La figura dei peracottari

di - 28 Maggio 2015

Foto Apertura

di Sergio Pastena

Dopo averla letta ho cercato un secondo sito. Poi un terzo. Poi un quarto. Un po’ come quello che gira tutti i medici del paese per trovarne uno che gli dica che sta bene. E sì che il ragazzo l’aveva detto a Febbraio: “Farò in modo che non mi arbitrerai più”. Ma lo stupore resta. Quando leggi certe cose, infatti, non riesci a trovare frasi più adeguate di un rustico “Stan facendo la figura dei peracottari”. E la stanno facendo.

Nadal mentre chiede all'ATP di ricusare Bernardes

Nadal mentre chiede all’ATP di ricusare Bernardes

Ieri, infatti, Rafa Nadal ha candidamente confessato di aver chiesto all’ATP di non essere più arbitrato da Carlos Bernardes, colpevole di avergli chiamato quattro time violations a Rio de Janeiro. E ha aggiunto che è stato deciso di “prendere una pausa”. Oggi, come riportato da Ubitennis, ha negato di avere mai avuto problemi. “Nella mia carriera ho chiesto di non essere arbitrato da alcuni arbitri, poche volte” ha detto a Ubaldo Scanagatta in conferenza stampa, “non è la prima volta. E dopo pochi tornei era di nuovo un giudice di sedia nei miei match. Non ho mai avuto problemi con nessuno”.

L’umpire brasiliano, in effetti, facendo ciò ha commesso una violazione gravissima: ha infranto quella regola non scritta per la quale Nadal può infrangere come e quando gli pare la regola scritta per cui hai 25 secondi di tempo per servire. Nadal non ci sta mai dentro, mai: è impossibile, visto che solo i suoi tic pre-servizio gli portano via una quindicina di secondi. E con buona pace dei suoi fan la cosa vale per tutti i match, non solo per quelli di cinque set e cinque ore pieni di scambi lunghissimi: tanto per dirne una, qualche anno fa in un pezzo abbiamo documentato che la durata media dei punti di un match in cui Nadal aveva massacrato Leonardo Mayer era stata di 52 secondi, nuovo record ad Indian Wells.

Il discorso qui andrebbe diviso in due parti: una che se ne andrà e una che resterà.

Partiamo dalla seconda, decisamente più inquietante: l’ATP. Il tennis è un business, vero. Intorno al tennis girano show e televisioni, vero. Il tennis è individuale e ha il suo “core” nel privato, vero. Eppure qui la beneamata Association ha toccato il fondo. La ricusazione pubblica dell’arbitro è una cosa che manco un Moggi dei bei tempi avrebbe avuto il potere di fare. E badate bene: nel calcio casi del genere si sono verificati, ma formalmente sono state decisioni della Lega per tutelare la serenità del direttore di gara, non richieste delle squadre. Persino nel tempio del “That’s business”, comandato da tale Blatter, non si è arrivati al presidente che dice pubblicamente “Questo qui non ci arbitra più”. E invece qui abbiamo un atleta che si sente in diritto di dire la cosa in conferenza stampa. Nemmeno Blatter, signori. Nemmeno Blatter.

Come dite? Per lui sono 45 secondi?

Come dite? Per lui sono 45 secondi?

E veniamo a Nadal, che non è eterno ma ha ancora qualche anno di carriera davanti. Penso di poterne parlare con tranquillità di lui: pur non esprimendo mai un gioco tale da essere la mia tazza di tè, l’ho sempre rispettato: per la costanza, per la determinazione, per l’etica del lavoro, per la capacità di spostare più in là i propri limiti. E pur ammirando Federer ho cercato sempre di chiamarmi fuori dalle infantili e patetiche diatribe tra ultras, difendendo lo spagnolo dagli idioti che lo accusavano di doping senza uno straccio di prova. Insomma, tutto sono tranne che prevenuto.

Tuttavia, se devo essere sincero, a sto giro non ce la faccio nemmeno io: la violazione sistematica del time warning aveva aperto crepe nel mio rispetto, che si erano allargate con la minaccia bullesca di non giocare un Atp 1000 mandatory se ci fosse stata ancora la terra blu. Ora, con questa storia di Bernardes, le crepe sono diventate voragini: il rispetto, per quanto mi riguarda, è svanito. E se prima Nadal mi ricordava in maniera caricaturale la figura del Marchese del Grillo, ora mi riporta fastidiosamente alla mente Mastella che si incazza per la legge contro le raccomandazioni.

Fino ad ora ho sempre pensato che la presenza di uno come Nadal fosse positiva per il tennis, ora non lo penso più. Non di QUESTO Nadal. Perché da quando ha realizzato che, dovesse anche vincere questo Roland Garros, comunque non torneranno più i “Tiemp bbell ‘e na vota”, è diventato una specie di guappo. Immune da ogni regola, immune da ogni critica, immune da ogni arbitro.

© riproduzione riservata

8 commenti

  1. Gabriele da Ragusa

    Anche il balcanico, che ormai insulta il pubblico e fa la bella figa lamentandosi sempre e guardando il suo box, perde un mare di tempo. Cm mai nn si parla mai dell’educazione in campo ma si parla sempre e solo di Nadal? Perche nn si dice che anche Wawrinka (ex n.3 e vincitore di slam per chi lo ha gia dimenticato) ha ammesso candidamente di aver chiesto in passato la stessa cosa?
    Sia chiaro per me Nadal forse per la prima volta nella sua carriera ha fatto una figura nn molto sportiva e dovrebbe quantomeno scusarsi o rettificare….o cmq nn ammettere una cosa del genere pubblicamente.
    Pero veramente…cambiate tema ogni tanto.

  2. Gabriele da Ragusa

    Vorrei anche ricordare che Bernardes, nemmeno malvagio cm arbitro tt sommato, fu quello che a Shangai diede il warning per lo stesso motivo a Monfils dopo che qst ultimo aveva perso tempo per recuperare da una bruttissima e brusca scivolata sul cemento dicendogli anche che se avesse dolore avrebbe dovuto chiamare il medical time-out. Quindi è un arbitro che mette molta pressione da qst punto di vista.

  3. Maurizio

    Il problema non è il Nadal di turno, ma delle istituzioni tennistiche che permettono a lui ed altri certe disgressioni.
    Il tennis pur essendo uno sport conservatore ha dato prova di inserire cambiamenti che hanno migliorato il gioco, penso al tiebreak e al falco, basterebbe introdurre nei campi un timer ben visibile a tutti, magari che suonasse alla fine del tempo regolare per rimettere la palla in gioco.

  4. biglebowski

    a me vengono in mente due cose facili-facili:

    1) dal momento che le palle sono tutte regolari e omologate, il giocatore deve avere l’obbligo di servire con le prime due che gli vengono fornite dai ball boys

    2) divieto di uso dell’asciugamano tra un punto e l’altro. il polsino può tranquillamente svolgerne la funzione; in casi estremi richiesta al giudice di sedia.

  5. Nikolik

    L’idea di mettere un timer visibile con tanto di segnale acustico è ottima.
    Se sfori il tempo perdi il 15 e non è la morte di nessuno, pazienza, ma queste attese sono snervanti e ingiuste.
    Naturalmente, nei tornei minori si farebbe a meno del timer visibile e della sirena, esattamente come già avviene nel basket., io giocavo a basket i tornei tra liceo scientifico e liceo classico, a 15 anni, e il giudice del tempo teneva il cronometro in mano, facile no?

    Dovrebbe poi essere impedito ai giocatori di sedersi a bivaccare ogni due giochi, una cosa veramente indecorosa per uno sport, cosa che tra l’altro una volta era effettivamente vietata: in questo caso, basterebbe ripristinare la vecchia regola che c’era già.

  6. atti

    In effetti,
    si potrebbero mettere sedie elettriche a basso voltaggio, e al cambio campo…quando il GA chiama il time…parte una scossetta e i giocatori scatterebbero subito in campo all’unisono … 🙂

    oppure far giocare solo con 2 palline a disposizione …così eviteremmo il continuo “palpeggio delle palle”…

    Ironia a parte,
    i “riti” del tennis lo rendono bello proprio x questo,
    perfino i cambi campo sono utili, un momento in cui, fra spettatori, ci si scambia qualche commento, ci si alza per sgranchirsi…si beve un sorso, si mordicchia un pezzo di panino indisturbati, etc etc…

    Uno dei punti forti del tennis, è proprio la tradizione, Wimbledon docet, se Wimbledon si modernizzasse non sarebbe piu’ Wimbledon…

    Il tennis è un gioco fatto di azioni di gioco intervallate da naturali pause, così è nato e così ha fatto la sua fortuna, accelerare i ritmi al solo scopo di rincorrere lo show business? x me NO.

    Il vero limite è la durate incerta delle partite, un grande ostacolo televisivo….e che crea tempi lunghi, un 61 61 non è un 57 75 76…ma non credo che recuperare 5-10 minuti sul totale, accellerando i tempi di gioco, cambi la sostanza delle cose.

    Per assurdo, nessuno si lamenterà mai della durata infinita del match fra la Schiavone e la Kuznetova di ieri, mentre magari vorremmo accelerare altri match, piu’ scontati, quei 62 62 già noiosi di loro, figuriamoci coi cambi campo, coaching, medical timeout, pausa palpeggio palline, etc etc…

    Piuttosto i GA diventino piu’ attenti e meno discrezionali nel gestire i tempi da regolamento, il problema è che molti di loro sono “amici” dei giocatori, perchè frequentandosi tutto l’anno li porta ad essere piu’ “elastici” su questi dettagli.

  7. Gabriele da Ragusa

    Io personalmente eliminerei il riposo, per ogni set, fino al 2-1. Dopo di che lascerei cm ora da quel punto di vista. Concordo invece sull’asiugamano (se nn dopo caduta) e sulle palline. Sarebbe modo di togliere il pretesto stesso alla base di qualsiasi perdita di tempo dovuta piu che altro a scaramanzia che ha altro.
    Io concordo col fatto che la tradizione nel tennis sia quasi tutto, ma ritocchi di qst tipo nn farebbero male a nessuno

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *