Us Open: Bilancio agrodolce per l’Italia

di - 4 Settembre 2008

di Calogero Campione

Con l’uscita di scena di ieri di Flavia Pennetta, si è ammainata anche l’ultima bandiera tricolore a Flushing Meadows.
L’ultimo Slam stagionale, da sempre avaro di soddisfazioni per i tennisti di casa nostra, è stato caratterizzato da luci e ombre.
La copertina va senza dubbio alla ventiseienne brindisina, capace di issarsi sino ai quarti di finale sul cemento newyorkese.
La Pennetta, che ha così eguagliato i quarti di finale raggiunti qui da Francesca Schiavone nel 2003, nulla ha potuto ieri contro la maggiore potenza dei colpi di Dinara Safina, che a suon di vittorie sta sempre più staccandosi di dosso l’etichetta di “sorellina di Marat”.
Sin dalle prime battute, l’azzurra ha sofferto lo strapotere fisico della russa, molto migliorata anche di dritto, fino a poco tempo fa suo tallone d’Achille. L’italiana non ha mai dato l’impressione di poter vincere il match, anche se nel secondo set è stata avanti di un break, prontamente recuperato dalla Safina. Rimane comunque lo splendido cammino nel torneo della brindisina, capace di sconfiggere due nobili decadute ma pur sempre esperte avversarie, Petrova prima e Mauresmo poi.
Da lunedì, Flavia eguaglierà il suo best ranking salendo in sedicesima posizione, già raggiunta nel gennaio del 2006.
In campo maschile, invece, citazione d’obbligo per Flavio Cipolla.
Uscito all’ultimo turno delle qualificazioni e ripescato come lucky-loser, il tennista romano ha vinto due epiche battaglie contro Hernych (battuto 7-6 al quinto) e Lu (sconfitto 6-4 al quarto) prima di cedere con onore e tra le polemiche al quotatissimo Wawrinka, al termine di un match dove Cipolla si è trovato avanti 2 set a zero, per poi cedere allo svizzero al quinto set.
Una gran bella soddisfazione per Flavio, che col suo tennis intelligente e ricco di variazioni ha ben figurato in un circuito dove il power tennis la fa da padrone.
Per quanto concerne il resto della pattuglia italiana, confermata ancora una volta la maggiore competivitità delle ragazze, tutte capaci di superare il primo turno eccezion fatta per Karin Knapp, dalla quale francamente non ci si poteva attendere di più dopo lo stop di tre mesi dovuto ai problemi cardiaci. Al secondo turno, però, l’ecatombe: delude la Schiavone (eliminata dalla Keothavong, avversaria tutt’altro che irresistibile) mentre cedono ad avversarie più forti Errani (alla Li), Camerin
(alla Wozniacki) e Vinci (alla Safina). Colpaccio invece della Garbin che estromette l’ungherese Szavay prima di arrendersi alla modesta Bremond al terzo turno.
Dei ragazzi, invece, c’è ben poco di cui rallegrarsi.
Andreas Seppi, a dire il vero, ha fatto il suo battendo due avversari alla sua portata prima di cedere in tre set al terzo turno a Roddick, match nel quale ha giocato male i punti importanti.
Deludono invece le nostre maggiori speranze: Simone Bolelli, sempre più lontano parente dalla versione primaverile a cui ci aveva abituati e che ha chiesto di non essere convocato per l’importante match di Coppa Davis contro la Lettonia, ha ceduto in tre set allo svizzero Wawrinka, messo alle corde poi da Flavio Cipolla.
Il bolognese deve ancora dare un seguito sul campo a quanto dichiarato da lui e dal suo allenatore Claudio Pistolesi, ovvero grandi ambizioni di classifica che allo stato attuale sembrano davvero un’utopia.
Quello che scoraggia è l’eccessiva serenità con cui vengono metabolizzate le sue sconfitte, sempre giustificate dal suo allenatore per via di straordinarie prestazioni di avversari tutt’altro che tali (vedi Hanescu) piuttosto che fare mea culpa e lavorare sodo.
Inoltre, essendo stato Bolelli soggetto a critiche sempre più frequenti nell’ultimo periodo da grandi firme del tennis italiano, queste non sono per nulla ben accette se non provengono da chi a tennis ci ha giocato ad un certo livello…roba da impallidire!
Un atteggiamento chiuso e ostile verso tutti che sicuramente non giova a Simone.
Male anche Fognini, sconfitto da Odesnik al termine di cinque set in cui Fabio è stato avanti
di un break nel quinto prima di cedere all’americano.
Fuori anche Starace al primo turno (in tre set da Stepanek) ma questo, ahinoi, non è una novità.

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