Se Durango batte San Diego

di - 6 Novembre 2010

di Roberto Commentucci

Gli appassionati italiani di tennis trascorrono un week end sulle orme di Tex Willer, l’indimenticato Ranger scaturito dalla fantasia di Gianluigi Bonelli e dalla matita di Aurelio Galeppini.
A San Diego, costa meridionale della California, al confine con il Messico, va in scena l’ennesima recita del nostro squadrone di Fed Cup, un team granitico non solo nella coesione di squadra, ma anche nelle certezze tecniche. Quando vinci gli Slam, quando giochi i Master, in singolo e in doppio, quando sei abituato a fare match pari con le top 10, quando hai un movimento che si aggiudica ogni anno, da un lustro, 3 o 4 tornei del circuito maggiore, e che esprime ben 7 top100, quando guidi con notevole distacco la classifica per nazioni dell’ITF, nessuno è più autorizzato a parlare di Pirro Cup. L’Italia in rosa è una bellissima realtà sportiva, che conquista tifosi, attenzione, interesse mediatico. Sui siti e sui media stranieri le nostre ragazze sono protagoniste fisse, Wta e ITF fanno a gara nel metterle in prima pagina, Eurosport le eleva a protagoniste degli spot di presentazione dello US Open e del Master di Doha.

Eppure…

Eppure, la sensazione è chiara, e sgradevole. Nonostante le ospitate tv, da Chiambretti a Porta a Porta, nel nostro paese le ragazze non “sfondano”, non riescono a fare breccia, come invece meriterebbero, sul pubblico generalista. Il trionfo della Schiavone a Parigi è stato giustamente salutato come un evento storico, la diretta in chiaro su Rai 2 della finale, affannosamente messa in onda dal Philippe Chartrier, ha fatto ben 2 milioni di telespettatori (massimo ascolto per un match di tennis in Italia dalla finale di Davis Italia-Svezia del 1998), ma poi ecco che per questo match di San Diego, finale di un campionato del mondo, la Rai fa retromarcia e condanna ancora una volta le nostre al confino sul satellite.

Perché questo paradosso? Perché all’estero si e in Italia no? Nemo propheta in patria?

La risposta a questa domanda è in una cittadina messicana non troppo lontana (pergli standard del continente americano) da San Diego, che porta lo stesso nome del villaggio western frequentato da Tex Willer. A Durango, 400.000 abitanti a 1.880 metri di altitudine, nel locale torneo Future da 10.000 dollari, nel tabellone di qualificazione, contro uno sconosciuto carneade locale, fa il suo esordio nel professionismo un ragazzino marchigiano di 14 anni, tale Gianluigi Quinzi.
Sotto il profilo tecnico, si tratta di un evento insignificante.
A San Diego i nastrini e le paillettes, le luci della grande ribalta, il perfetto stile hollywoodiano, il grande pubblico dello sport-business USA (sempre maestri, gli americani, nel “creare” gli eventi), i giornalisti accreditati, il presidente dell’ITF, eccetera eccetera.
A Durango, strade polverose, favelas, cactus e deserto, un circolo dimenticato da Dio, spelacchiati campi in cemento. Un contrasto stridente.

Eppure, incredibilmente, nei discorsi tra gli appassionati, nei commenti sui forum e sui siti specializzati, sui social network e nelle chat, le piazze virtuali dove la piccola comunità del nostro tennis è solita ritrovarsi, non si parla di altro che di Quinzi. Si, si, le azzurre, la Fed Cup, che brave le nostre, stasera le vediamo in tv.

Ma tutti quanti, sotto sotto, in un angolino del loro animo, non possono fare a meno di pensare all’esordio di Quinzi, il mancino di Cittadella, la Grande Speranza, il Portatore dell’Anello,il novello Frodo di tolkeniane memorie, colui che già sostiene sulle spalle da adolescente il pesantissimo macigno del riscatto di un movimento maschile che agonizza da 30 anni. “Si qualificherà?” “Riuscirà a prendere il primo punto Atp”? “Ma lo sapete che sarebbe il più giovane italiano di sempre ad entrare in classifica mondiale?”. Un tam tam ossessionante, una attesa spasmodica, messianica, che manco gli ebrei dopo le profezie di Giovanni Battista.

Ecco, ora lo sappiamo, perché, per il tennis italiano, Durango batte San Diego. Se Quinzi vincerà un match in tabellone, si parlerà più di lui che della terza Fed Cup.
Le nostre fantastiche ragazze non lo meritano, ma questa è la realtà.

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53 commenti

  1. Lucabigon

    Comunque domani dovrebbe vincere facile se gioca come ha fatto recentemente. Poi bisognerà vedere l’avversario di primo turno ma, come ho scritto anche altrove, serve solo fare esperienza. Che faccia o meno il primo punto cambia poco. E’ importante verificare il suo attuale livello di gioco e la tenuta mentale.

  2. Angeli Pierre

    Le nostre ragazze sono veramente fantastiche. Le conosciamo da anni ed abbiamo ricevuto tantissime soddisfazioni da loro. Tuttavia e’ difficilissimo fare tante discussioni su di loro visto che lo facciamo da ormai 5 o 6 anni.

    Ora c’e’ la novita’ Quinzi che nelle nostre fantasie ci porta a pensare che potremmo vivere quelle emozioni anche con il tennis maschile. Delusioni su delusioni che ci accompagnano da circa 30 anni. Che male c’e’ a tifare per i nostri giovanissimi? Che male c’e’ ad essere curiosi?

    Inoltre dobbiamo considerare la tristissima usanza italiana di considerare quello femminile come la serie B dello sport. In nessuno sport i mass media danno la precedenza al settore femminile rispetto a quello maschile. Lo sport femminile viene premiato come merita solo in occasione di medaglie olimpiche.

    Purtroppo e’ cosi’ ,,,,,,, ma non capisco perche’ ci sono tanti pessimisti intorno a Quinzi. Secondo me alcuni gli danno colpe che non sono sue.

    Comunque da parte mia …. forza ragazze …. forza Quinzi … e spero che qualche maschietto possa ripetere le grandiose prestazioni delle nostre fantastiche atlete.

  3. Mario Polidori

    Secondo me, considerando quale è sempre stata l’importanza che il pubblico ha dato, e quanto dà ancora tutto sommato, al tennis femminile nel mondo, le nostre ragazze hanno fatto grandissime cose nel movimento.
    Si partiva da uno zero totale di attenzione, e loro adesso hanno quantomeno stabilito che si tratta di una realtà, molto importante e riconosciuta e molti ne fanno un vanto.
    Hanno fatto moltissimo in relazione.
    Il tennis resta ancora uno sport maschile, in generale, ed in Italia siamo particolarmente maschilisti. 🙂

  4. andrew

    Non chiagne Commentucci
    Dio ci guarderà
    e presto arriveremo a Durango
    Strigneme Commentucci
    sto deserto finirà
    e tu potrai ballare o’ fandango

  5. luca

    pezzo spettacolare!

    dico la mia. lo spazio sui media giornali ecc.. è una cosa. la curiosità e l’interesse per un evento è un’ altra.

    per quanto la finale di Fed Cup rappresenti la degna sintesi del nostro movimento e femminile e non vada più snobbata come fatto in passato sono pienamente d’accordo. ma il tennis vive di grand slam e grandi tornei individuali.
    penso che la Pennetta baratterebbe volentieri tutte le Fed Cup vinte per una vittoria (o anche una finale) di un Grand Slam

    cmq se ci fosse una tv messicana che desse il match di GQ in contemporanea con il doppio decisivo di Fed Cup io saprei bene cosa guardare…

  6. Mario Polidori

    …ottimo spunto Luca….io, dopo tutto questo “Quinzi”, guarderei lui…..la comunicazione serve anche a questo 🙂
    Perché ormai tutti abbiamo una grande curiosità di vedere come stanno le cose.
    Poi, se mi entusiasma e ne vale la pena resto lì, sennò giro sulla Fed Cup.

    E mi sento anche di dire speriamo che entusiasmi, perché io che il tennis lo mastico posso vedere anche tra le righe di una cattiva prestazione estemporanea le qualità del ragazzo, altri assolutamente no.

    Non so se sarebbe un bene….per il momento…..

  7. otto wrustel

    Io non vedo perchè le due cose debbano essere messe in contrapposizione. Sono due eventi importanti per il tennis italiano, godiamoceli entrambi, visto che per gli appassionati italiani non è che le soddisfazioni abbondino! Ma stare a fare classifiche su quale ci appassionerà di più, mi sembra senza senso.

  8. pasanen84

    Io, dal canto mio, non nutro nessuna aspettativa su Quinzi. Sarebbe un miracolo se diventasse veramente forte; se lo diventerà sarò contento ma se non lo diventasse tiferei lo stesso per lui come faccio con tutti gli altri italiani..forza Quinzi

  9. Stefano Grazia

    Piuttosto,nelle comparazioni con altri enfant prodige precoci nessuno ha mai tirato in ballo Donald Young … Vinse un grand slam junior a 15 e poi ottenne sei wild card per tap e vent perdendo tutti i match 60 61 o giù’ di li’ e poi entrando in crisi… Non era alto 186 cm ma mi chiedevo che risultati aveva lui nei tornei che GQ sta apprestandosi a frequentare: li vinceva mani in tasca, faceva due turni, e’ passato subito da kalamazoo a india n wells?

  10. Stefano Grazia

    Inoltre,onestamente, non mi sembra che tutti i siti e i giornali facciano poi tutto sto casino su GQ…su ubitennis si parla solo di schiavone e pennetta ( giustamente, anche se io continuo a credere che se la squadra che va in finale schiera la Matteo e una debuttante numero 240 al mondo, una ragione ci dovra’ pur essere…)… Ora non vorrei che siccome ST dedica un articolo su due a GQ si cadesse nell’errore di credere che siccome ne parliamo noi nel nostro Bar Sport, allora Tutto Il Mondo ne parla … Io non sono nemmeno sicuro che i Quinzi sappiano che su Spaziotennis Roberto & Co stanno con l’orecchio attaccato alla radiolina di 90esimo minuto aspettando con il cuore in gola il risultato … Nulla di male, intendiamoci, basta che poi in caso di due o tre risultati negativi non incominci la sarabanda di Ma io l’avevo detto…Eh, ma che cosa si pretendeva.. E soprattutto: tutta colpa della fit/tutta colpa dei genitori … Che mi sembra fosse il lei moti v all’inizio del 2010… E tutto perché’ GQ non aveva vinto con un anno di anticipo l’Eddie Herr e aveva fatto solo i quarti e non aveva trionfato al Petit Ace come l’anno prima … Della serie che la Pressione se la mettono soprattutto gli Ultras …

  11. Stefano

    Sono daccordo con il mio omonimo.
    A parte la pressione che sentono solo gli ultrasfegatati, non mi pare che di Quinzi si faccia tutto sto cancan, tranne che in ambienti di nicchia.

  12. Madmax

    E cmq tra parlare di due buone giocatrici (le nostre) che devono spaccare le ossa alla nr 50 e alla nr 240 del mondo e di una speranza di top ten del futuro, beh mi domando chi non parlerebbe del secondo.. 🙂

  13. tilden

    Speriamo bene con Quinzi. Pistolesi su http://www.pianetatennis.com dice che ha fatto bene ad andare all’estero, ma che sarebbe una rovina se prendesse la tessera Fit, e che l’importante e non avere troppe aspettative. Lui si ricorda bene di Yari Natali che a 14 anni batteva Gasquet..
    Quindi restiamo con i piedi per terra e forza ragazze

  14. Roberto Commentucci

    Il concetto di Pistolesi sulla cautela nel valutare i risultati giovanili è giusto, ma effettivamente l’esempio è sbagliato. Natali, fortissimo da under 12, a 14 anni non era più competitivo ai massimi livelli, non era nemmeno più il n. 1 d’Italia.

  15. KB

    cosa vuoi sapere di Adelchi ?
    Era in questi giorni a Ortisei €. 64.000 a fare le qualy con il fratello Augusto ( del 94 ) .
    Hanno perso entrambi al primo turno.

  16. sul sito atp c’è scritto che il torneo del durango si gioca su terra, ma forse si sbagliano, l’avversario di oggi è indicato come Antonio Reynoso. Sulla Fed Cup tutto vero quello che dice Commentucci, mi ricordo che ai tempi delle vittorie tedesce in Fed Cup c’era molto più interesse mediatico in Germania, ma loro avevano pure un boom del tennis con Becker e Graf, mentre ora che la Fed Cup è snobbata dalle sorelle Williams (et mater) e non sosno le sole tra le top a farlo è chiaro che il valore mediatico della competizione non può essere al top. Tra l’altro la soluzione a mio parere sarebbe semplice e risolvibile anche dalla sola ITF (ma sappiamo che è impantanata nelle sabbie burocratiche fin da tempi antichi), basterebbe creare un montepremi serio che vada direttamente alle giocatrici. In ambito femminile questo porterebbe ben presto molte top player a competere regolarmente, magari non le sorellone ma le altre di sicuro, fino ad un certo punto i soldi funzionerebbero anche in Coppa Davis ma non tanto quanto nel tennis femminile. Complimenti per il restyling del sito che è riuscito benissimo.

  17. Alessandro Nizegorodcew

    Su Livetennis.it si parla di una vittoria 60 60.. ma non c’è la fonte..

  18. Alessandro Nizegorodcew

    Ufficiale.

    Fonte Atp:
    Quinzi b. Reynoso 60 60

    Al primo turno del main draw affronterà il messicano Cesar Ramirez, numero 500 Atp circa..

    Beh, a prescindere dall’avversario.. una bicicletta fa sempre piacere no? 😉

  19. Stefano

    Risultato che non mi sorprende più di tanto.
    Ora contro un 500 ATP già più interessante.

  20. Roberto Commentucci

    Ora con Ramirez probabilmente la bicicletta rischia di prenderla lui. Comunque vada,bene così.

  21. ivan802

    d’accordo con Roberto,Ramirez giocatore di casa, top 500 classe ’90 e perarltro in ascesa avendo conquistato nell’ultimo futures messicano la finale…percui sarei contento se facesse 2/3 game…

  22. Nicola De Paola

    Con il n°500 al mondo che ha 6 anni più di lui rischia di fare pochi punti. Mi accontenterei se riuscisse ad arrivare oltre l’ora di gioco.
    Ps: se vincesse quest’incontro avrebbe già il primo punto atp? Sentii di una regola in base alla quale bisogna giocare almeno 2 tornei per essere classificati. Esiste?

  23. Lucabigon

    No questa regola non esiste. Se per ipotesi passasse il turno entrerebbe in classifica ATP con 1 punto. Ma ovviamente perderà ed è normale che sia così. E’ tutta esperienza comunque.

  24. pibla

    Alla fine Gianluigi di future gioca solo questo o ne seguirà un altro??

    Con quel piccolo infortunio alla spalla ho perso un pò il conto…

  25. тχ¢

    Tennis Europe: Gianluigi Quinzi Player of the year 2010
    ww.tennisworlditalia.com
    Ennesimo riconoscimento al baby prodigio di Porto San Giorgio, …

  26. andrew

    no, calma…Quinzi è nato a Cittadella in Veneto… è nostro anzi è mio…

    dai cominciamo a disputarcelo…

  27. Roberto Bontempi

    Cmq ragazzi, avesse giocato pure con nonno Ildebrando, vincere 6-0 6-0 al primo match da pro non è proprio una cosa così comune… voglio dire, un minimo di emozione, magari nel primo game… vabbè che siamo tra i cactus in Messico, però…

  28. Roberto Commentucci

    Allora…

    Ieri sera tardi ho chiacchierato un pò con Medica su Facebook. Mi ha detto che il match di oggi secondo lui è difficile ma non impossibile, che GQ sta giocando molto bene e che impara molto velocemente. Che ha già il livello di tennis per giocare alla pari con un Ramirez, dato che ieri in allenamento ha dato 62 63 ad uno che è 700 Atp. Quel che gli manca è l’abitudine mentale e fisica a questi ritmi, non il tennis. E che se oggi scende in campo convinto e concentrato, se la può giocare.

    Mah, che devo dire, io lo spero tanto, però mi pare un quadro un pochino ottimistico.

    Staremo a vedere, comunque vada è tutta esperienza.

  29. Stefano Grazia

    Io ho chiacchierato invece con mia moglie al telefono che era in compagnia di mamma quinzi e alle mie congrats di rito raccontava ridendo che la Nonna aveva telefonato chiedendo: ma se vince, porta a casa 15.000 dollari?
    E io non ho potuto fare a meno di fare la battuta:
    Macche’, i 15000 dollari li ha spesi solo per andarlo a giocare, il torneo…
    Dall’altra parte della cornetta si udivano le risate di moglie e mamma quinzi …

    This is tennis, sic…
    Vi ricordate Toto’ in quel film in cui uno tutto ridendo gli spiega che lo vuole ammazzare buttandolo nel pozzo e toto’ lo guarda e fa:
    Si, si…le risate…

  30. Ivan802

    Certo che Medica e’ davvero ottimista… Non male anche se era un allenamento dare 63 62 al n.700 del mondo… Vedremo…

  31. Roberto Commentucci

    Non ridete, stasera ho fatto una cosa folle.

    Ho telefonato al supervisor del future di Durango, per sapere il risultato.

    GQ ha perso 62 62.

    Tutto regolare.

  32. тχ¢

    ora pero’ bisogna seguire sto’ Cesar RAMIREZ … 😉

    Boris Nicola BAKALOV (BUL) defeated Adam EL MIHDAWY (USA) (1) 6-2 6-3
    Luis DIAZ-BARRIGA (MEX) defeated Maciek SYKUT (USA) 6-1 7-6(3)
    Scott ROBERTSON (AUS) defeated Hector RAMIREZ RODRIGUEZ (MEX) 6-3 6-3
    Roman BORVANOV (MDA) (7) defeated Ramiro-Alexis CAMPOS (MEX) 6-3 6-1
    Cesar RAMIREZ (MEX) (3) defeated Gianluigi QUINZI (ITA) 6-2 6-2
    Pablo MARTINEZ (MEX) defeated Javier HERRERA-EGUILUZ (MEX) 6-1 6-4
    Chris KWON (USA) defeated Miguel-Angel REYES-VARELA (MEX) 6-3 5-7 6-4
    Manuel SANCHEZ (MEX) (8) defeated Gustavo LOZA (MEX) 6-2 6-2
    Miguel GALLARDO-VALLES (MEX) (5) defeated Peter AARTS (USA) 6-2 6-1
    Alfredo MORENO (MEX) defeated Fernando LARREA-GONZALEZ (MEX) 7-6(5) 6-3
    Raul-Isaias ROSAS-ZARUR (MEX) defeated Vamsee CHAPPIDI (USA) 6-3 7-6(7)
    Victor ROMERO (MEX) (4) defeated Ricardo GROENEWOLD (MEX) 6-0 6-1
    Dennis ZIVKOVIC (USA) (6) defeated Rainer EITZINGER (AUT) 6-1 6-4
    Alexander SATSCHKO (GER) defeated Conor POLLOCK (USA) 7-5 6-2
    Oliver GOLDING (GBR) defeated Matheson KLEIN (AUS) 6-3 6-4
    Daniel GARZA (MEX) (2) defeated Ty TROMBETTA (USA) 4-6 6-3 6-4

  33. pibla

    Ok, Roberto, tutto regolare, anzi regolarissimo, ma Medica le spara grosse e non è la prima volta, questo lo possiamo dire o non possiamo dire nemmeno questo???

    E non è che questa cosa mi faccia impazzire e mi faccia stare così tranquillo…

    In ogni caso un grosso in bocca al lupo a Gianluigi.

  34. Francesco Albanese

    Beh si in effetti Roberto ci avevi azzeccato…fortunatamente pero’ non è tornato in bici!!

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