Legge Tommasi e Appunti Vari

di - 23 Giugno 2009

El Amrani
(Reda El Amrani – Foto Nizegorodcew)

di Luca Brancher

Vi ricordate quando, quasi 3 mesi fa, provai a definire quanto corretto fosse l’assioma tommasiano secondo cui il giocatore vincitore di un torneo la settimana successiva sarebbe stato sconfitto al primo turno? Scatenò discussioni, tra chi riteneva la “regola Tommasi” – così venne ribattezzata in sede d’analisi – una teoria senza fondamento e chi ne rimarcava la veridicità, ancor più argomentata da quel 35% che risultava essere la percentuale dei casi in cui questa si era manifestata nei tornei del 2009. Torno a parlarvene perché, col passare dei tornei, la percentuale si è ulteriormente abbassata, passando al 29,68%, venendo incontro ai tanti che, come me, tendono a fuggire tutto quello che è definito “a priori”, come appunto la teoria del Tommasi sovra esposta. Definire il 30% (per approssimazione, quindi 3 casi su 10) una percentuale che comunque argomenta la tesi in questione, mi pare fuorviante. Sarà pur costume italiano farlo, ma non per questo mi ci devo supinamente piegare: lo lascio ad altri, anche in altri ambiti.

Chiedere informazioni, a tal proposito, al tennista marocchino Reda El Amrani, talento cristallino classe 1988, che tanta fatica fa ad emergere, anche per alcuni cronici problemi fisici: nelle ultime tre settimane ha messo in fila tre vittorie ITF, due in Tunisia ed una in casa. Forse per molti i futures africani non sono un test probante, ma vincerli nel giro di 10 giorni lasciando in 10 partite 34 giochi da l’idea di quale sia stato il dominio del tennista africano. Uno da seguire. Come Nils Langer – segnalato in questa rubrica tre mesi fa attraverso un’intervista-profilo – che è stato in grado di cogliere un titolo piuttosto sorprendente a Marburg, in Germania (15.000$+H): il tennista tedesco, 19 anni compiuti a gennaio, è un assoluto nome nuovo a questi livelli, privo di ogni esperienza internazionale juniores, e sta migliorando di torneo in torneo: a marzo vinse il suo primo 10.000$ indoor, basandosi soprattutto sul suo colpo migliore, il servizio; questa settimana, invece, il trionfo è arrivato sulla terra rossa e per centrare il successo ha dovuto superare tennisti del calibro di Eitzinger e Prodon: il solo servizio non sarà stato più sufficiente. Il ragazzo cresce – e pure in fretta, partendo dal nulla si può arrivare davvero in alto, molto in alto.

In campo femminile, mentre la Russia dopo l’inizio stentato è tornata a dominare con ben 25 successi (su 209 competizioni finora disputate, quasi 1 su 8), ottima performance delle tenniste tedesche a livello di 10.000$: due successi per la tanto chiacchierata Sarah Gronert, così come per Nicole Geuer e Julia Babilon. Seguono ad un successo Svenja Weidemann, Korina Perkovic, Lena Hoffmann e Valentina Stephan, queste ultime due classe 1991. La Germania guida così questa particolare classifica con 10 vittorie, 2 in più di Russia e Argentina.

Proprio l’Argentina regala una delle due vincitrici del maggior numero di titoli in questo 2009, almeno per il momento: Maria Irigoyen. Quattro le vittorie della tennista albiceleste, tutte colte in America Latina, prima del suo approdo in Europa, effettuato col tentativo di accelerare la sua ascesa in classifica. L’altra tennista a quota 4 è l’indonesiana Ayu-Fani Damayanti, che dopo un periodo di pausa si è presa il lusso di spostarsi in Thailandia e conquistare nell’arco di due settimane prima Bagnkok e poi Pattaya. Forse Ayu-Fani è stata memore della sua collega Xinyun Han – emblema della proverbiale applicazione cinese – capace di aggiudicarsi ben tre titoli consecutivi, tra il mese di maggio e il mese di giugno, nella vicina Corea. In questo caso manifestazioni da 25.000$, che le hanno permesso di solcare il traguardo delle top-200 Wta. In barba alla “Legge Tommasi”.

Ma dalla scena ITF emergono anche personaggi negativi, come la povera Alexandra Riley, classe 1991, che lo scorso weekend è incappata nella quindicesima sconfitta consecutiva della sua ancora giovane carriera. Che questa sia avvenuta a Waterloo, città canadese omonima di quella belga che vide la definitiva caduta di un personaggio storico di una certa importanza, la consolerà poco. E’ pur sempre sua la striscia di k.o. consecutivi più lunga in corso. Ma siamo sicuri che questa avrà presto una fine. Come tutte le cose.

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