Andrea Guerrieri: “Mi ispiro a Rafa Nadal”

di - 13 Settembre 2014

Andrea Guerrieri

di Fabio Ferro

Andrea Guerrieri ha appena conquistato il Titolo italiano Under 16, dimostrando grossa tenacia e una ottima capacità critica in partita, vincendo il campionato con un crescendo di prestazioni in campo. Mancino, classe 98 e dotato di un gioco piuttosto solido, in campo tiene fede al proprio cognome.

Quando hai cominciato a giocare a tennis? Qualcuno della tua famiglia giocava o è stato un caso? Dove hai giocato?

Ho cominciato a giocare a tennis all’età di 4 anni, mio padre giocava e quindi è stato lui a farmi provare per la prima volta al Circolo Tennis Correggio, dove si svolgevano i corsi gratuiti per provare questo sport.

Da cosa hai capito che potevi giocare a tennis a livello agonistico e quando?

Fin da subito avevo la sensazione che il tennis fosse il mio sport, ma ho capito che potevo giocare a livello agonistico quando ho iniziato con i primi tornei nazionali. Poi ho cominciato a giocare anche all’estero, grazie al circuito ETA. Mi piaceva che fossimo tutti lì a lottare per ogni match.

Chi ti ha aiutato di più in questi anni di crescita agonistica? Che rapporto hai con la federazione italiana?

Per la mia crescita tennistica, fisica e comportamentale devo molto al Tennis Correggio e a tutte le persone dello staff al suo interno. Posso dire che mi hanno sempre aiutato e veramente formato come giocatore. Ovviamente adesso mi trovo benissimo al Circolo di Albinea in cui mi segue il Maestro Cristian Fava, che i stimo molto come persona, mi ha dato tantissimo per la mia crescita. Con la Federazione Italiana ho buonissimi rapporti, e altrettanto buoni con tutti i tecnici federali.

Attualmente la tua attività è già piuttosto impegnativa, come vivi le trasferte all’estero e cosa fai quando giri per i tornei?

Si, è già abbastanza impegnativa ed è giusto che lo sia, è quello che voglio fare. Mi piace girare all’estero per i tornei e quando sono via ho le mie abitudini. Sono sempre in attività e se non gioco a tennis, mi dedico all’atletica e alla preparazione pre-match. Nei momenti liberi scrivo sulla mia agenda degli appunti personali o, di solito, leggo delle biografie di sportivi.

ùQuest’anno è stato ricco di successi per te, ma quando hai realmente realizzato che potevi vincere i campionati under 16? C’è qualche momento particolare dei campionati italiani che ti dato la giusta carica?

La vittoria dei campionati è stato un cammino stupendo. Ho dovuto lottare in ogni match e, man mano che giocavo, prendevo sempre più fiducia dei miei mezzi. Ho realizzato che potevo vincere quando negli ottavi e nei quarti ho giovato due partite di grande intensità. Penso di aver espresso un gran gioco, che mantenuto, poi, nella semifinale e nella finale.

Per il futuro che programmi hai? C’è qualche obiettivo al quale miri?

Per il futuro punto a sfruttare al massimo le opportunità che offrono i tornei ITF e gli Open per arrivare ad avere la miglior classifica possibile. L’obbiettivo che mi pongo è sicuramente quello di prendere il primo punto ATP, da qui alla prima metà dell’anno prossimo.

Se ti dovessi descrivere come tennista, cosa diresti? A chi ti ispiri? Quali sono i tuoi punti di forza nel gioco?

Mi descrivo come un contrattaccante da fondo. Vado poco a rete solo, se è necessario, per chiudere il punto. Faccio molto affidamento sul mio rovescio, ma anche il dritto mi dà molta sicurezza. Ci abbiamo lavorato molto e i risultati in campo stanno mostrando il frutto dell’impegno nel migliorare questo colpo. Mi ispiro a Rafa Nadal, per il giocatore e combattente che è. Oltretutto, sono mancino come lui.

Qual è il tuo rapporto con l’attrezzarura del tennis? Una racchetta vale l’altra o ne hai qualcuna in particolare che senti come un portafortuna?

Attualmente gioco con la Head Prestige Pro e mi trovo a meraviglia. Credo che altre racchette al momento non mi possano dare più, ho veramente un buon feeling.

C’è un episodio particolare che ti è capitato viaggiando per tornei? Ce lo vuoi raccontare?

Episodi particolari in giro per i tornei non me ne sono mai capitati.

L’ultima domanda è sul tuo carattere fuori dal campo, come ti descriveresti?

Tranquillo, solare e con la giusta calma nel fare le cose. Ho la fortuna di avere due genitori fantastici che mi supportano e li ringrazio per la determinazione e il carattere, lo devo a loro per quello che hanno fatto per me.

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