Sergio Giorgi: “Camila sta crescendo molto”

di - 9 Dicembre 2009

Sergio e Camila Giorgi
(Sergio e Camila Giorgi – Foto Nizegorodcew Tevere Remo 2008)

Sergio Giorgi è uno dei personaggi più “discussi” (nel senso stretto del termine, cioè del quale si discute) del panorama tennistico italiano e anche internazionale. Sergio è il papà di Camila Giorgi, ragazza non ancora maggiorenne  (compirà 18 anni il 30 dicembre) che si sta mettendo in luce in questi mesi, dopo aver vinto due tornei Itf (25.000$ di Katowice e il 50.000$ di Toronto) a suon di grandi prestazioni. Camila ha iniziato a fare tornei da pochi anni, cercando, questa l’idea di Sergio, di costruire prima delle solide basi tecniche, fisiche e tattiche, per poi “scaraventarla” nel circuito. Molti hanno criticato questa scelta e altre scelte di Sergio, che però attualmente ha portato Camila tra le prime 230 Wta (con la possibilità di andare a giocare le qualificazioni in Australia). Qui di seguito potete leggere alcune battute che ho scambiato questa sera con Sergio, con il quale probabilmente registreremo un’intervista nei prossimi giorni, da mandare in onda durante la prossima puntata di Spazio Tennis (lunedi 14 dicembre)

Allora Sergio, intanto raccontaci di quest’ultimo splendido periodo, coronato dalla vittoria a Toronto..
Sono molto contento di come Camila sta iniziando a giocare. Non tanto dal punto di vista tattico, nel quale comunque ha fatto molti miglioramenti, quanto per la forza mentale che sta esprimendo. Camila ha la capacità di mettere una grandissima pressione psicologica sulle avversarie, cosa che nel tennis femminile è fondamentale. Anche il fatto di rischiare tanto la seconda, con la quale riesce a vincere moltissimi punti diretti, non consente mai alle ragazze dall’altra parte della rete di avere la sensazione di poter controllare il punto. Il controllo è sempre nelle mani di Camila. Per uscire da questa morsa, le avversarie di Camila finiscono per andare sovra ritmo, tentando anche loro seconde avventurose.

Ho avuto la possibilità di vedere alcune partite del torneo di Toronto attraverso internet. Ho notato alcune migliore tattiche, soprattutto nella posizione a rete. State lavorando su questo aspetto?
Si, è vero. Stiamo lavorando sull’approccio alla rete e sulla giusta posizione da tenere. Anche se Camila dovrebbe essere ancora più offensiva e cercare la rete con maggiore frequenza. E’ importante mettere sempre pressione sull’avversaria. Non posso che essere contento, nel complesso, del lavoro che sta svolgendo Camila; mi segue sempre in tutto quello che le dico di fare ed ha piena fiducia in me. E’ cresciuto molto mentalmente e tatticamente: prima dovevo darle qualche consiglio durante i match, adesso parliamo solo prima e dopo l’incontro.

Hai detto “stiamo lavorando”. Dopo le esperienze con Mouratoglu e Lagardere, in questo periodo stai seguendo da solo Camila?
Si ma è ormai quasi un anno che stiamo da soli. La seguo io per la preparazione atletica, per gli allenamenti in campo e anche per la dieta. In alcuni casi ci facciamo dare una mano da qualche coach, ma sostanzialmente siamo io e lei.

Camila Giorgi
(Camila Giorgi – Foto Nizegorodcew Tevere Remo 2008)

Tornando ai tornei, Camila dopo Toronto è andata a giocare in Repubblica Ceca, conquistando un quarto di finale. Quasi tutti si sarebbero cancellati dal torneo successivo, dall’altra parte del mondo, invece voi siete andati..
Anche io ho detto a Camila di non andare, anche perché aveva la febbre. Ma lei mi ha detto “io voglio difendere i punti dello scorso anno e voglio giocare”. Siamo andati e Camila, nonostante cercassi di fermarla, è scesa in campo sino ai quarti, dove ha perso perché la febbre era salita tantissimo (quasi 40°). Camila ha una determinazione incredibile e niente la può fermare

Una battuta finale, prima di risentirci per l’intervista in radio. Ma quella famosa intervista alla Gazzetta dello Sport.. ti sei pentito di aver dichiarato che Camila sarebbe stata numero 1 in due anni?
Assolutamente no. La gente non ha mai capito che io stavo esagerando di proposito. Tutti quanti mi citano quell’intervista..Sapevo che se ne sarebbe parlato a lungo..”

Grazie Sergio, ci si sente in radio per approfondire questi ed altri temi..
Certo con piacere e grazie a te.

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