Claudio Pistolesi: “Talento è tradurre il potenziale in risultati”

di - 25 Ottobre 2010

In attesa degli ultimi tornei di stagione, è già tempo di bilanci per quanto concerne il circuito Atp. Abbiamo contattato il sempre gentile e disponibile Claudio Pistolesi per avere le sua impressioni sui temi più caldi del momento.

Claudio Pistolesi e Michael Berrer

di Alessandro Nizegorodcew

A Shanghai abbiamo visto un grandissimo Federer che si è scontrato contro un ancor più grande (almeno il giorno della finale) Andy Murray. Nella finale degli Aus Open, Roger aveva giocato tatticamente in modo impeccabile; non credi abbia giocato troppo “bene”, variando poco il gioco, dando la possibilità a Murray, miglior difensore del circuito, di fare il gioco a lui più congeniale?
“Si, ad esempio se propro possiamo dire umilmente una cosa a Roger, potrebbe a mio avviso giocare il dritto sventagliato piu’ spesso rispetto al lungolinea anomalo dalla parte sinistra del campo, che lascia all’avversario il dritto incrociato aperto. Ma Roger mi sa che quando gioca “sente” molto e pensa poco. Ma gli vogliamo dirgli qualcosa con sedici slam vinti?”

“Federer è a una sola settimana dal record di settimane in testa alla classifica detenuto da Sampras. Credi che potrà riuscire in questa impresa? O Nadal (o Murray e Djokovic) ti sembra insuperabile?
“Penso che battera’ questo record e che vincera’ altri slam, contesto chi dice che “e’ stato dichiarato troppo presto il piu’ forte di sempre ” Altro che troppo presto! Casomai troppo tardi! Mi dirai che Rafa lo puo’ suprerare!! Io spero solo che loro due (soprattutto Roger che ha 5 anni di più) durino tanto ma tanto tempo al vertice del tennis mondiale. Sono due personalità incredibili che nel tennis Wta ad esempio, con tutto il rispetto, al momento se le sognano.”

Secondo te cosa manca a Murray per vincere uno Slam? Credi abbia qualche problema, rispetto a Nadal e Federer, con i 3 su 5?
“Se l’ha vinto Djoko lo puo’ vincere anche Murray; gli serve che Rafa e Roger abbiano contemporaneamente qualche problemino e li puo’ battere ,come spesso gli e’ successo, anche negli slam. Gli manca un po’ di … luck, che detto in inglese e’ piu’ raffinato…

Due parole su Melzer.. Quanto credi abbia influito il nuovo connubio con Nystrom nella sua crescita esponenziale degli ultimi mesi? Alcuni dicono giochi troppo in doppio, perdendo qualche energia di troppo. Cosa ne pensi?
“Innanzitutto guardiamo al’età di Melzer che si avvicina ai trenta… quindi non posso fare a meno, perdonami, di vedere di nuovo una cattiva lettura in Italia della carriera di un giocatore che e’ legata troppo all’eta’. Poi credo che Nystrom sia un grande coach come una quantita’ di ex tennisti straordinari svedesi che hanno intrapreso questo mestiere, e che il doppio abbia solo migliorato Melzer e gli abbia dato fiducia soprattutto dopo che ha vinto Wimbledon. E poi bravissimo anche il preparatore fisico olandese.”

Fabio Colangelo ha scritto un pezzo sul “talento” nel tennis, dicendo che in questo sport è talento anche quello fisico, tattico, ecc.. e non solo quello tecnico. Tra questi ha citato Juan Monaco, grandissimo protagonista a Shanghai. Cosa ne pensi?
“Penso che la definizione assoluta di talento sia la cosa più difficile da fare nello sport. Per me significa la capacità di tradurre in risultati il potenziale che ha uno a disposizione.”

Un giocatore che invece dopo l’infortunio sta facendo una grandissima fatica a ritornare a livelli (per lui) accettabili è Davydenko. Ho avuto modo di vedere il match con Cuevas a Mosca. Sembra davvero poco in fiducia e questo problema mentale si ripercuote sul suo diritto (tantissimi errori gratuiti) che è sempre stato il suo punto debole. Credi riuscirà a tornare ai livelli dello scorso anno? Che futuro vedi per lui?
“Io l’ho visto al master l’anno scorso e mi ha fatto paura per come era aggressivo e nello stesso tempo non sbagliava mai. E’ chiaro che un calo possa essere fisiologico. Per il futuro credo che dipenda da lui, se trova spinta interiore ed e’ in salute nei primi dieci ci puo’ stare ancora un annetto.”

Il “tuo” Miki Berrer ha giocato contro Jarko Nieminen, che sembra aver trovato anche lui una seconda giovinezza. Contro Berdych ad esempio ha giocato un match strepitoso (vinto da Jarko e non perso da Berdych). Che impressione ti ha fatto, considerando che potrebbe essere, l’anno prossimo, avversario in Davis degli azzurri?
“Miki ha avuto 4 palle break al terzo che non ha sfruttato purtroppo senno’ con Berdich ci avrebbe giocato lui.
Ancora rosico se ci penso. Ma Jarko, a parte che e’ un ragazzo eccezionale, e’ a livelli strepitosi e in coppia con Kontinen sono una squadra forte di davis soprattutto in casa. Impressione di un grande professionista sempre in miglioramento.”

Un’ultima considerazione sul “tuo” Miki Berrer. Cosa mi puoi dire su questi ultimi 2 mesi? L’anno scorso fece molti punti a fine stagione se non sbaglio. Risente mentalmente dei punti in scadenza o è uno di quei giocatori che riesce a non pensarci troppo?
“Dopo quello che ha fatto quest’anno e mezzo (best ranking 42 partendo da 130) e con un incidente alla caviglia in una buca sull’erba di Halle che ci ha impedito di andare almeno primi 40, sappiamo che la nostra scommessa insieme l’abbiamo gia’ vinta e in Germania questo e’ percepito molto chiaramente dall’ambiente intorno a noi. Ora e’ in salute di nuovo e ha battuto Berdich Schuettler Robredo e Beck dopo l’infortunio e inoltre ha passato le quali a Pechino. A Bangkok ha perso lottando con Garcia Lopez e mi ha detto “non mi sembra che lui stia giocando male… ” ( Poi Garcia Lopez ha vinto il torneo battendo Nadal !!!! ) Alcune partite poi con Verdasco (due match point ) e Simon (76 al terzo) e questa con Nieminen a Stoccolma sono andate via per poca convinzione. Ma quella viene solo giocando e lottando come delle bestie ogni volta. Quindi negli ultimi due mesi il suo livello e’ in crescita ma ancora non siamo al livello di inizio anno. Sinceramente pero’ siamo tranquilli e stiamo bene perché consapevoli che cio’ che abbiamo fatto insieme ha un grande valore che resta. Per me i punti “da difendere” non esistono (tanto scadono lo stesso ), voglio sentir parlare solo di punti “da attaccare” , che e’ la stessa cosa ma detta in maniera diversa… Le parole hanno importanza !!!”

Grazie Claudio come sempre e a presto…
“Ciao a te e a tutti i lettori di Spazio Tennis”

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8 commenti

  1. ivan802

    uno dei migliori tecnici italiani che allena (con tutto il rispetto per Berrer ci mancherebbe) un trentenne tedesco,quanto mi dispiace e allo stesso tempo quanto mi fa pensare questa cosa…
    Forza Claudio e complimenti ancora,dopo Smashnova,Suzuki,Sanguinetti,Santangelo e tanti altri che ora non elenco ha portato in alto anche Berrer!

  2. Pierre Consigliere

    Grande Claudio!! Un tencino..ma anche persona che pensa ..sempre in positivo !!! Migliori auguri per il prossimo anno, sempre legato a Berrer e chissa’ magari anche a qualche giovane tennista italiano !!!

  3. claudio pistolesi

    vi ringrazio molto , ma in Italia al momento non se parla di lavorare come coach perche’ sapete qual’e’ l’atteggiamento della fit nei miei confronti da qualche anno . Pero’ sono molto fiero del lavoro che faccio in italia come giornalista e spero possa essere utile a far capire tante cose agli appassionati.

  4. simplypete

    Claudio, che dire quello che dici tu è la sintesi del coach perfetto, volevo chiederti secondo te quali sono i migliori prep. atletici in Italia, visto che parli bene del prep. atl. di Melzer, se ne conoscevi qualcuno di livello in italia?

  5. darione

    Per me i punti “da difendere” non esistono (tanto scadono lo stesso ), voglio sentir parlare solo di punti “da attaccare” , che e’ la stessa cosa ma detta in maniera diversa… Le parole hanno importanza !!!”

    Che Errore Bolelli ha fatto licenziandolo…e adesso si trova in una situazione dove non passa nemmeno le quali in un atp…..scandaloso

  6. king of swing

    io vedrei bene Claudio come coach di Matteo Trevisan…per me sarebbe l’ideale per quel ragazzo…

    per quanto riguarda l’età il discorso per me è un pò più complesso…

  7. cesare veneziani

    A me gli aforismi hanno un po’ stancato…ma talento è tradurre il potenziale nel massimo risultato è fichissimo!!!

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