Sinner, Paolini e la ‘mia’ Melbourne – Intervista ad Adriana Serra Zanetti (VIDEO)

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Adriana Serra Zanetti - Screenshot Youtube

Credo e mi auguro che Jannik Sinner possa arrivare fino in fondo anche all’Australian Open 2026. Confermarsi per due anni consecutivi è difficile, figuriamoci per tre ma abbiamo a che fare con un ragazzo che ci ha abituato benissimo. Anche dando uno sguardo al tabellone, speriamo tutti possa realizzare questa tripletta. Inoltre, considerata la presenza di Darren Cahill avrà anche il pubblico australiano dalla sua“. Adriana Serra Zanetti, ex numero 38 del mondo e prima italiana ad approdare ai quarti di finale a Melbourne nel 2002, si sofferma sul momento attuale del tennis italiano maschile e femminile ricordando anche quello che fu il suo straordinario percorso nel Major australiano.

PAOLINI GIOCATRICE ESEMPLARE

Jannik Sinner nel maschile, Jasmine Paolini nel femminile. Questa l’analisi dell’ex tennista azzurra sulla numero 1 del tennis italiano: “Temevo un po’ per il 2025 di Jasmine considerato quanto aveva giocato e vinto nel 2024, eppure è riuscita a qualificarsi nuovamente per le WTA Finals e ha vinto gli Internazionali d’Italia che per una giocatrice italiana sono il massimo. Nel 2025 ha anche fatto dei cambiamenti importanti, Sara Errani l’ha aiutata tantissimo e credo sia molto migliorata proprio grazie al doppio. Credo che quest’anno farà una programmazione un pochino diversa concentrandosi sul singolare e giocando il doppio nei grandi appuntamenti. Credo che Paolini possa ancora fare qualcosa di grande in uno Slam, in Australia da tabellone potrebbe giocare i quarti contro Sabalenka ma nel tennis femminile siamo più abituati alle sorprese: può succedere di tutto. Mi piace molto vedere le partite di Paolini perché oltre al tipo di gioco ha un bellissimo modo di stare in campo: è un esempio per tutte“.

L’IMPRESA DEL 2002

Impossibile per Adriana Serra Zanetti non ripercorrere – in questa lunga intervista effettuata dal direttore Alessandro Nizegorodcew che trovate in video alla fine di questo articolo in cui ha parlato anche di Lorenzo Musetti e Carlos Alcaraz (ma non solo) – l’impresa compiuta nel 2002 quando raggiunse i quarti di finale dell’Australian Open: “Ricordo di aver giocato tutti i match contro pronostico. Ero praticamente fuori al primo turno perché ero sotto 5-2 al terzo, dopo quella vittoria ho giocato il mio miglior tennis. Ogni partita aggiungevo qualcosa, fu un’esperienza memorabile. Insieme a mia sorella Antonella eravamo ospiti di una famiglia in una bellissima villa vicino ai campi da tennis. Lei passò le qualificazioni ma perse al primo turno, io invece continuavo a vincere e ho terminato il mio torneo da sola. Contro Hingis ai quarti di finale giocai un buon tennis ma da questo a dire che potevo batterla è complicato. Insieme a me, in tabellone erano rimaste le migliori 7 giocatrici del mondo, mi sentivo un po’ come l’intrusa (sorride ndr). Sono fiera di quello che ho fatto, terminai la partita con lo stesso numero di vincenti di Hingis che a inizio match per il nervoso ruppe anche una racchetta“.

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