Amerigo Contini: “Sogno il circuito Atp”

di - 16 Marzo 2011

di Alessandro Nizegorodcew

Prosegue l’avventura di Spazio Tennis alla scoperta dei giovani azzurri più interessanti del nostro panorama. Oggi è il turno di Amerigo Contini, nato a Parma nel 1993. Amerigo si allena dall’inizio di questo 2011 a Valencia, nella stessa Accademia di Sara Errani. Il sogno di Contini è di diventare un giocatore Atp. Andiamo a scoprire la sua storia e le sue ambizioni…

Partiamo proprio dall’inizio. Dove sei nato e quando hai iniziato a giocare a tennis?
“Sono nato a Parma il 3 maggio 1993 e ho iniziato a giocare in un circolo della mia città, precisamente il Tennis Club President, con il maestro Matteo Tassi. Intorno ai 12/13 anni sono entrato a far parte di una realtà un po’ più grande come quella del CT Albinea, dove sono stato seguito da Lorenzo Manfredi e, soprattutto, da Cristian Fava.”

Come hai iniziato la tua avventura nel tennis?
“E’ stato merito di mio padre, che è sempre stato uno sportivo… Non ho giocato però solamente a tennis, anzi! In gioventù mi è capitato di praticare anche judo, nuoto e basket. Il tennis è stato però lo sport che più mi ha appassionato e colpito sin da subito…”

Quando hai capito che eri portato per il tennis? Quando hai deciso di fare sul serio?
“Diciamo che sono sempre stato abbastanza competitivo in tutto quello che mi capitava di fare; sin da piccolo ho sempre giocato bene. Il grande passo l’ho fatto quest’anno, decidendo di trasferirmi a Valencia; qui in Spagna sto cercando di essere il più professionale possibile.”

In quale Accademia ti alleni?
“Sono alla TenisVal di Valencia, ma più che un Accademia la definirei come un grande famiglia!”

Con chi ti alleni nello specifico? Al tuo fianco vedi lavorare giocatori di grande levatura internazionale, come la nostra Sara Errani. Quanto è importante per trovare ancora più motivazioni?
“Io sono in gruppo con il giapponese Taro Daniel (classe 93 e numero 900 Atp) e il venezuelano Ricardo Rodriguez (classe 93 e numero 1300 Atp); siamo seguiti da Josè Altur (top 100 nel 1990). Parlando di Sara, devo dire che è una ragazza davvero splendida, umilissima e anche molto simpatica. Qui però si allenano anche diversi tennisti di fama internazionale come Ferrer, Andreev e Andujar e vivere e stare con loro ti fa capire davvero tanto di questo mondo.”

Parlando di cifre, hai notato differenze importanti nelle “rette” da pagare tra Spagna e Italia?
“Sinceramente non posso dirlo con esattezza, poiché in Italia, ad Albinea, venivo molto aiutato anche da questo punto di vista… e anzi, continuano ad aiutarmi anche mentre sono qui, visto che gioco la Serie A per loro. Sentendo comunque parlare molte persone, l’idea che mi sono fatto è che i prezzi non sia tanto diversi. Credo che in Italia, in alcuni circoli o accademie, si possa spendere molto di più.”

Veniamo invece alle differenze nella metodologia di allenamento che hai notato in Spagna, rispetto al nostro paese…
“Le differenze sono molte. La prima è che qui si corre davvero tanto! Credo che sia utile per migliorare ovviamente sotto il profilo fisico, ma anche mentale; imparare a soffrire e lavorare mi ha cambiato davvero tanto il modo di pensare. In campo lavoriamo moltissimo sull’aspetto tecnico e anche tattico. La filosofia che sto cercando di apprendere è che ogni palla ha un significato e il giocare a caso non porta da nessuna parte.”

A proposito di tecnica, descrivi come giocatore. Quali sono le tue caratteristiche migliori? E su cosa pensi invece di dover lavorare maggiormente?
“Domanda difficile! Mi descriverei come un tennista solida da fondo campo; gioco quasi tutti i colpi piuttosto bene. Devo certamente migliorare nella gestione della gara, capendo i momenti difficili. Devo anche lavorare sulla continuità nel servizio.”

In Portogallo, precisamente sul cemento del torneo Itf di Faro, hai conquistato il tuo primo punto Atp. Che emozione è stata?
“E’ stata una gran bella settimana. La soddisfazione è stata soprattutto per aver superato le qualificazioni a 128, vincendo ben 4 partite, oltre alla quinta in main draw! E’ una piccola conferma che il percorso iniziato potrebbe essere quello giusto.”

Che differenze hai notato tra i tornei giovanili e i futures?
“Sono due mondi molto diversi. Nei tornei junior di grado alto, come quelli italiani, c’è molta gente che gioca davvero bene, mentre in quelli di livello più basso risulta più semplice conquistare punti. E’ un mondo strano, mentre nei futures il livello è quasi sempre lo stesso e per passare le qualificazioni devi giocare ad un livello molto alto senza mai calare.”

C’è un giocatore al quale ti ispiri?
“Non ho un giocatore che mi piaccia particolarmente, anche se ovviamente Federer e Nadal sono i miei due preferiti. E’ proprio la parola “giocatore” la mia ispirazione, l’essere giocatore è il mio sogno! Vivere facendo ciò che mi piace davvero, sapendo che per diventarlo bisogna però faticare tantissimo.”

La tua superficie preferita?
“Mi trovo molto bene sulla terra battuta, anche se il mio primo punto l’ho conquistato sul veloce! Aspettiamo quindi a dirlo…In questo momento sono piuttosto confuso a riguardo (ride; n.d.r.)”

C’è un tornei in cui sogni di far bene?
“Certamente gli Internazionali d’Italia, senza alcun dubbio! Ovviamente stiamo parlando di un futuro ancora lontano…”

La Federazione ti segue? Hai partecipato ai vari raduni nel corso degli anni? Aiuti economici?
“Fino a due anni fa partecipavo ai vari raduni, ma non ho mai ricevuto aiuti economici. Nelle ultime due stagioni invece ho avuto un piccolo contributo. Per quest’anno invece sembra che i contributi verranno percepiti in base ai risultati, quindi non c’è nulla di assicurato. I miei genitori stanno facendo uno sforzo economico molto importante.. soprattutto per quanto riguarda i viaggi. Inoltre grazie alla Serie A, come dicevo in precedenza, posso contare su risorse maggiori.”

Verrai in Italia nei prossimi mesi per qualche torneo?
“In aprile verrò sicuramente a giocare la Seria A e quasi sicuramente parteciperò anche a 3-4 tornei futures nel mese di maggio. Potrei giocare anche i tornei giovanili di Salsomaggiore, che è vicino casa mia, e Milano.”

Per concludere, quali obiettivi di classifica ti sei posto per fine anno?
“Vorrei entrare nei primi 800 Atp. Adesso i futures sono durissimi, ma dall’estate in poi le possibilità di fare punti aumenteranno.”

In bocca al lupo Amerigo!
“Crepi e un saluto a tutti i lettori di Spazio Tennis!”

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