Arianna Capogrosso si racconta…


(Arianna Capogrosso – Foto Nizegorodcew)

di Matteo Mosciatti

Appena tornata da una lunga trasferta africana, la giovane Arianna Capogrosso, classe 1999 del circolo romano Ferratella SC, racconta a Spazio Tennis il suo percorso con uno sguardo ai risultati passati ma, soprattutto, agli obiettivi futuri. Appassionata anche di nuoto, Arianna si è sempre allenata nel club di Roma Sud nel quale il padre Andrea, Maestro Nazionale, insegna. Indossata più volte la maglia azzurra delle nazionali giovanili in giro per l’Europa e non solo, nonostante debba ancora compiere 15 anni, è ormai pronta a dire la sua anche nel circuito ITF under 18 nel quale ha esordito poche settimane fa.

Ciao Arianna, com’è andata in Kenya?
“Sono contenta di aver raggiunto la semifinale nel primo dei tre tornei disputati, anche se le pessime condizioni climatiche e dei campi mi hanno creato molti problemi. Ho preso un’insolazione e di conseguenza la mia corsa verso la finale si è fermata contro un’avversaria molto brava, 3 anni più grande di me, ma contro la quale non ho potuto dare il meglio. Negli altri due tornei ho giocato male. Posso comunque dire che il livello dei primi 3 ITF under 18 che ho giocato era alla mia portata e spero di fare più risultati possibili durante questa stagione.”

Pensi che la tua stagione sarà incentrata sull’attività ITF o dedicherai una percentuale dei tornei anche al circuito Tennis Europe under 16 e agli Open?
“Giocherò molti ITF under 18, mentre per quanto riguarda gli under 16 credo che parteciperò solo a quelli in Italia. Inoltre sarò impegnata nella Serie A2 con la Ferratella e farò anche qualche Open. Vorrei prendere una buona classifica ITF under 18 e giocarmela alla pari con giocatrici più grandi di me.”

Parlaci un po’ del tuo modo di affrontare i match: Su cosa si basa il tuo gioco? Con quali colpi in particolare sei solita mettere in difficoltà le tue avversarie?
“Mi piace attaccare da fondo e chiudere il punto con il diritto o con lo schiaffo al volo. Ogni tanto mi concedo anche qualche smorzata, ma il mio colpo migliore resta il diritto da dentro al campo.”

Hai vinto tanti trofei, rappresentato l’Italia e sei volata in USA per l’Orange Bowl. Di tutte le esperienze vissute sino ad oggi, quali ti fa più piacere ricordare?
“Sicuramente l’esperienza americana resta una delle più emozionanti che ricordo. Ci siamo allenati una settimana all’Accademia di Bollettieri, nella quale ho visto da vicino giocatrici fortissime come la Kvitova. Poi, una volta arrivati a Key Biscayne per l’Orange Bowl, abbiamo anche assistito agli allenamenti di Murray e della Wozniacki. E’ sempre un piacere indossare la maglia della nazionale, soprattutto in luoghi così diversi e spettacolari. Spero di essere convocata altre volte per rappresentare l’Italia. Poi credo che non dimenticherò mai i due tornei internazionali under 12 che ho vinto qualche anno fa: Porto San Giorgio e Roma. Ho ottimi ricordi di quella stagione e in particolare di questi due trofei.”

E invece com’è Arianna fuori dal campo? Cosa fai nel tempo libero?
“A dir la verità non ho molto tempo libero. Raramente mi capita di uscire con i miei amici o di andare al cinema anche perché frequento il primo anno di un liceo linguistico e quindi sono costretta a stare sui libri quando non sono sul campo da tennis!”

Veniamo alla domanda più difficile. Chiudi gli occhi e dimmi: Cos’è per te il tennis?
“Il tennis è la mia vita. Per ora lo potrei definire un “divertimento molto impegnativo”, ma spero davvero che continuerà ad essere cosi per ancora tanti tanti anni. Voglio diventare una professionista.”

Obiettivi, desideri, sogni…cosa ti auguri per la tua carriera? Ti ispiri a qualche giocatore o giocatrice attuale?
“Il mio sogno è quello di vincere Wimbledon. Mi piacerebbe tanto anche giocare al Foro Italico un giorno. La tennista che ammiro di più è Victoria Azarenka.”

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