Intervista a Romina Oprandi

di - 8 Settembre 2011


(Romina Oprandi – Foto Stefano Ceretti)

di Marta Polidori (inviata a Biella)

Romina Oprandi è un vero e proprio personaggio tutto da scoprire. Il primo impatto è quello di una ragazza che non si perde in preamboli, non ti fa le feste e di certo la fa semplice. Quando le ho chiesto se avessi potuto farle due domande mi ha detto subito sì, le sue riposte sono state secche e sbrigative, ma lasciando trasparire un non so che tra il timido e lo spavaldo. I toni sono sempre sicuri e decisi, ma il sorriso che sfoggia e lo sguardo sono placidi, tranquilli e dolci.

Best ranking numero 46 wta è approdata al professionismo nel 2005, anno in cui si è giocata i quarti di finale al foro italico di Roma, partendo dalle qualificazione e battendo Samantha Stosur e Vera Zvonareva, perdendo al terzo set 7-6 con Svetlana Kutznetsova.

Romina racconta che si avvicina al tennis per il fratello. Era infatti un piccolo tennista e per lei fu subito tanta la voglia di emularlo. All’età di sei anni comincia i suoi allenamenti al ritmo di due volte a settimana contro tre allenamenti di calcio. Dice che suo padre era infatti un calciatore svizzero e che ha spinto molto affinché la figlia diventasse a sua volta una calciatrice. Sarà forse la base atletica specifica di quello sport ad aver aiutato Romina a crescere? Considerando le sue pochissime ore di allenamento tennistico, che l’hanno portata a vincere l’orange bowl a dodici anni, presumiamo proprio di sì.

Ed è in effetti da quell’orange bowl che parte l’idea di provarci seriamente.
Non ha mai incontrato, a differenza di numerose italiane, problemi a livello emotivo di gestione dell’ansia, cosa di cui chiunque la veda giocare da fuori può rendersi conto. È una giocatrice costante, anche se discontinua mentalmente. Tende a mancare di stimoli e grinta alle volte.

Quando le ho chiesto che tornei avesse in programma quest’anno mi è stato risposto ‘’i tornei dipendono dal ranking’’, aggiungendo che un problema al polso le ha impedito di prendere parte a numerosi tornei, giocando solo gli us open, senza dilungarsi nello score di quel torneo.

Tra le sue superfici preferite troviamo la terra rossa e l’erba. Risposta che non mi aspettavo, principalmente perché di solito la superficie preferita dalle donne è il veloce, che permette di accorciare i tempi e favorire un gioco aggressivo.
A fine intervista si lascia fare qualche scatto dal fotografo non senza un po’ di risentimento e timidezza; questo suo essere un po’ riservata fa quasi pensare ad una Oprandi che pensa di non aver nulla di interessante da dire e quindi stupita che qualcuno voglia sapere qualcosa su di lei.

La saluto affettuosamente e sorridendole, stringendole la mano e augurandole in bocca al lupo per la partita del giorno dopo, mi stringe la mano contenta e sorridendo speranzosa.

© riproduzione riservata

6 commenti

  1. Angeli Pierre

    La mia curiosità sulla Oprandi è legata al suo stato di salute.

    Qualcuno sa se è uscita dal tunnel di infortuni? Oppure sta giocando menomata?

    Tanto talento limitato da sfortune fisiche di vario genere. Forse solo la Knapp ne ha passate di peggio rispetto alla Oprandi.

  2. Lib

    Romina l’ho vista in streaming con la Duque Marino ed era parecchio giu’. Dire svogliata e’ poco, penso sia a corto di condizione atletica e risenta ancora dell’infortunio (ha chiamati il fisio alla fine del primo set. Non sentiva la palla e senza tocco Romina si demoralizza, comunque dava l’impressione di stare li’ tanto per provare..

  3. Nikolik

    La Oprandi non è a corto di condizione atletica.

    La verità è che non ha proprio alcuna condizione atletica, né l’ha mai avuta.

    Talento spaventoso e di proporzioni gigantesche.

  4. tilden

    proporzioni gigantesche davvere. L’ho vista a Roma era impresentabile, quasi al livello dei commenti di Richard Krajicek. Aveva smesso e poi ha ricominciato , ormai é una ex-tennista

  5. cataflic

    concordo con Nikolik….!
    sembra lì per caso….scusate? si può entrare?…venga venga….ma ddai!c’è un campo da tennis…mi sa..sì..c’ho una racchetta dietro….chiedete a quella tipa là che parla straniera se vuole fare una partitella?

    e quella in bulgaro dopo un drittone all’incrocio ..”ma da dove viene fuori questa qui?”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *