Gianluigi Quinzi: “Voglio vincere gli Us Open ed entrare nella top ten!”

di - 4 Ottobre 2010

Gianluigi Quinzi

Intervista concessa gentilmente dal portale TennisWorldItalia

Le attenzioni e le speranze dell’Italia tennistica sono tutte su di lui. Sono ormai molti anni che il nome di Gianluigi Quinzi, 14enne marchigiano, nato in realtà a Cittadella, in provincia di Padova, ma cresciuto a Porto San Giorgio, è sulla bocca degli appassionati. Più precisamente da quando Adriano Panatta, presente a un evento promozionale in quel di Macerata, rimase fulminato nell’ammirare la forza e la velocità con il quale questo ragazzino, allora di soli 7 anni, colpiva la pallina gialla. Non passò molto tempo prima che il piccolo Gigi finisse negli Stati Uniti per poi approdare, grazie agli sforzi economici dei genitori e a una borsa di studio, alla corte di Nick Bollettieri.

L’attesa è tutt’altro che finita, ed è ancora presto per dire se Quinzi effettivamente diventerà il campione che aspettiamo da troppo. Intanto in questi mesi stanno arrivando i primi risultati nel circuito juniores, dove il suo è il nome più caldo del periodo. Dopo aver vinto gli Europei Under 14 di Pilzen, Gigi si è reso protagonista di una srtriscia di successi tanto rara quanto incredibile per un ragazzo della sua età. Quindici vittorie consecutive in Sudamerica sinonimo di tre titoli: Honduras Bowl, Copa Coqui e Copa Mango, tutti tornei di Grade 5. Tennis World Italia lo ha contattato in esclusiva assoluta per una cordiale chiacchierata che qui vi riportiamo.

Ciao Gianluigi, innanzitutto complimenti per i tuoi ottimi risultati a livello Junior. Come ti trovi nei tornei Itf under 18 che stai letteralmente dominando? (Pur avendo soltanto 14 anni!!!)
“Mi sto trovando benissimo perchè per prima cosa mi permettono di fare molta esperienza e poi perchè gli avversari sono tutti molto più grossi di me e quindi per vincere devo restare sempre molto concentrato. Per fortuna nelle ultime tre settimane ne ho vinti tre consecutivamente. Sono contento, sto giocando molto bene”.

Come ti spieghi delle vittorie così schiaccianti? Fino ad ora non hai solo sconfitto i tuoi avversari, ma li hai proprio annichiliti, lasciando pochissimi giochi a partita e non perdendo mai un set.
“Il segreto, come ho già detto, è restare molto concentrato mentre gioco. Inoltre sono uno che non molla mai e questo aiuta. Così come mi aiuta il fatto che i miei sfidanti abbiano paura di me…”

Come mai questo timore nei tuoi confronti?
“Perché hanno paura di perdere con un giocatore più piccolo di loro e quindi giocano peggio”

Meglio così. Adesso nelle prossime settimane che tornei giocherai?
“Adesso giocherò questa settimana un altro torneo Junior, a Curacao, poi tenterò tre tornei Itf del circuito maggiore. A seguire giocherò l’Heddie Herr e l’Orange Bowl”

Pensi di ricevere già delle wildcards per questi Futures che giocherai?
“Non lo so. Li giocherò o partendo dalle qualificazioni o direttamente nel Main Draw, se decideranno di darmi la wildcard”

Hai già pensato invece ad un tuo possibile esordio nei Challengers?
“Sì, spero di iniziare a giocarli verso la fine del 2011”

Ora una domanda che l’intera Italia vorrebbe porti. C’è il rischio che poi tu possa cambiare nazionalità in favore, per esempio di quella americana?
“No no, impossibile! Mi piace troppo l’Italia e non la mollerò mai”

Attualmente passi sei mesi negli Stati Uniti, allenandoti presso l’Accademia di Nick Bollettieri, e sei mesi in Italia. Dove ti trovi meglio?
“Preferisco i sei mesi negli Stati Uniti perchè ci sono molti più avversari con cui poter giocare”

Sei seguito ormai costantemente da Eduardo Medica, come ti trovi con lui?
“Benissimo. E’ un bravo coach.”

Parlando invece in generale della tua futura carriera da professionista, si spera, ti sei già prefissato un obiettivo?
“Sì, entrare tra i top ten. Essere tra i primi dieci giocatori del mondo.”

E quale torneo sogni di vincere?
“Gli Us Open.”

Chi è il tuo idolo nel mondo del tennis?
“Rafael Nadal.”

Restando invece in ambito nazionale, qual’è il tuo tennista italiano preferito?
“Nessuno. Anche se mi piace un pochino Simone Bolelli.”

Per concludere, tornando ai tornei del circuito maggiore che giocherai già quest’anno, ti sei posto degli obbiettivi?
“Sì, vincerli.” (ride, ndr)

Beh, saresti da Guinness dei Primati!
“Può essere!” (ride, ndr)

Un ragazzo ambizioso. A livello Juniores invece quale sarà il passo successivo?
“Sicuramente vincere i tornei Itf Grade 1 e 2, che sono quelli di livello più alto.”

Gianluigi a questo punto, ti lascio andare, visto che sei in partenza per il prossimo torneo. Ancora grazie e in bocca al lupo!
“Grazie a voi di Tennis World Italia, e crepi il lupo.”

[INTERVISTA di FRANCESCO CURELLO]

© riproduzione riservata

13 commenti

  1. Angeli Pierre

    Piuttosto deciso il giovane Quinzi.

    Non vedo l’ora di assistere a qualche sua vittoria nel mondo dei “pro”.

  2. Roby

    La risposta migliore è quella alla domanda “qual’è il tuo tennista italiano preferito?”.
    Denota una cultura tennistica eccellente (finalmente!).

    Trevisan, ad esempio, avrebbe risposto “Potito”, tanto per rendere l’idea..

  3. Sabatino

    Modesto…….

    cmq speriamo non faccia la fine di Bolelli. Fare dei Challengers a 15 anni è un bel passo, speriamo in bene…..

  4. Bernie

    e io mi chiedo e richiedo anche in questa sede:
    E la scuola? Il ragazzo dovrebbe andare in prima superiore..o forse seconda. Ha mollato per il tennis?
    Quanto costa tutto ciò? Come è possibile fare una vita da professionista (dispendiosa oltretutto) senza incassi e sponsorizzazioni?
    Chi paga e soprattutto quanto paga? Papi? Allora capisco perchè ne vengono fuori pochi di Quinzi…………………

  5. luca

    La scuola mi risulta sia gia’ iniziata e lui e’ da un mese nei caraibi a giocare,in una precedente intervista veniva detto che studiava il liceo scientifico in Italia addirittura un anno avanti????.
    Io rimango perplesso come genitore di un tennista 15 enne non capisco.
    Anche su Ubitennis Ubaldo Scanagatta ricordava come fosse impossibile conciliare per suo figlio tennis e scuola,tanto che una volta iscritto al liceo classico il figlio aveva praticamente lasciato stare ogni velleita’ agonistica.
    Ecco io vorrei fosse evidenziata anche per quei genitori che non sanno esattamente cosa c’e’ dietro un progetto di tennis agonistico di questo tipo, con tutto il rispetto per Quinzi ,che questa scelta di far giocare il figlio al tennis di alto livello comporta la scelta di lasciare lo studio.
    Cepu,Grandi Scuole,Tutor di vario tipo,lezioni in video su Internet sono solo palliativi per darti un pezzo di carta comprato ma non di certo ti insegnano a scrivere e parlare,e’ il rovescio della medaglia.L’importante e’ dirlo,a 14 anni si deve fare una scelta perche’ come Quinzi ci fa’ vedere non e’ possibile essere a scuola e nello stesso tempo giocare tornei.
    In bocca al lupo a Quinzi .

  6. Stefano Grazia

    Luca: i tuoi dubbi sono i miei. Ma:
    1)Le Scuole Sportive, le Scuole On Line e l’Home Learning nel sistema scolastico anglosassone non sono cosi’ disprezzati come in Italia e producono comunque anche elementi da college (che vanno ad Harvard, a Stanford … non all’Universita’ di Chattanooga Choo Choo … Certo, costano anche quelle e certo, non dissipano i dubbi nei Figli di Culture Classiche … Ma credimi, i tuoi dubbi li hanno anche i Genitori di GQ
    2)Che uno non impari poi a parlare e’ dubbio: Agassi, proprio lui, parla sicuramente con piu’ proprieta’ del 90% dei suoi coetanei e questo anche quando era l’odiatissimo punk…Courier, che pero’ ha frequentato il piu’ a lungo possibile, scuole normali (la St Stephens qui a Bradenton) idem e poi parlava anche francese, lo stesso Federer si esprime mica male e parla 4-5 lingue … Eppure nessuno di loro ha fatto il College …E molti che all’Universita’ ci sono andati anche in Italia l’italiano non l’hanno mai imparato, vedi anche qualche illustre politico … La scuola di vita dello sportivo professionista in uno sport globalizzante come il Tennis (o il golf) ti espone comunque a un apprendimento che sottovalutarlo sarebbe sbagliato…Poi, ripeto, i dubbi non mi lasciano dormire lo stesso …
    3)Chi paga? Papi certo ma GQ ha una sponsorizzazione completa IMG: non so quanto copra ma quando viene a Bradenton e’ tutto gratis … La Federazione Italiana non so se e quanto contribuisce ma secondo me qualcosa ci mette … Il problema semmai e’ che di figli ne hanno anche un altro e pare talentuoso pure lui …
    4) “Non e’ possibile essere a scuola e nello stesso tempo giocare tornei” ma solo se sei Quinzi, Nadal, Agassi …cioe’ un ragazzino molto precoce (e se poi Quinzi o Bouda non diventano Nadal e Agassi non c’entra)…Ci sono anche i Blake, gli Isner, i Sanguinetti …

  7. luca

    @stefano grazia

    Si e’ vero Stefano hai ragione sono stato un po’ severo e critico anche perche’ non ho pensato anche ai vari Gaudenzi,Pozzi,Farina ma solo a quelli attuali…

    E che vedi,oggi mio figlio (u14 4.1)2a liceo linguistico e’ tornato a casa con 24 dico 24 esercizi di matematica da fare per domani causa classe disattenta e con in piu’ interrogazione di storia…ovvio che ha saltato l’allenamento…e non si e’ iscritto ad uno degli ultimi tornei (3 cat.)che avrebbe potuto essere utile per prendere punti per un ulteriore salto di classifica.E comunque anche se si fosse iscritto…partita al pomeriggio dopo essere tornato a casa da scuola alle 14,neanche il tempo di mangiare,2 ore sicure di lotta,doccia,e poi…che fa’?Si butta distrutto dalla fatica alle 7 di sera sui libri a studiare????!!!!! Per poi rigiocare il giorno dopo se ha vinto?!
    E’ frustrante perche’ e’ proprio impossibile e lui e’ uno scarso,mi domando quelli bravi come fanno a conciliare il tutto,piu’ sale il tuo livello piu’ aumenta anche il livello e le ore di allenamento.E piu’ passa il tempo piu’ aumentano le interrogazioni,i compiti,le possibili insufficienze da rimediare,la stanchezza scolastica,gli innamoramenti con relativi abbandoni,gli scazzi,le lacrime..
    Il mio non ce la fa’ se non a discapito della preparazione scolastica,e’ un bravo ragazzino simpatico(detto dai suoi maestri di tennis),intelligente(detto dai professori),sportivo(premiato per il fair play in alcuni tornei Topolino compreso),gli piace tantissimo il tennis ma per migliorare il suo livello cioe’ per essere tra i” bravi” della sua eta’ dovrebbe non studiare…ma allenarsi,allenarsi,allenarsi…

  8. Stefano Grazia

    E infatti luca la nostra decisione di portare Nicholas alla Bollettieri era dovuta principalmente a questa logica, anzi alla logistica, all’ALL IN ONE …certo, noi eravamo in Africa e aveva sempre fatto scuole internazionali o americane o inglesi, certo eravamo conosciuti anche alla Bollettieri, certo in questo momento ho le possibilita’ per il sacrificio economico, ma a me e’ sempre risultato chiaro fin dall’inizio che tutto alla fine andava a vertere sul Triangolo delle Bermude: TRAINING SITE (Circolo)-SCUOLA-CASA e che tutto dovesse essere se possibile a tiro di schioppo. E non solo: che tutto dovesse essere correlato.Uno dira’: si, ma vuoi mettere la Scuola Americana con quella Italiana? Vallo dire all’OCSE: il fatto e’ che siam legati a troppi schemi, che tanti compiti=buona scuola (e invece e’ una cagata) e non ci rendiamo conto che sono diversi semplicemente i metodi di studio, le finalita’…Il problema vero non sara’ se Nicholas sara’ meno colto del suo coetaneo italiano(non credo, e poi dipende anche dall’ambiente famigliare), il problema sara’ che con un diploma/laurea americano in Italoia non lavori … Vabbe’, vorra’ dire che lavorera’ anche lui all’estero …Eppoi anche in Italia, tanto per parafrasare il postulato di G&F che ci piace tanto (ci sono Genitori e Genitori, Coaches e Coches), anche in Italia dicevo ci sono Scuole e Scuole, e’ ovvio anche questo, e fino alla maturita’ tutti i santi aiutano … C’era arrivato anche Tomba, no? Ci arrivera’ anche GQ tranquillamente …

  9. Roberto Bontempi

    Dovrei rimanere sobrio, perché so come va il tennis e che le vittorie nei tornei juniores, per quanto premature, contano ben poco. Ma come si fa, dopo decenni di vacche magre, a non entusiasmarsi per questo giovanotto che si è formato a Bradenton? Insomma Quinzi ha vissuto esperienze sconosciute finora ad altri tennisti italiani… Ha respirato davvero un’aria diversa, internazionale, che è poi la dimensione reale del tennis… Sognare non costa nulla, e, scusatemi, io comincio un po’ a sognare: lasciatemi sognare, suvvia!

  10. Bernie

    “Il problema semmai e’ che di figli ne hanno anche un altro e pare talentuoso pure lui …”

    L’ho visto giocare alla pia cup e non è particolarmente dotato se non nel fisico, decisamente avanti rispetto ai coetanei. Intendiamoci che stiamo parlando di un ottimo 2001, che gode di luce riflessa e di allenamenti già intensi. Come lui e meglio di lui in quel contesto ce n’erano altri. Su 4 partite ne ha perse sicuramente 2 con Furlanetto (2001 molto forte della Toscana, suo amico ma rivale acceso) e con Sinner (dotato tennista -sciatore dell’AA che ha chiuso imbattuto la manifestazione), ha lottato vincendo con il nostro Santuari (buon 2001 di ottobre che fisicamente gli resta 1 anno pieno) e dell’ultima non so.

  11. TCC'75

    C’è un video su youtube di quando ad 11 anni Quinzi disse di voler diventare il numero 1 del mondo.
    Solo in Italia questo è visto come un atteggiamento che ,alla lunga, può essere deleterio, perchè il nostro modello sono i guappi di cartone.
    La competitività e l’agonismo che ti infonde invece la Bolletieri Accademy serve proprio a dare questo tipo di risposte.
    Bolelli e Quinzi sono due cose totalmente diverse. Anche perchè uno è già finito, l’altro deve ancora iniziare.

  12. ImNext

    @Bernie no ke papà , paga la federazione e varie sponsorizzazioni poi ha la borsa di studio all’IMG, si ke va a scuola una privata x poter fare tutte queste assenze , un liceo scientifico x l’esattezza , va pure bene ! Ha 9 in matematica!

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