Giovanni Grieco Lo “Spagnolo”

di - 2 Dicembre 2011


(Giovanni Grieco – Foto Nizegorodcew)

di Alessandro Nizegorodcew

Giovanni Grieco è un ragazzo che ama il tennis e che non può farne a meno. Giovanni Grieco, classe 1995, era uno di quei bambini che, anche a 10-11 anni, girava per il circolo cercando qualcuno con cui giocare, a qualsiasi ora del giorno; che fosse un ragazzino come lui, un agonista di 20 anni o un anziano socio a lui non interessava: voleva solo giocare, giocare e ancora giocare tennis. Giovanissimo si è trasferito in Spagna in cerca di fortuna, andando prestissimo a vivere da solo; una scelta coraggiosa, che Grieco non rimpiange, anzi. La strada anche solo per tentare di arrivare nel mondo del professionismo è impervia e ricca di insidie, ma non è certamente la voglia a mancare a Giovanni, tesserato in Italia per il Canottieri Roma. Grandissimo diritto, potente e preciso, ha nel rovescio bimane il colpo meno fluido.

“La stagione è stata piuttosto buona” – racconta Grieco – “Sono arrivati alcuni discreti risultati e sono soddisfatto, anche se potevo fare meglio perché c’è stato un momento della stagione un po’ critico, in cui ho giocato abbastanza male tre tornei a cui tenevo moltissimo: l’Avvenire, Montecatini e due manifestazioni in Germania. In compenso ho fatto finale in Slovenia in un ETA, vincendo belle partite. Il miglior incontro è stato in Spagna contro Marc Collado, ragazzo piuttosto bravo, mentre il torneo migliore è stato sicuramente quello sloveno, che ha dimostrato a me stesso di avere ottime potenzialità.”

Giovanni si è poi soffermato sulle migliorie apportate al proprio gioco, ma non solo: “L’atteggiamento e la professionalità, oltre al mio rendimento in campo. Credo infatti che vivere lontano da casa, e questo sarà il terzo anno, mi abbia portato a crescere sotto tantissimi punti di vista. Ora sto lavorando per nuova stagione e mi sto allenando duramente per tirare fuori il meglio di me stesso. La programmazione dei tornei sarà divisa tra Itf under 18 e Futures. I miei obiettivi? Avere una buona classifica Itf e magari un punto Atp.”

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