Dance with Dancevic: “Ho il livello per tornare top 100”

di - 15 Novembre 2016

Da Brescia, gli inviati Luca Fiorino e Luca Brancher

“Nel mezzo del cammin della sua carriera,
si ritrovò in una Brescia oscura
che la diritta via era smarrita”

Al termine dell’incontro vinto contro Andrea “Wave” Vavassori, Frank Dancevic si è concesso ai microfoni di Spazio Tennis per una breve chiacchierata. È la mia prima volta qui e devo ammettere che mi sono divertito in questi pochi giorni di permanenza a Brescia (ride, ndr). Inizia in maniera raggiante l’intervista al buon Dancevic, evidentemente soddisfatto del cibo e, probabilmente, della fauna locale. Il ghigno non mente. Un ottimo esordio sul campo secondario del centro sportivo San Filippo, che ospita gli Internazionali di Brescia per il terzo anno consecutivo, e che si conferma una superficie amica alle caratteristiche del tennista di Niagara Falls.Sì, devo ammettere che il campo è abbastanza veloce. Penso sia molto simile al challenger di Ortisei che ho giocato settimana scorsa. Trovo che sia positivo per il Tour organizzare tornei come questi, soprattutto per un giocatore che è nato e cresciuto su superfici di questo genere. Sono un po’ differenti dai classici campi veloci, e per questo motivo è stato facile decidere di venire qui”.

Frank ha optato per tornare in Italia per chiudere una stagione non propriamente positiva (l’ultima volta è stato, escluso Ortisei di settimana scorsa, a maggio 2015 in quel di Vicenza). Non direi di essere realmente soddisfatto di questo 2016. Non ho iniziato nel migliore dei modi, poi mi sono rialzato durante il periodo estivo. Sto provando ad entrare nel tabellone di qualificazione degli Australian Open (dopo questo incontro, si trova alla 249esima posizione della classifica ATP, ndr), il cut off non è così distante e la partita appena vinta mi dà il giusto slancio. Spero di proseguire così e ho grandi ambizioni per la prossima stagione”

Il virgulto ragazzone dell’Ontario non si nasconde dietro una foglia d’acero. Il ricordo di quelle due finali ATP perse contro Dmitry Tursunov (Atlanta 2007, Eastbourne 2009 sempre contro il russo) è ancora vivo nella sua testa. Ma non in senso negativo. Penso di poter giocare a livello di top-100 come qualche anno fa, quando esprimevo un tennis davvero di pregevole fattura. Credo di avere ancora la possibilità di farcela. Vedremo se il prossimo anno avrò risposte positive in tal senso”.

Non sappiamo se raggiungerà il suo obiettivo ma quel di cui siamo certi è che se fossimo delle palle da tennis ci faremmo accarezzare volentieri dal suo back di rovescio.

 

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