Nole, che spavento!

di - 20 Gennaio 2013

di Sergio Pastena

E dire che stavolta se l’è vista brutta sul serio.

Sì, perché Novak Djokovic è diventato una specie di automa “Nadal-style” nei momenti di difficoltà, ma stavolta contro Stanislas Wawrinka ha rischiato di brutto ed un minimo è stato aiutato dalla fortuna: pochi centimetri hanno separato lo svizzero da un break che l’avrebbe spedito a servire direttamente per il match, i pochi centimetri di una risposta tesissima e lunga che aveva messo pesantemente in difficoltà il serbo. La resistenza di Wawrinka è stata stoica: partito con un 6-1, capace di strappare il quarto set al tie-break, ha perso soltanto 12-10 al quinto set.

E meno male che è lo spagnolo di riserva…

Ora per Djokovic un altro test difficile, rappresentato da un Berdych che finora ha infilato dodici set vinti senza perderne nemmeno uno e, contro Anderson, ha dovuto faticare pochino eccezion fatta per il tie-break del terzo. Sempre nella zona alta impressionante Ferrer, che ha lasciato sette games a Nishikori mettendo in chiaro un concetto: contro gli “umani” è ancora il più forte. Sfiderà Nicolas Almagro, che contro di lui ha un bilancio rassicurante di zero vittorie e dodici sconfitte.

Ma gli avversari quando arrivano?

Lato basso, con gli ottavi ancora da giocare. La slot del “terzo quarto” è ovviamente quella che ci piace di più, perché anziché col preventivato Del Potro-Cilic si apre con uno Chardy-Seppi che ci fa sognare uno storico quarto di finale contro il vincitore di Simon-Murray, sfida che ovviamente vede partire il britannico come netto favorito. Andy ha sofferto ben poco per arrivare fin qui: partenza tranquilla con Haase, poi in sequenza Sousa e Berankis: non esattamente un parterre de roi, ma lui sta bene.

Ripassa, ragazzo…

Sta bene anche Roger Federer, che si appresta a ricevere Raonic col sorriso sulle labbra dopo aver liquidato Paire, Davydenko e Tomic ricorrendo solo una volta (contro l’australiano) a un tie-break. Lo svizzero ha la condizione di serenità di chi il suo l’ha fatto e non deve vincere per forza, cosa da non sottovalutare mai in questi contesti, anche se bisognerà vedere quanto a lungo potrà reggere la sua buona condizione: il canadese è un test probante, ancora di più lo sarà il vincitore dell’ottavo transalpino tra Tsonga e Gasquet.

Insomma, fino ad ora tutto o quasi secondo pronostico…

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