ESCLUSIVA – Mouratoglou: “Cahill e Sinner? Un coach ha sempre qualcosa da dare a un giocatore”

Marco della Calce
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Darren Cahill e Jannik Sinner - Foto Felice Calabrò

Patrick Mouratoglou, ex coach di Serena Williams e attuale allenatore di Naomi Osaka, è intervenuto ai microfoni di Spazio Tennis in un’intervista concessa al vicedirettore Lorenzo Ercoli, in occasione della prima tappa del circuito Ultimate Tennis Showdown (UTS) a Nimes.

Il ruolo dell’allenatore

Mouratoglou ha proseguito riflettendo sul delicato ruolo dell’allenatore. Darren Cahill, coach di Sinner, in passato aveva affermato di aver dato tutto all’altoatesino e di avergli insegnato tutto ciò che sapeva e poteva. Per un allenatore, dunque, può arrivare davvero un momento in cui non si ha più niente da offrire al proprio giocatore? A questa domanda, il francese ha risposto così: “Un coach ha sempre qualcosa da dare ad un giocatore, indipendentemente dai successi raggiunti. La cosa più importante è la relazione e il fatto che il giocatore sappia di poter contare su questa persona, di potersi fidare. Avere qualcuno di cui ti fidi intorno a te è fondamentale. Riuscire a costruire un rapporto di questo tipo è il bene più prezioso, più di qualsiasi consiglio”.

Sinner-Alcaraz e la possibilità di un terzo incomodo

Il francese ha parlato anche della rivalità tra l’altoatesino e il 7 volte campione Slam Carlos Alcaraz, i due giocatori che da due anni a questa parte dominano il circuito maggiore, e di quanto al momento sia difficile trovare un giocatore in grado di fermare il loro dominio. “Sono due ragazzi molto diversi, sia dal punto di vista del gioco che della personalità, ma hanno una cosa in comune, ovvero che non hanno debolezze. Se il mio giocatore dovesse giocare contro uno dei due, non riuscirei a trovare una tattica incentrata sui loro punti deboli perché non ne hanno. Se pensi a Sampras e Agassi quando erano i due migliori giocatori del mondo, avevano delle debolezze, così come Federer che Nadal riusciva a sfruttare contro di lui. Oggi trovare qualcuno che possa battere questi due ragazzi è una sfida difficilissima”.

UTS e il capitolo Italia

Il francese ha esordito parlando proprio dello UTS, una lega internazionale di tennis da lui inventata nel 2020, in piena pandemia, con l’obiettivo di avvicinare il pubblico più giovane al tennis proponendo un format innovativo, diverso dal tennis tradizionale. “L’obiettivo è quello di mescolare competizione e spettacolo, come accade in NBA dove ci sono entrambi questi aspetti. Le persone credono che uno escluda l’altro, ma non è così. Ѐ un’ottima preparazione per i giocatori, in vista dei tornei più importanti”.

Sulla possibilità di vedere un evento UTS in Italia, Mouratoglou ha detto: “Ho sempre amato il pubblico italiano per la sua vivacità. Questo è quello che stiamo cercando di ottenere per l’UTS, avere un pubblico partecipe. Roma è il mio Masters 1000 preferito, anche per le qualificazioni gli stadi sono pieni. Mi piacerebbe averne uno in Italia”.

L’ex coach di Serena Williams ha commentato anche il momento d’oro che il tennis italiano sta vivendo. Il movimento sta raggiungendo vette mai toccate prima, con ben 3 giocatori nella top 15 mondiale come Flavio Cobolli, Lorenzo Musetti e il numero 1 del mondo Jannik Sinner. “La Federazione ha fatto un ottimo lavoro. Ha incentivato i giovani a iniziare a giocare e a crescere. I tifosi in Italia stanno spingendo i giocatori in modo molto positivo, e anche questo è un fattore che ha aiutato la crescita del movimento”.

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