Trasferta in Danimarca…

di - 7 Luglio 2011

di Alessandro Nizegorodcew (con la collaborazione di Umberto Bedolo)

Bella trasferta, quella di Mattia Bedolo in Danimarca a Rungsted Kyst, una piccola cittadina ad una quarantina di chilometri da Copenaghen. Il torneo giocato da Mattia è segnato nel circuito europeo (ETA) e prevede gare per under 14 e under 16 sia maschile sia femminile; proprio per questo è uno degli appuntamenti più importanti del nord Europa perché racchiude tutte le categorie in un solo luogo. Certo la location deve essere adatta, ed il tennis club in questione lo è, con 14 campi in terra e ben tenuti, tutti a disposizione del torneo. Efficientissimi i danesi, sia nell’organizzazione del torneo sia come popolazione; infatti fin dall’arrivo in aeroporto a Copenaghen con volo diretto da Venezia, il team ha trovato grande disponibilità e piena efficienza: si è riusciti a prendere subito (ce n’è uno ogni 20 minuti) il treno per il luogo d’arrivo direttamente dall’aeroporto e con uno sconto sul biglietto proposto dalla biglietteria stessa. Gli hotel da prenotare sono descritti sul sito del circolo e ce sono di tutti i tipi, dalla casa famiglia, all’hotel 4 stelle, ma il nostro organizzatore della trasferta, il maestro Umberto Bedolo, considerati i prezzi su booking.com diversi da quelli segnati sul sito del club, è riuscito ad avere due camere in hotel 4 stelle al prezzo di quello da 3.

Il team in partenza doveva essere composto da due giocatori, Mattia Bedolo e Riccardo Roberto e dal coach, Maurizio Lazzaroni, ma gli esami di licenza media hanno fermato a casa Riccardo che avrebbe giocato il torneo under 16 pur essendo under 14; la decisione di giocare un torneo di categoria superiore per Riccardo è arrivata, infatti, dopo gli ultimi risultati positivi nei vari tornei italiani sia di categoria under sia nei tornei open, risultati che lo hanno portato ad un salto di classifica a metà anno ragguardevole: Riccardo è infatti passato dalla classifica di 4/1 a quella di 3/4. Nella trasferta danese Mattia ha avuto, quindi, la fortuna di avere un coach tutto personale, un tutor che lo ha potuto seguire dall’inizio della giornata fino alla “buona notte”; la trasferta è stata infatti anche impostata al fine di far imparare al giovane giocatore l’auto gestione ovvero il saper gestirsi durante una competizione lontano da casa, partendo dall’alimentazione, con un programma personalizzato, stilato al circolo da Gigi Poli, per poi passare ai riscaldamenti sia mattutini sia pre-match, curati anch’essi con un programma ben preciso, redatto dal preparatore atletico Enrico Martignon, per terminare con i consigli post match scambiati, al termine del match, con il coach Maurizio Lazzaroni; quest’ultimo, infatti, oltre ad occuparsi dell’area tattico/tecnica, ha assistito, durante tutta la trasferta, il giocatore nello sviluppo di tutte le aree di lavoro previste.


(Silvano Papi e Umberto Bedolo – Foto Nizegorodcew)

Il buon lavoro svolto sia a casa sia durante il torneo ha fatto si che Mattia, con delle ottime prestazioni, abbia potuto raggiungere i quarti di finale del torneo under 14, ciò a riprova dei buoni risultati già raggiunti in Italia: il giocatore è infatti passato a metà stagione dalla classifica di 4/1 a quella di 3/5. Il team rientrato in sede, al tennis club Oasi 2000 a Padova, ha poi scambiato tutte le informazioni con il resto degli operatori che assistono i giocatori durante tutto l’arco dell’anno, in modo che tutto lo staff sia a conoscenza dell’andamento dell’atleta. Mattia ha ripreso quindi la routine di allenamento, in attesa del prossimo torneo da giocare previsto nel programma di attività agonistica appositamente studiato per lui.

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11 commenti

  1. bogar67

    Grazie, quanto è costato super giù questa trasferta che dal racconto pare essere quella già di un piccolo professionista?
    Sono stato a Copenaghen, la città più cara in vita mia che ho visitato!!
    Ricordo nel 99 sono stato a Lisbona, catena “pizza hut” 2 margherite e 1 coca cola 13 mila lire, poi per l’appunto due settimane dopo Copenaghen stessa catena 2 margherite e 1 coca cola 52 mila lire.

  2. Angeli Pierre

    Accidenti!!!! Bogar ha una memoria di ferro …. oppure lo shock provato in Danimarca non è stato ancora superato.

  3. bogar67

    @Angeli Pierre (off topic)
    non sono uno tirchio, con il braccino corto ma viaggiando non è mia consuetudine nello spendere affermare “tanto siamo in vacanza”.
    Ricordo anche un caffè illy 2,50 euro nel 2006 in un bar di Lindos, sull’isola di Rodi, solo che per il caffè all’estero specie se buono sono disposto a spendere, in quel caso la pizza sia che eravamo a Lisbona che a Copenaghen rispetto a quella italiana era una vera ciofega.

  4. darione

    Ma ha senso per un quattordicenne spendere tutti questi $ per un torneo all’estero??…Mah…………

  5. Ivano

    @umberto bedolo
    Persona fantastica……….grande umilta’ e saggezza………..
    Sempre forza mattia!!!!!!!!!!!

  6. Mimmo

    Quelli che giudicano il senso delle cose altrui a me fanno un pò ridere…Conosco bene il papà di Mattia e se lo ha fatto vuol dire che aveva un senso.
    Ciao Umbè

  7. Umberto Bedolo

    Per la trasferta in Danimarca ho speso circa quanto per Caserta, cercando voli low coast si risparmia molto, il treno da Padova a Caserta costa poco meno del volo venezia Copenhagen con ritorno a Rimini.
    Le cene circa 20€

    Penso che se vogliamo far fare delle esperienze per dar la possibilità ai figli o agli atleti con capacità o talento bisogna per forza spendere…purtroppo!

    Questo è uno sport dove nessuno ti aiuta, ti devi arrangiare, con piccoli sponsor, o di tuo.

    Se non si ha talento e capacità ma non possibilità purtroppo non si va da nessuna parte!

  8. Umberto Bedolo

    Se si ha talento e capacità ma non possibilità purtroppo non si va da nessuna parte!

    C’era chiaramente un ‘NON’ in più nel post precedente

  9. bogar67

    @Umberto Bedolo
    grazie!

    @mimmo
    se ti riferisci a quanto scritto da darione al post 5 non mi pare che stesse giudicando ma chiedeva perplesso come del resto ero io se per un ragazzino ne valeva la pena una trasferta del genere che si presumeva molto costosa visto anche i costi della vita in Danimarca, ricevendo dal maestro Bedolo la riposta al post 8.
    Non prendiamo l’ombrello prima di piovere 🙂

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