Lemon Bowl: Intervista al presidente Angelo Binaghi

di - 2 Gennaio 2011


(Il direttore del torneo Paolo Verna e il presidente Fit Angelo Binaghi – Foto Nizegorodcew)

Il presidente della Federazione Italiana Tennis Angelo Binaghi, presente al Lemon Bowl 2011 al seguito del figlio, ci ha rilasciato una breve intervista sul torneo. La trovate scritta e in video.

di Alessandro Nizegorodcew

“Lemon Bowl garanzia di successo. Tanti iscritti e livello sempre più alto.”

Presidente Binaghi, iniziamo con un commento su questa ventisettesima edizione del Lemon Bowl..
“Inizio facendo i miei complimenti al maestro Paolo Verna, che da anni organizza un torneo che è garanzia di successo. Il numero di iscritti è elevatissimo e il livello è sempre più alto, grazie anche alla scelta di far disputare i tornei under 14 su superfici veloci. In più quest’anno il clima è ideale per giocare a tennis.”

Parliamo del Progetto Campi Veloci. Come sta procedendo?
“Il progetto campi veloci sta muovendo i primi passi. L’obiettivo è quello di cambiare la mentalità e la cultura dei nostri giovani e delle scuole tennis più importanti. Un giocatore di tennis, al giorno d’oggi, deve sapere giocare anche e soprattutto sul veloce, mentre nel nostro paese i ragazzi crescono quasi solamente sulla terra battuta. Da questo punto di vista il Lemon Bowl 2011 è in piena sintonia con le idee e i programmi della FIT, che speriamo possano portarci nei prossimi anni la Schiavone del futuro e qualche giovane ragazzo magari ancor più forte dei nostri attuali giocatori.”

In conclusione un commento sul difficile ruolo del genitore in questo sport. Che consiglio si sente di dare da genitore di piccolo agonista ad un altro genitore, magari alle prime armi in questo mondo?
“Potrebbe sembrare complesso, ma in realtà è semplice. Più che dare un consiglio ai genitori, mi sento di darlo agli arbitri. Devono essere durissimi e cacciare fuori i genitori dei ragazzi, ed eventualmente anche i ragazzi, che non fanno il loro mestiere ed interferiscono durante il gioco; creano disturbo alla corretta crescita del proprio ragazzo e anche a quella degli avversari. Non mi appello quindi tanto ai genitori, che in parte ovviamente capisco e comprendo, quanto al ruolo del giudice arbitro. La mia responsabilità è questa. Dobbiami dichiarare una guerra campale, per il bene dei ragazzi, a chi non segue le giuste regole comportamentali.”

Grazie presidente e buon lavoro.
“Grazie a voi e buon Lemon Bowl.”

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