Davide Della Tommasina: “E adesso si prova a vincere”

di - 5 Settembre 2010

Davide Della Tommasina

di Renato Lugarini

Sui campi del Ct Siena si sono svolti oggi gli incontri dell’ultimo turno di qualificazione. Una giornata che ha permesso di vedere all’opera alcuni giovani interessanti, come Marco Speronello, sorpresa del tabellone cadetto e capace di qualificarsi a spese della testa di serie n. 3, Vittorio Rubino. Meno bene è andata a Davide Della Tommasina, in un recente passato tra gli under più forti d’Europa e ancora atteso al salto di qualità nel circuito professionistico. Nonostante il risultato, il ventenne massese si è gentilmente concesso per un’intervista a Spaziotennis. Un’intervista davvero “a cuore aperto” da parte di Davide, che ha risposto con profondità e schiettezza alle nostre domande

Iniziamo dalla partita di oggi..
“Oggi non è andata bene. Per me, tra l’altro, si trattava di un derby particolare, visto che Bega si allena con me a Milano da Laura Golarsa. Sento un po’ questo tipo di match e sono arrivato qui piuttosto stanco, dopo i quarti ottenuti nei Campionati Italiani di seconda categoria, al termine di incontri molto lottati, e la vittoria al terzo set di ieri contro Ollert, un giovane che gioca davvero bene!”

Se dovessi fare un bilancio, ancora parziale, di questa stagione?
“Non riesco ad analizzare la stagione 2010 senza partire dallo scorso anno. Il 2009 è stato, per me, un anno molto difficile. Mi mancavano un posto dove potermi allenare e una persona che mi seguisse e infatti alla fine della stagione sono arrivate solo sconfitte. Il nuovo anno è iniziato così e così, poi sono riuscito progressivamente a riprendermi e a ottenere anche buoni risultati, vincendo o lottando alla pari contro giocatori forti, come Menga o Brizzi. Ho raccolto alcuni punti atp nei futures italiani e non è semplice, perché il livello tecnico è piuttosto alto e non sempre noi giovani, al contrario di quel che si può pensare, veniamo agevolati”

Da under eri fortissimo, poi anche per te il passaggio nel mondo professionistico ha presentato difficoltà notevoli. Quali sono stati i problemi?
“In realtà, nel mio caso, il problema non è stato nel passaggio da under a pro, ma nella fase ancora precedente. Se guardi i miei risultati fino a 16 anni ho vinto quasi tutto quel che c’era da vincere. Ho fatto finale all’Avvenire e sono arrivato secondo al Master europeo, ero uno dei più forti in Europa e non solo, all’interno di una generazione, quella della classe 1990, molto valida. Le difficoltà le ho incontrate nel passaggio da under 16 a under 18 itf e poi me le sono portate dietro negli anni a seguire. Si è trattato di un insieme di problemi mentali, tecnici e gestionali, con responsabilità sia da parte mia sia da parte di chi mi stava attorno. Ho sicuramente sbagliato alcune scelte e al tempo stesso non sono stato consigliato e gestito nel modo più opportuno per un giocatore del mio livello di allora”.

Programmi e obiettivi?
“Riguardo la programmazione, come tutti i giocatori che non possono contare su basi economiche importanti e non vogliono gravare sulla famiglia, devo ancora alternare l’attività internazionale con gli Open e le gare a squadre. Settimana prossima quindi vado a Casalecchio, per un Open, e poi ripartirò con i futures in Italia. L’obiettivo entro fine anno è quello di entrare nei mille Atp e attestarmi intorno all’800-900 del mondo per poter avere accesso diretto ai tabelloni nella prossima stagione. Purtroppo finora non sono stato particolarmente fortunato nei sorteggi, e magari, dopo aver passato le quali, ho trovato subito giocatori forti”.

La scelta di allenarti a Milano con Laura Golarsa ha comunque rappresentato una svolta importante per te, su cosa state lavorando?
“Laura sta svolgendo un buon lavoro su di me, non solo dal punto di vista tecnico ma soprattutto intervenendo sulla mentalità. Quando sono arrivato da lei attraversavo un momento in cui vedevo tutto in modo negativo e non potevo continuare in quella direzione. Adesso va decisamente meglio, anche se ancora fatico a gestire alcune situazioni e a controllare certi comportamenti in campo che mi penalizzano. Ma nell’approccio al match sono sicuramente un altro giocatore rispetto all’anno scorso e ora c’è solo da provare a vincere!”

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