Challenger Perugia 2026, quarti da grande torneo

Tommaso Giuliani
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Andrea Pellegrino - Foto Yuri Serafini

Giornata di quarti di finale a Perugia. Il programma è sempre lo stesso: pranzo veloce a casa e poi si prende la strada verso il circolo. Quando il torneo entra nelle sue fasi decisive, l’atmosfera cambia. Restano in campo i giocatori che hanno saputo guadagnarsi il weekend e ogni partita inizia ad avere un peso diverso.

Prima dei quarti di singolo, però, c’è una tradizione da rispettare. La semifinale di doppio di Sander Gillé e Sam Verbeek. E sì, lo ammetto: ero teso. Chi non lo sarebbe quando in campo c’è un amico?

Fortunatamente va tutto per il meglio. Di fronte c’è una coppia di assoluto livello, ma arriva una grande vittoria che vale la finale. Ci si scambia qualche parola a fine incontro, si fanno i complimenti ai ragazzi e si dà appuntamento a domani. Un ultimo sforzo e ci sarà un trofeo da provare ad alzare.

L’anniversario che non sorride a Cecchinato

Si passa quindi al singolare e i quarti regalano subito una battaglia.

Il protagonista è Marco Cecchinato, che proprio nell’anniversario della sua storica impresa parigina non riesce a festeggiare nel migliore dei modi. Dall’altra parte della rete c’è Timofey Skatov, uno che in Umbria sembra sempre trovare una marcia in più.

Ne esce un match combattuto, ma alla fine è il kazako a conquistare il pass per la semifinale, confermando ancora una volta il suo ottimo feeling con la terra umbra.

Rocha, una presenza che colpisce

Più tardi ho nuovamente l’occasione di vedere all’opera Henrique Rocha, uno dei giocatori che più mi hanno incuriosito in questa settimana.

Dal vivo, ancora più che in televisione, impressiona la sua struttura fisica. È un atleta completo, potente, capace di occupare il campo con grande naturalezza. Ci sono giocatori che vanno osservati da vicino per essere davvero apprezzati e lui appartiene sicuramente a questa categoria.

La vittoria arriva, ma con più sofferenza del previsto. Un passaggio a vuoto rischia di complicare una partita che sembrava indirizzata e per qualche momento il pericolo si fa concreto. Alla fine, però, il portoghese riesce a venirne fuori e continua la sua corsa.

Mérida, che impressione

La serata si apre con il derby spagnolo e con un’altra prestazione che conferma il grande momento di Daniel Mérida.

Devo ammettere che raramente mi è capitato di vedere un giocatore colpire la palla in questo modo dal vivo. In questi giorni sono rimasto incredibilmente impressionato dalla qualità e dalla pesantezza dei suoi colpi. Ogni partita aggiunge qualcosa alla sensazione che questo ragazzo abbia davvero qualcosa di speciale.

Ormai non può più essere considerato una sorpresa.

Pellegrino vede la Top 100

L’ultimo quarto di finale propone invece il derby pugliese tra Andrea Pellegrino e Pierluigi Basile.

Andrea continua a confermare quanto di buono sta facendo vedere negli ultimi mesi. La rincorsa alla Top 100 passa anche da partite come questa, in cui esperienza e gestione dei momenti importanti fanno la differenza.

Contro Basile riesce a imporre il proprio ritmo e la propria maggiore maturità tennistica, conquistando una semifinale più che meritata.

Difficile chiamarlo Challenger

Il risultato è un sabato che promette spettacolo. Le semifinali metteranno di fronte giocatori in grande forma e il programma è di quelli che farebbero bella figura in categorie ben superiori.

Ed è proprio questo il pensiero con cui si lascia il circolo.

Dopo una settimana passata a osservare il livello dei protagonisti, l’intensità delle partite e la qualità del tennis espresso, viene quasi spontaneo dirlo:

difficile continuare a chiamarlo semplicemente Challenger.

 

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