Alessio Varriale: “Gandolfi è il primo della classe anche in campo”

di - 22 Giugno 2016

gandolfi

di Giulia Rossi

Giammarco Gandolfi, recente vincitore del torneo Tennis Europe under 12 “Città di Padova”, e finalista nel contemporaneo torneo di doppio, è sicuramente uno tra i più talentuosi ragazzini del vivaio italiano classe 2004. Finalista ai Campionati Italiani under 11, a fine aprile Giammarco trionfa al torneo Tennis Europe di Maglie, battendo il suo amico Daniele Minighini. A Padova si sono potute apprezzare le sue maggiori doti: un gioco geometrico, lineare, ordinato e pulito e una incredibile capacità di “vedere” il campo per disegnarlo con astute traiettorie. Abbiamo avuto il piacere di scambiare qualche opinione con il suo allenatore Alessio Varriale.

Alessio, come giudichi la settimana appena trascorsa a Padova e in generale il periodo di forma di Giammarco, che l’ha portato a vincere due tornei Tennis Europe (il primo a Maglie a fine aprile) in meno di due mesi?

Questo è un buonissimo risultato, ovviamente tenendo sempre presente che stiamo parlando di un ragazzino di 12 anni; il percorso verso il professionismo è iniziato da poco e affermandosi in questi due tornei Giammarco ha dimostrato che il lavoro che è stato fatto in inverno gli ha consentito di arrivare ad aprile-maggio in forma, per ora i risultati dicono che lui ha sfruttato appieno il suo allenamento. Sono contento ma resto sempre molto tranquillo perché comunque ha 12 anni, ho percorso anche io la sua strada e so bene come soppesare le cose. Però è indubbiamente un buon segno, poi quello che stupisce di Giammarco è come sa stare in campo, se la gioca, lui è un ragazzino molto tranquillo e molto disciplinato, come in tutte le cose che fa anche in campo riesce a stare sempre molto attento.

Da quanto tempo segui Giammarco?

Io seguo Giammarco dalla fine del 2013, diciamo ottobre-novembre 2013; prima lavoravo con D’Innocenzo presso il circolo Veio: Giammarco è cresciuto tennisticamente lì e quando sono arrivato io lui aveva poco più di otto anni; adesso sono due anni pieni che lo seguo proprio passo a passo. Io lavoro col mio ex maestro Piero Picchione, che mi ha seguito dai 15 ai 18 anni, io e lui insieme alleniamo Giammarco.

Qual è la sua caratteristica di punta?

Lui ha un buonissimo atteggiamento, al di là del tennis è molto educato, anche a scuola è molto bravo, vuole essere il primo della classe, è uno che ricerca sempre il confronto e lotta fino alla fine. Questo è già di per sé un atteggiamento buono, poi ha due caratteristiche tecniche notevoli, ovvero la reattività e una coordinazione innata, che nel tennis è molto importante. Per il momento non parlo della tecnica, che è molto buona, ma che varierà con la naturale crescita fisica; diciamo che ora il suo pregio principale è il suo atteggiamento mentale verso la partita o il confronto, sempre positivo: Giammarco può anche perdere ma lotta fino alla fine. Nel tennis avere pazienza è importantissimo. Poi lui ha un’attitudine al lavoro mostruosa, è un soldato: a scuola se il suo compagno prende 8 lui deve prendere 9, si allena per migliorarsi sia a scuola che in campo, è uno che al lavoro dedica tanto tempo. Questa, per lui che ha solo 12 anni, è certamente una dote naturale.

Raccontaci una giornata tipo di allenamento di Giammarco.

Lui esce da scuola alle 14, arriva a casa, mangia, inizia l’allenamento alle 15.30, con una sessione atletica in inverno e di attivazione in estate, questo fino alle 16.30, poi ci sono altre due ore di tennis. Così per cinque giorni a settimana, tranne il sabato o la domenica quando ci sono i CPA regionali, cioè quando i 4-5 più bravi della regione si radunano e fanno dei match per confrontarsi, lui questo lo fa da quando è piccolino. Quindi praticamente da lunedì a venerdì fa allenamento e il sabato fa le partite.

Quanto pensi sia importante il circuito Tennis Europe nella formazione di un giovane tennista?

Ogni torneo ha un suo valore, in base al grado di appartenenza, però è sempre importante confrontarsi per i ragazzi: a Padova c’erano tutti i migliori italiani, forse meno i ragazzi stranieri rispetto ad altri tornei. Sono importanti, anche se relativamente, nel senso che se uno li fa, bene, se li vince tanto meglio. La cosa più importante sta sicuramente nel fatto che i ragazzi cominciano ad approcciarsi con la routine del semi-professionismo: partono per una settimana, saltano la scuola, dormono in albergo, così capiscono anche se sono portati a questa vita, a questi ritmi, a viaggiare in continuazione.

Che tipo di rapporto di collaborazione c’è con il settore tecnico?

Mah personalmente buonissimo, Giammarco è stato già convocato 3-4 volte, poi avendo anche io giocato a suo tempo conosco bene tutti, in primis Luca Sbrascini, che è il responsabile federale under 12 e che conosco da tantissimi anni, andavamo a fare i tornei insieme. Sono convinto di quello che faccio io durante l’anno, poi se in queste occasioni ho un supporto tecnico ancora meglio.

Qual è il prossimo appuntamento di Giammarco?

Il prossimo appuntamento è Porto San Giorgio. Adesso si allena a casa questa settimana, si era iscritto in previsione anche a Trieste ma avendo vinto questi due tornei, aveva già accumulato tante partite e anche un po’ di stanchezza. Poi non bisogna trascurare la preparazione di Porto San Giorgio che è un torneo di livello un po’ superiore, con un tabellone più ampio, dove interverranno tanti ragazzini anche dall’estero, quindi questa settimana si allena un po’ di più per fare due tornei di fila a fine giugno.

 

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