US Open 2013: Il Pagellone

di - 10 Settembre 2013

di Sergio Pastena

Rafael Nadal: dopo la disfatta di Wimbledon veniva spontaneo pensare “Ci si vede nel 2014” e, ad ogni modo, ben pochi gli davano la chance di vincere un altro Slam fuori dalla terra visto l’andazzo degli ultimi anni. Ha sorpreso tutti. Voto: 10 e lode

Stanislas Wawrinka: pochi han dato in questi anni la sensazione di potersela giocare con gli ormai ex Fab Four (ora Fab Three). Il Del Potro 2009. Il Nalbandian di fine 2007. E lui nel 2013. Contro Djokovic alla fine cede, ma lottando come un leone. Buona consolazione per gli svizzeri. Voto: 9,5

Novak Djokovic: non pochi avranno notato che dopo l’Anno Domini 2011 a livello Slam vince solo in Australia. In testa per puri calcoli matematici, stavolta ha rischiato grosso in semifinale e in finale si è davvero visto pochino. Bravo, ma discendente. Voto: 8

Richard Gasquet: si fa quel che si puó e lui ha fatto quello che poteva, sfruttando un buon tabellone e lottando come raramente lo si era visto fare. Troppo forte per lui Nadal. Voto: 8

Tommy Robredo: gli van fatti i complimenti per come non si è abbattuto nei momenti difficili. Torna tra i top player e con pieno merito. Voto: 7,5

Lleyton Hewitt: il quarto di finale con Djokovic sarebbe stato un degno epilogo di un torneo a dir poco straordinario. Il vecchio leone ruggisce ancora. Voto: 7,5

Daniel Evans: un inglese che non si chiama Andy e vince. Chapeau. Voto: 7,5

David Ferrer: cade in piedi e tiene Murray nel mirino per il podio. Basta e avanza. Voto: 7

Milos Raonic: doveva arrivare agli ottavi, agli ottavi è arrivato. Ma l’occasione persa brucia. Voto: 6

Andy Murray: difficile chiedergli di vincere contro quel Wawrinka dopo una stagione massacrante. Una resa dignitosa, invece, sarebbe stata auspicabile. Voto: 5,5

Gli italiani: solo un terzo turno, peraltro perso nonostante fosse abbordabile. Rinviati a gennaio. Voto: 5

Alexandr Dolgopolov: fase di eclissi di Dolgo. Quanto durerà? Voto: 5

Roger Federer: fosse solo una questione di fisico, il sei d’ufficio sarebbe sempre suo. Contro Robredo, peró, ha perso anche e soprattutto di testa. Voto: 4

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