti ‘certezze’ conclude un lavoro studio dell’Istituto scientifico italiano colonna vertebrale che sarà presentato al congresso internazionale di Chicago a maggio. In certi casi, l’attività natatoria potrebbe persino peggiorare la situazione

    di Agnese Ananasso
    “Suo figlio ha le alucce di pollo, ha anche un po’ di scoliosi: lo porti a fare nuoto che gli fa bene”. Un assioma che dura da vent’anni, ma che sta vacillando. Come prova a dimostrare, ultima in ordine di tempo, una ricerca sviluppata dall’Istituto scientifico italiano colonna vertebrale (Isico), ancora inedita, che verrà presentata al congresso della International Society for the Study of the Lumbar Spine (Issls), in programma dal 13 al 17 maggio a Chicago.

    “Il nuoto non cura la scoliosi, anzi in molti casi può rivelarsi negativo e rischia di indurre il mal di schiena”, afferma Fabio Zaina, fisiatra dell’Isico, tra gli autori della ricerca “Swimming is not a scoliosis treatment: a controlled cross-sectional survey”, che tradotto vuol dire appunto che il nuoto non è una terapia della scoliosi.

    Lo studio ha confrontato un gruppo di 112 nuotatori a livello agonistico (nuoto praticato 4-5 volte a settimana) con una popolazione scolastica, maschile e femminile, di 217 studenti di pari età, che pratica sport in maniera amatoriale o non lo pratica affatto. In entrambi i casi sono stati misurati i gibbi, la cifosi e la lordosi ed è stato fornito ai ragazzi un questionario per rilevare la presenza di mal di schiena.

    I risultati sono stati sorprendenti per gli agonisti, ma anche per gli amatori: i nuotatori, soprattutto le femmine, presentavano delle asimmetrie del tronco più accentuate ed erano ipercifotici, di conseguenza con una frequenza maggiore di dorsi curvi e mal di schiena.

    “Dal punto di vista posturale, il nuoto induce a un collasso della schiena – spiega Zaina – e allena soprattutto la muscolatura degli arti, essendo praticato in scarico, non la schiena. Quando si parla di agonismo poi, con carichi di lavoro di ore, il nuoto induce il mal di schiena. Per chi ha la scoliosi arriviamo a sconsigliare il nuoto, decisamente. Non c’è distinzione neanche tra i vari stili: la rana e il delfino possono aumentare il mal di schiena nei casi di spondilolistesi, nel caso cioè in cui le vertebre scivolino una sull’altra. Quindi il nuoto non solo non è terapeutico, ma a livello posturale si rivela anche dannoso. Se lo si pratica a livello amatoriale non crea problemi, ma come qualsiasi altro sport, praticato un paio di volte a settimana”.

    Un altro mito che viene sfatato da altre ricerche, parallele e connesse a questa, condotte da Isico è che gli sport asimmetrici come il tennis inducano o peggiorino la scoliosi. “Non è vero neanche questo. La correlazione che c’è fra sport e mal di schiena è la quantità e interessa sia chi ne fa troppo sia chi ne pratica troppo poco”, dice Zaina. “L’ideale è scegliere uno sport, tenendo presente che attività molto mobilizzanti della colonna (ginnastica artistica e ritmica, ad esempio) ci mettono più a rischio, soprattutto in casi di predisposizione naturale, mentre sport in carico (come la corsa) contribuiscono a rinforzarla perché ci costringono a vincere la forza di gravità”.

  28. …. e visto che l’articolo parla di Quinzi, se l’avessi io per le mani (metaforicamente parlando), assistereste ad una clamorosa trasformazione…!!!

  29. pablo

    il problema di quinzi era gia noto anni fa
    quando Piatti gli disse di fermarsi di fare i tornei
    e sistemare piu la tecnica.
    evidente era il dritto e l’impugnatura
    dalle foto di vede che la impugna in mezzo al manico
    gli restano 3 dita dal tappo.

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