Cari tifosi, il tennis è un’altra cosa

di - 24 Novembre 2014

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di Alessandro Nizegorodcew

Roger Federer e Rafael Nadal. Due campioni straordinari, due icone del tennis moderno, due mondi tennistici completamente opposti. Si può parteggiare per l’uno o per l’altro, si può addirittura “tifare contro” in stile calcistico (cosa che non condivido, ma il supporter sanguigno non riesce a evitare), ma ciò che non si può e non si deve fare è sminuire i trionfi dell’uno o dell’altro.

La popolarità del tennis è in grande aumento. Oltre ai tantissimi “pro” vi sono anche i “contro”, ovvero una vasta gamma di appassionati dell’ultima ora che, non conoscendo questo sport in maniera approfondita, lo fanno emergere dalla nicchia portandosi però dietro una scia di “tifosi di calcio prestati al tennis”. “Nadal ha vinto perché non c’era Djokovic“, oppure “Federer ha vinto la Davis perché quest’anno Djokovice Nadal non partecipavano” e ovviamente l’immancabile “Nadal ha vinto quello che ha vinto solamente perché dopato“.

Ogni vittoria, ogni successo di qualsiasi tennista, è sempre macchiato, secondo i soloni, dalla mancanza di avversari, dagli infortuni dell’uno o dell’altro, dalla fortuna, dalla sfortuna, dal Dio del vento o dallo Spirito Santo nascosto in un nastro.

E’ arrivato il momento di uscire dalla mentalità calciofila dei complotti, è giunta l’ora di fare i complimenti a chi vince.

Il weekend di Coppa Davis, successivo al ritiro di Federer a Londra, può essere commentato in maniera lapalissiana e impossibile da smentire:

– Federer non ha giocato la finale al Masters perché infortunatosi in semifinale contro Wawrinka. Avesse dovuto affrontare Ferrer o Raonic probabilmente avrebbe tentato ugualmente di scendere in campo, ma in quelle condizioni contro Djokovic sarebbe stato un inutile suicidio con la Davis alle porte.

– Contro Monfils, nella prima giornata e dopo pochi allenamenti, Federer è sceso in campo timoroso, consapevole di non dover rischiare certi allunghi e altri movimenti pericolosi per il proprio fisico non al meglio. Si è sostanzialmente dato la chance di testarsi su campo. Monfils, dal canto suo, ha sempre messo in difficoltà lo svizzero, e probabilmente con Federer al 100% avrebbe avuto ugualmente tutte le carte in regola per portare a casa il proprio singolare. Monfils ha disputato un match fantastico e ha meritato la vittoria contro un Federer che, però, non era palesemente al meglio. Non è questione di opinioni. Chi conosce il tennis e ha visto la partita sa che è così. Non è questione di tifo, non è un problema legato ai federeriani e ai nadaliani. E’ così. Federer, dal canto suo, è sceso in campo prendendosi la responsabilità ed è uscito sconfitto senza giustificarsi con l’infortunio. Anzi, ammettendo che nella fase finale del match la schiena era calda dal punto di vista muscolare, ha rinunciato a qualsiasi tipo di alibi.

– Il doppio è un altro sport. In doppio nei due ultimi weekend un tennista come Vincenzo Santopadre, a 43 anni, si è preso il lusso di battere (insieme a Flavio Cipolla) la coppia Fognini-Andujar. Il doppio è una disciplina in cui i movimenti sono totalmente diversi dal singolare, in cui si può giocare molto bene anche se non al 100%. Federer ha disputato un buon doppio e, insieme a un sublime Wawrinka, ha portato a casa la sfida contro un grande Benneteau e un insufficiente Gasquet.

– Nel singolare decisivo Federer, in forma migliore (funziona così quando sia ha un infortunio non grave, ovvero si migliora giorno dopo giorno), ha battuto la vittima sacrificale Gasquet. Forse ci avrebbe vinto anche il primo giorno, vista la differenza tecnica e soprattutto mentale.

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Chiunque sappia di tennis e conosca questo sport sa che quanto detto sopra non è una opinione ma un dato di fatto. L’esempio di Federer può essere fatto ugualmente per alcuni “criticati” successi di Nadal, ma anche di Djokovic e Murray. Il tennis è uno sport piuttosto semplice da capire nella sua complessità, ma purtroppo il “tifo calcistico” è sempre dietro l’angolo e riconoscere i meriti altrui, dunque, diviene praticamente impossibile.

Provare a spiegare uno sport come il tennis agli appassionati dell’ultima ora è impresa ardua se non impossibile? Tentare, però, non costa nulla. La cultura sportiva italiana è ai minimi storici e la popolarità del tennis è, come sottolineato, un’arma a doppio taglio. Ma non si può rinunciare a parlare di Federer e Nadal come di due campioni straordinari di questo sport, due che verranno ricordati tra i più grandi di sempre e che non meritano una tifoseria tanto faziosa. Il tennis è un’altra cosa, è ora di capirlo.

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