Esclusiva: Intervista a Uladzimir Ignatik

di - 27 Febbraio 2010

Uladzimir Ignatik

Uladzimir Ignatik sarà il nostro avversario nel prossimo incontro di Coppa Davis. Si sta parlando moltissimo della Davis, ma ancora non si è detto nulla di quello che sarà l’aspetto agonistico. Torniamo quindi per un momento ad un’analisi tecnico-tattica della sfida, grazie a questa intervista esclusiva al numero uno bielorusso.

Oggi numero 181 del ranking Atp, Ignatik ha vissuto, nel 2009, un’ottima stagione nel circuito futures, portando a casa ben 5 titoli. Nel 2010 la sua attenzione si è spostata maggiormente sui challenger (ha comunque raggiunto una finale futures in Inghilterra, sconfitto dal nostro Stefano Galvani) e, proprio questa settimana, si è preso il lusso di battere il belga Darcis, tennista che in carriera ha vinto ben due titoli Atp.

Gli Inizi: “Sono nato a Minsk, in Bielorussia. Ho cominciato a muovere i primi passi nel tennis all’età di 5 anni, proprio nella mia città natale. Perché il tennis? I miei genitori volevano che io iniziassi uno sport, contemporaneamente allo studio; il caso ha voluto che vicino casa mia ci fosse una scuola di tennis. Tutto è cominciato così.. La federazione bielorussa mi ha dato qualche piccolo aiuto, ma non abbastanza per poter “sopravvivere” nel mondo di questo fantastico sport. Ho dovuto fare praticamente tutto da solo e grazie alla mia famiglia.

Stile di Gioco: “In campo cerco di essere abbastanza aggressivo, grazie al mio colpo migliore, che è decisamente il rovescio. Devo certamente migliorare il diritto, così come tutte le parti del mio tennis. Anche a livello tattico sto lavorando moltissimo, per poter competere al più presto nel circuito maggiore. Il passaggio dal tennis giovanile a quello professionistico per me è stato molto duro. Bisogna giocare molte più partite e con avversari decisamente più potenti e preparati. Non è stato affatto semplice, ma adesso le cose vanno molto meglio. Se devo dire la verità, non c’è una superficie che preferisco più di altre e credo infatti di potermi adattare molto bene un po’ ovunque. Sulla terra, dove si svolgerà il match di Davis con l’Italia, non ho alcun problema.

Coppa Davis: “L’Italia è una formazione molto forte e sarà davvero difficile per noi riuscire a battere la vostra nazionale. Noi cercheremo di dare ovviamente il meglio, ma c’è da dire che tutti e 4 i giocatori italiani sono avversari temibili.

Obiettivi: “Il primo obiettivo, quello di entrare tra i primi 200, l’ho raggiunto. E’ ovvio che il prossimo step deve essere assolutamente quello di entrare tra i Top-100. Spero di farlo il prima possibile, per poter giocare i tornei che contano davvero.”

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