ESCLUSIVA – Bellucci: “L’obiettivo è chiudere l’anno in Top 50”

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Mattia Bellucci - Foto Chine Nouvelle/SIPA/IPA

Reduce da una grande settimana al Challenger 175 di Cap Cana, Mattia Bellucci si è raccontato in esclusiva ai microfoni di Spazio Tennis. Tra lavoro, continuità e una nuova consapevolezza, l’azzurro ha parlato di un momento importante della sua carriera, senza nascondere le difficoltà di una lunga trasferta americana, ma anche il piacere di tornare a giocare tante partite.

LA SETTIMANA DOMINICANA

Partendo proprio dalla settimana appena conclusa a Cap Cana, dove ha superato in sequenza Maestrelli, Hurkacz, Collignon e Walton prima di arrendersi in finale a Mariano Navone, raggiungendo così la prima finale Challenger di questo livello, Bellucci ha raccontato:

“È stata una grande settimana di lavoro, in cui sono riuscito a trovare continuità e consapevolezza, sia nelle partite che negli allenamenti. Con il team abbiamo lavorato molto bene, anche grazie a una comunicazione chiara. All’inizio le condizioni erano complicate, tra caldo, umidità e campi piuttosto lenti, però mi sono adattato fin da subito”.

Riguardo l’ultimo atto del torneo perso con Mariano Navone per 7-5 6-4: “Peccato per la finale, dove ho commesso qualche errore di troppo contro un avversario molto solido, ma è un’esperienza che mi servirà per gestire meglio l’emotività in futuro. Resta comunque il fatto di aver giocato un’ottima settimana, che rappresenta una base importante da cui ripartire”.

IL LUNGO SWING AMERICANO

Una trasferta, quella americana, lunga e stancante, tra Dallas, Delray Beach, Acapulco, Indian Wells, Cap Cana e Miami, che mette alla prova anche dal punto di vista mentale: “La trasferta americana è molto impegnativa. Sono al sesto torneo, ma alla settima settimana fuori, perché sono partito prima per preparare Dallas. Onestamente mi manca la famiglia, mi manca casa. Però c’è stato un momento in cui ho cambiato marcia e mi sono detto di concentrarmi completamente sul lavoro: questo mi ha aiutato a sentire meno la fatica e ad avere più energia”.

L’OBIETTIVO A BREVE TERMINE

Tra i risultati più importanti di questo periodo, anche un obiettivo centrato: i punti ottenuti per ottenere di diritto l’ingresso nel tabellone principale del Roland Garros: “Il primo grande obiettivo era entrare nel tabellone del Roland Garros. Con l’uscita dei punti di Rotterdam, ero fuori, ma grazie ai risultati di Acapulco e Cap Cana sono rientrato”.

I punti e il ranking sono sicuramente importanti ma per il 2001 lombardo anche la continuità ha valore: “Al di là dei punti, però, la cosa più importante è stata giocare tante partite: nelle ultime tre settimane ne ho giocate nove e mi mancava da tempo questa continuità tra match e allenamenti. Questo mi ha dato ritmo, fiducia e mi ha permesso di rientrare nei primi 100 del mondo. Ora l’obiettivo è continuare a migliorare”.

IL SOGNO DEL 2026

Guardando invece al resto della stagione, Bellucci non nasconde le sue ambizioni:L’obiettivo è chiudere l’anno tra i primi 50 del mondo. Mi sento cresciuto molto mentalmente: non mi accontento più dei buoni risultati, ma voglio alzare sempre il livello settimana dopo settimana”.  

Ci sono aspetti importanti nella quotidianità di un tennista che non sono solo ranking: “Oltre alla classifica, è fondamentale continuare a giocare partite per acquisire consapevolezza, soprattutto sulla terra battuta. Non è mai stata la mia superficie preferita, ma oggi mi sento migliorato nel ritmo e nel gioco da fondo e credo di poter diventare competitivo anche lì”.

LE DIFFICOLTÀ DI ADATTAMENTO

Infine, un passaggio su uno degli aspetti meno visibili del tennis professionistico: l’adattamento continuo a condizioni sempre diverse:È complicato, perché si passa dal veloce indoor di Dallas ai campi più lenti di Acapulco e Cap Cana, fino a Indian Wells che è molto particolare. Sapersi adattare è fondamentale”.

L’azzurro ha definito ogni settimana un’opportunità per crescere: “Ogni torneo è un’esperienza che ti prepara per il futuro, anche se le condizioni cambiano sempre. Ora sono a Miami, dove si gioca su campi veloci: è bello poter giocare questi tornei. Anche le difficoltà di adattamento, alla fine, sono difficoltà positive”.

Bellucci, che ha superato le qualificazioni al Masters 1000 di Miami, affronterà Alex Michelsen al primo turno, continuando un momento che lo vede non solo competitivo, ma soprattutto ritrovato nel sorriso e nelle sensazioni in campo.

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