Lina Gjorcheska: “Adoro il doppio e giocare a rete. La mia federazione? Non mi ha mai aiutata”

di - 27 Aprile 2017
Lina Gjorcheska - Foto Michele Galoppini

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Una delle protagoniste della settimana all’ITF ChiassOpen, torneo da $25.000 femminile del circuito internazionale, è stata sicuramente la macedone Lina Gjorcheska. La 22enne tennista a ridosso delle prime 200 del mondo (soglia già superata nel recentissimo passato, visto il best ranking alla 187esima posizione) ha conquistato il titolo in doppio ed è stata eliminata ai quarti di finale di singolare, dopo un match di ottimo livello contro Kathinka Von Deichmann, poi finalista.

La macedone, migliore di sempre della sua nazione considerando anche la parte maschile del tennis della Macedonia, e prima in assoluto del suo paese a conquistare l’accesso ad un torneo dello Slam (seppure in qualificazione), vuole comunque di più: il suo bicchiere è mezzo vuoto per la trasferta ticinese, sa quanto vale il suo tennis fatto di colpi potenti ed interessanti variazioni con numerose discese a rete e palle corte. Lei non si accontenta, e perfino l’essere timida non le sta bene sul campo, dove vuole poter mettere maggiore pressione anche psicologica.

In questa settimana a Chiasso sei riuscita a conquistare il tuo 36° titolo di doppio, mentre hai perso ai quarti di finale in singolare. Sei comunque soddisfatta della tua settimana?
“In singolare non sono soddisfatta per nulla. Avrei voluto giocare molto meglio di così, ma sono arrivata qui dopo alcune settimane sul veloce indoor e qui la terra è peraltro più lenta del solito. Non è stato facile adattare il mio gioco in così poco tempo.”

La sconfitta ai quarti di finale è arrivata con la finalista del torneo, Kathinka Von Deichmann. Hai vinto il secondo set per 6-0, poi cosa è successo?
“Ho cercato di giocare in maniera più aggressiva del solito, perché lei si limitava a tenere la palla in campo ad un certo punto. Non rischiava nulla ed io volevo chiudere gli scambi con colpi aggressivi e lì ho cominciato a commettere troppi errori, soprattutto col dritto.”

Considerando il numero elevato di titoli che hai conquistato in doppio, quanto questa disciplina aiuta la tua carriera di singolarista? Cosa ti piace particolarmente del doppio?
“Il doppio non aiuta molto la mia carriera da singolarista [risata]. È una disciplina completamente differente, anche solo perché si è in 4 sul campo. Inoltre in doppio le capacità a rete e la capacità di giocare al volo sono elementi chiave. In singolare questo non succede spesso, anche se è proprio il giocare a rete ciò che mi piace di più del doppio. Anche per questo motivo in singolare tendo ad andarci spesso, come hai anche potuto vedere nel match contro la Von Deichmann, dove entrambe siamo andate molto spesso a chiudere i punti a rete.”

Provenire da una nazione così piccola come la Macedonia deve avere i suoi lati positivi ma anche i suoi lati negativi. Cosa ne pensi?
“Innanzitutto, praticamente sono l’unica giocatrice dalla Macedonia. Cioè, se ci pensi potrebbe essere visto come un lato positivo, dopotutto vuol dire che sono la migliore della Macedonia [risata]. In ogni caso non è facile, non ho mai ricevuto aiuti dalla Federazione, non conosco nessuno della Federazione e non sono nemmeno così sicura esista la nostra Federazione…”

Quantomeno hai un ruolo chiave nel tennis macedone, visto che stai segnando ogni record: la prima a giocare le qualificazioni degli Slam, colei che ha raggiunto il miglior ranking mai raggiunto da un tennista macedone. Immagino tu ne sia orgogliosa.
“Giocare le qualificazioni degli Slam è sicuramente qualcosa di cui sono orgogliosa. Ci ho giocato la prima volta l’anno scorso agli UsOpen. Ero un po’ scioccata da tutto, dall’essere là, un po’ del tipo “che sta succedendo?”, “come giocherò?” e così via. Ma quest’anno ho già giocato agli Australian Open ed ero molto più preparata e fiduciosa dei miei mezzi. Ho fatto peraltro un ottimo lavoro, ho vinto due turni, ho perso all’ultimo contro la Voegele che era prima testa di serie ed ero pure avanti 2-0 al terzo. Sicuramente un’esperienza positiva.”

Parlaci un po’ della tua stagione e dei tuoi obiettivi nel breve periodo.
“Dopo gli Australian Open mi sono infortunata, non ho potuto giocare praticamente per due mesi e dopo l’Australia questo penso sia il mio terzo torneo. La classifica sta comunque migliorando e sto cercando di ritrovare gioco e ritmo partita. Poter giocare tutti i tornei dello Slam è al momento il mio obiettivo principale.”

E chi è la Lina Gjorcheska al di fuori del campo da tennis? Aiutaci a scoprire qualcosa in più su di te.
“Cominciamo dagli hobby… eh, gli hobby [risata]: se sei una tennista professionista non hai tanto tempo per gli hobby. Poi anche se non sembra, sono una persona molto timida e sicuramente non così aggressiva nemmeno in campo, e si vede. So che dovrei essere un po’ più aggressiva in termini di personalità, in senso positivo, tipo più fiduciosa e convinta. Sicuramente è un problema nel mio tennis.”

Ultima domanda, ci hai detto che sei l’unica ragazza della tua nazione, ma chi sono le tue migliori amiche nei circuiti ITF e WTA?
“Fortunatamente di buone amiche ne ho tante. La maggior parte viene dai Balcani, siamo aiutate dal fatto di parlare la stessa lingua dopotutto. Di solito cerchiamo di allenarci assieme nei tornei o di giocare il doppio assieme. Non ti so dire uno o due nomi specifici, ne ho tante [sorriso]. Per esempio qui a Chiasso ho giocato il doppio con Aleksandrina Naydenova: è davvero un’ottima partner di doppio, è sempre ottimista anche nelle situazioni più complicate, è sempre di supporto e devo dire che questa settimana abbiamo fatto un ottimo lavoro assieme!”

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