CDG 11(1) – Il blog spiegato al viandante del web

di - 13 Novembre 2010

Articolo & Photoes di Stefano Grazia

Cosi’ continuiamo a remare, barche contro
corrente, risospinti senza posa nel passato

(Francis Scott Fitzgerald, Il grande Gatsby)

In principio era il Chaos …
In un mondo ancora instabile e frequentemente turbato da forti sconvolgimenti tipo la Legge sul Vincolo, I PIA e la Promessa del Giovane Messia di Porto San Giorgio, I Genitori si aggiravano a branchi cibandosi di bacche, anzi di Baccini … Poi venne Scanagatta e timidamente qua e la’ piccolo gruppi di genitori spauriti cominciarono ad aggregarsi e timidamente ad alzare la testa…Fu in modo del tutto casual pero’ che la cosa ebbe inizio… Il tutto nasceinfatti il 29 Nov 2006 da un articolo del condirettore di Match Point,Stefano Semeraro,e da una considerazione di Chris Lewis, che indusse alcuni appassionati di tennis, genitori e non, a dissertare tranquillamente sull’argomento Genitori, Figli e Tennis vs Scuola ma è alle 14.27 del 14 Febbraio 2007 che le cose cominciano a prendere una svolta imprevedibile quando un Perfetto Sconosciuto quasi a digiuno di Blog invia il Post Nº37,il post passato alla storia come il piú lungo nella storia del tennis. E come la Monaca di Monza, alcuni Sciagurati risposero.La loro,la nostra,la vostra vita non sarebbe stata mai piú la stessa. Quest’articolo era tra l’altro un pezzo abbastanza critico fin dal titolo con una citazione da Werner Herzog, Anche I nani cominciano da piccoli, che gia’ la diceva lunga sulla posizione del giornalista, probabilmente anche lui attestato sul ‘Meglio Orfani’.. Ma andiamo a leggere cosa scrivevo in uno dei primi Riassuntoni dopo circa 250 commenti : “A quell’articolo rispose per primo Anto non sapendo,l’ingenuo, che Vaso di Pandora avrebbe scoperchiato ANTO ha un bambino e vorrebbe farlo giocare seriamente a tennis : lo porta dunque da vari Maestri di Tennis e quelli quasi tentano di convincerlo a lasciar perdere, che non è il caso nemmeno di cominciare. (Da qualche parte, in un altro blog, Luzzi conferma che in Italia è meglio darsi al calcio. Insomma, si comincia bene…)Il Blog parte lento e pacato come la Quiete prima della Tempesta (in questo caso l’irruzione del sottoscritto con il Blog piú lungo della Storia del Tennis) e ha i suoi principali protagonisti all’inizio nel sopraccitato ANTO, nel Filosofo Utopista MARCOS (:”se il bimbo promette bene, faccia il suo classico percorso a scuola tennis, senza muoversi dalla famiglia; primi corsi, pre agonistica e agonistica: poi si vede. se il suo tennis merita (ormai ha 12/13 anni), i genitori possono scegliere, assieme al ragazzo, di impegnarsi maggiormente”), nel Papá di Fognini che racconta le proprie esperienze di padre di una PROMESSA REALE del Tennis Italiano e che ricorda a tutti quanto sia duro impegnarsi in un progetto simile sia economicamente sia da un punto di vista emotivo e di sacrifici (per esempio la rinuncia da sempre a vacanze estive normali),in GIANNI (“Attenzione a non farsi illusioni e a puntare tutto su un’unica cosa ma neanche rinunciare a priori perché troppo difficile o impossibile”). E in UBALDO, che poi si fará di nebbia causa troppi blogs da seguire ma che all’inizio non è avaro di particolari e scavando nel personale confida le angustie e i patemi di un genitore di fronte ai desideri e alle aspettative di un figlio in bilico fra esigenze scolastiche e allenamenti, realtá e sogni e con il dubbio nell’ essere stato fin troppo concreto o piú realista del re di fronte alle reali chances che puó offrire una vita nel tennis e di aver dunque soffocato le possibilitá del figlio di emergere. Anche FRANCESCO e GIUSEPPE, prima di essere travolti dal mio blog, raccontano le loro esperienze: si tratta di vite differenti da quelle di una famiglia tradizionale con week ends passati (o sciupati) in giro per un torneo o l’altro e con costi elevatissimi. Questa prima parte forse puó essere cristallizzata sulle due possibilitá offerte da FULVIO e UBALDO :l’anno sabbatico se a un certo punto,dopo il diploma, il figlio dimostrasse che…; e IL PORSI UNA DATA LIMITE entro la quale raggiungere certi obiettivi dopodiché si cambia pagina, si cerca un lavoro, si cambia vita. A questo punto irrompe Stefano Grazia (che sarei poi io) e il Blog non sará piú lo stesso: in un epico sproloquio l’Autore (che son sempre io) racconta le proprie esperienze con la peculiaritá di risiedere in un paese africano senza tradizioni e cultura tennistiche e buttando sul tappeto i problemi dei rapporti col proprio figlio, la scuola italiana,le famose e famigerate Academies di Tennis Americane e non (sintetizza FRANCA dall’Iran: “Madonna quanto scrivi!Hai la facolta’ della scrittura facile, non certo quello della sintesi. Uno si stanca di leggere prima ancora di aver capito di quale argomento vuoi discutere Riesci e spaziare dalla tua giovinezza, i tuoi viaggi, la Giamaica, la Nigeria, l’Angola, la famiglia, il tennis, Bollettieri, gli espatriati, il traffico di Angola, il golf, tuo figlio che suona il piano, la scuola americana, gli allenatori, i maestri, i coach, tuo figlio isterico, tuo figlio che spacca racchette, tu che le spacchi come lui (ma allora di che ti lamenti?), LA GIORNATA TIPO DI TUO FIGLIO, per poi capire che l’argomento del tuo blog sarebbe: cosa devo fare con mio figlio che quando e’ in difficolta’ anziche’ trovare le energie necessarie a fronteggiare la situazione perde tempo ed energie spaccando racchette o facendo scene isteriche?Vuoi sapere la mia? Rilassatevi! Lasciatelo vivere quel povero bimbo: HA SOLO 10 ANNI!!!” )(ASPETTA DI CONOSCERE NUNTIO, Franca! Nota dell’Autore)Mentre FRANCA dunque invoca di “Lasciar crescere i propri figli, lasciarli essere bambini” sposando le precedenti perplessitá di ANNA e Mc FLAME, invece GIANNI,ANTO e FRANCESCO si riconoscono in Stefano e nelle problematiche da lui esposte e incuriositi sollecitano maggiori informazioni sulle famose o famigerate Accademie Americane, su quando sia piú giusto portarvi i propri figli, sulle differenti metodiche d’allenamento, sulle differenze di mentalitá e soprattutto di professionalitá, sulle diverse concezioni di insegnamento fra Scuole Italiane e Scuole Americane, Inglesi e Francesi che offrono la possibilitá di adempiere maggiormente al concetto Mens Sana in Corpore Sano. Non l’avessero mai fatto: é uno tsunami che li travolge e per fortuna, all’aneddotica spesso fine a se stessa di Stefano (che son sempre io) si aggiungono le esperienze di RAIMONDA MASTELLONI e di LUCA QUINZI , genitori di figli/e talentuosi che sono stati e/o sono tuttora studenti occasionali o permanenti a Bradenton e che con stili e approcci diversi intervengono sulla questione delle Academies spiegando (e confermando quel che aveva cercato di dire anche l’Autore del Blog piú Lungo) che alla fin fine le academies ti offrono un Servizio e spetta a te saperne usufruire nel migliore dei modi. Raimonda si sofferma anche sulla Professionalitá dei Coach Americani e descrive anche la sua esperienza alla Sanchez a Barcellona.Conclude: “In Italia troneggia il provincialismo e la politica di voler ciascuno coltivare il proprio orticello, grande presunzione, nessuna collaborazione. Del resto è inpensabile che a 12 13 anni un ragazzino possa pensare di giocare tutti i giorni da solo appenderebbe la racchetta al primo chiodo, si deve comunque inserire in una struttura.”Luca Quinzi dopo aver tinteggiato la sua esperienza alla Bollettieri come padre di quello che alcuni definiscono giá il Nuovo Nadal, enuncia invece la Teoria del Precocismo Naturale e del Precocismo Innaturale lasciando intendere che nei rarissimi casi di Precocismo Naturale è giustificato per il genitore assecondare il talento del figlio ed investire tempo e denaro senza peraltro avere alcuna certezza del risultato. Secondo Marcos, il Beffardo Pedagogo, è invece proprio in questi casi che bisognerebbe non pigiare l’acceleratore lasciando maturare il prodigio con calma. Contemporaneamente il Maestro IGOR ci ricorda in due blogs le sue esperienze prima di giovane promessa (osservato speciale ai tempi di Riano) che smise di giocare a tennis per qualche anno perché aveva perso motivazioni anche e soprattutto in seguito a guide tecniche superficiali, e scoraggianti, e di Giovane Maestro poi, prima entusiasta e poi quasi demotivato nel riscontrare che: “in giro una mentalità molto amatoriale del nostro sport,a partire dalla dirigenza dei centri sportivi o dei circoli ,che nella maggioranza dei casi non vede nessun vantaggio a creare una scuola agonistica dalla base(quante volte mi son sentito dire a noi non conviene fare l’agonistica ,ci rende molto di più la S.A.T.!) ed anzi per risparmiare mandano in campo più bambini possibile contemporaneamente.” concludendo dunque che: “questo secondo me è il motivo per il quale, gran parte delle promesse attuali hanno dietro i genitori.Perchè sono gli unici (quelli appassionati)che si battono,affinchè il loro figlio fin da piccolo intraprenda la strada giusta ,contro una mentalità sbagliata alla base,magari sobbarcandosi viaggi e spese onerosi all’estero”. Dopo una lieve digressione sulla eccessiva demonizzazione della rottura di racchette (perché a noi non piace essere troppo politically correct), il Blog vira di nuovo concentrandosi sull’Eterno Dilemma: Coach Privato o Tennis Academy, uno scontro di civiltá e filosofie, con una certa resistenza e scetticismo tipico della cultura italiota nell’accettare l’idea del Distacco Famigliare. A mio avviso si tratta di una questione di lana caprina, avendo entrambi vantaggi non indifferenti e quindi si tratta di allenamenti complementari con un importanza maggiore rispetto all’altra in periodi diversi…A favore delle Academy comunque si espresse anche il Foscolo a suo tempo con la celebre “a egregie cose l’animo accendon l’urne dei forti”,cioè emulazione,stimoli,confronto….(…) E’ quindi la volta di ROBERTO raccontare la sua storia, un percorso sportivo simile a tanti di noi che hanno cominciato tardi e sono stati ‘imparati’ in Italia da Maestri che insegnavano col vecchio stile e rifiutavano a priori top spin e rovescio a due mani. Successivamente, scrive ancora Roberto:” Si è allora innescata una seconda rivoluzione, non tecnologica, ma tecnica: l’applicazione al tennis dei principi della biomeccanica ha spinto la ricerca a cambiare il modo di eseguire i colpi, per sfruttare al massimo le potenzialità dei nuovi attrezzi. I principali centri di ricerca credo siano state le academies private americane, ma anche la federazione francese e la USTA. (…)L’enorme incremento di potenza e velocità ha a sua volta innescato la necessità di migliorare la reattività neuromuscolare e la velocità dei piedi, con l’individuazione di esercizi appositi. In generale, è diventato sempre più difficile giocare di regolarità pura e in difesa: la nuova parola d’ordine è power tennis! Poiché il primo che prende l’iniziativa ha le migliori probabilità di fare il punto, sono diventati drammaticamente importanti (anche sulla terra) i colpi di inizio gioco, servizio e risposta…Questo, nel resto del mondo: la globalizzazione, anche nel tennis, ha diffuso ovunque il nuovo verbo… … tranne che da noi.” 1-0 per Bollettieri,e palla al centro. La palla la prende GIO 92, papà di un bimbo di quasi 10 anni che inizia ad affacciarsi all’agonismo, che scende sul pratico e lancia quella che sará la MADRE DI TUTTE LE DOMANDE di questo Blog: “quante ore dovrebbe giocare un bambino durante la settimana ?” Lui lo fa giocare 5 ore settimanali, la figlia di FRANCESCO invece si allena due ore al giorno per 6 giorni la settimana con 1 ora di preparazione atletica ed 1 ora di tennis. Ha poi un fitto calendario di tornei individuali ed a squadre. Ma chi fa saltare il banco è ancora Quinzi padre postando, su richiesta del diabolico Stefano, la Schedule del figlio, giovane prodigio, in cui si legge che in pratica quando è in Florida il Figlio si sveglia alle 5.30 e si sorbisce allenamenti di 5 ore al giorno fra Tennis e Preparazione Fisica. GIUSEPPE ZITO,padre del 14enne Ettore, si sará sentito mancare il terreno sotto i piedi ,lui che era rimasto perplesso di fronte alle richieste di Sciortino che gli aveva “espresso delle perplessità sulla distribuzione dell’allenamento tecnico che secondo lui dovrebbe essere di 3 ore continuative tutti i giorni,”.piú la preparazione fisica. E a scuola quando ci va?, si domanda giustamente Giuseppe. Ubaldo diceva che 5 ore al giorno sono troppe a 13/14 ma a 10 anni sono sufficienti 5 ore alla settimana? IGOR, che é un Maestro Federale e PTR, scriveva “Io credo che (il bambino)abbia bisogno di un maestro competente,ma anche di un ambiente dove potersi allenare,con ragazzini magari un po’più grandi,ma non troppo ed un pochino più forti di lui,e credimi non servono le sei ore al giorno,bastano tre,quattro sedute da un’ora e mezza a settimana,con due sedute di preparazione atletica da un’ora,sugli appoggi,e la tecnica degli spostamenti (…)” Ma quel che fa inorridire BicioMac e Freddo è comunque l’eccessiva attenzione sulla Preparazione Fisica che soprattutto Freddo ritiene prematura (confondendola peró forse con una preparazione basata sui Pesi, che in effetti,quelli si!, si fanno dopo i 17-18 anni, a crescita completata) ribadendo che un Bambino di 10 anni non puó e non deve svegliarsi alle 5.30.” GABRÍ,che si era soffermata in precedenza ad analizzare le carenze della Scuola Italiana (un muro di gomma talora arrogante su cui si scontrano tutti gli atleti, anche i piú volonterosi) si oppone alla demonizzazione del svegliarsi alle 5.30 (dipende dopo tutto dall’ora in cui vai a letto) ricordando che era un retaggio della nostra societá contadine (andare a letto con le galline e lo svegliarsi al cantar del gallo).Ma QUINZI PADRE passerá alla Storia anche per l’enunciazione della Teoria del Precocismo Naturale e del Precocismo Innaturale, giá accennata qualche paragrafo fa. Andiamolo a rileggere:“L’esperienza personale mi suggerisce a proposito che ha valenza un solo genere di precocismo, quello naturale, con genesi spontanea e non finalizzato, perlomeno nella fase iniziale, ad alcun traguardo.Purtroppo i rari casi di precocismo naturale inducono un secondo tipo di precocisimo, quello più frequente, che nasce in maniera non naturale, non spontanea, forzata dall’esterno, nei casi più frequenti dalle passioni familiari, qualche volta accompagnata dai media come qualche illustre testata nazionale negli ultimi tempi purtroppo ci ha insegnato con quanto meno discutibili esaltazioni di fenomeni assolutamente non eccezionali. Risulta fortemente finalizzato al raggiungimento di obiettivi ambiziosi da perseguire, spesso gli stessi mancati da coloro che lo stimolano.Il precocismo naturale è molto raro, un caso ogni tanti, ma presenta sufficienti basi di affidabilità per il futuro. Moltissimi sono invece i casi di precocismo non naturale , ma purtroppo la facilità di costruzione iniziale non è spesso accompagnata da garanzie di successo finali. Conclusioni: gli isolati casi di precocismo naturale a differenza degli altri, proprio perché rari, non possono essere iscritti in modelli di comportamento o teorie specifiche e le scelte conseguenti devono adattarsi alle specificità degli stessi. Non esenti da grandi sacrifici e impegnative decisioni presentano l’immenso vantaggio di saper attrarre opportunità e non di doverle cercare ed allora la scelta di un maestro o piuttosto quella di una scuola o della logistica di una attività rimane più facile.”SiccomeMARCOS,l’abbiamo giá detto, non è d’accordo(Luca dice: se c’é un Precocismo Naturale é giustificato lavorarci sopra duramente, Marcos dice: di fronte al Precocismo Naturale, lasciamolo sbocciare e non facciamolo lavorare troppo…) e di fronte alle proteste di BicioMac e Freddo ( “ ho parlato ultimamente anche con alcuni addetti ai lavori che pensano che questo tipo di preparazione è una follia”, STEFANO prova ad esporre la Teoria dell’Overachievement, estrapolata dalla nota rivista di tennis GRAZIA.Secondo alcuni psicologi,insomma, IL COSIDDETTO DANNO PROVOCATO DALL’OVERACHIEVEMENT (eccesso d’impegni) E’ SOLO UNA CREDENZA POPOLARE. Anzi:I ragazzi che hanno un’agenda fitta d’impegni hanno un rendimento scolastico elevato,hanno un buon rapporto con i genitori e corrono meno rischi di fumare e fare uso di droga. E concludono: “Smettiamola di dare colpa alle ambizioni dei genitori.Gli adolescenti fanno molte attività extra-scolastiche soprattutto perchè si divertono a farle e non perchè costretti dalla famiglia”. A queste due ben piú dotte teorie, si aggiunge la TEORIA DEL CHI VIVE SPERANDO,MUORE CAGANDO da un famoso detto in voga nell’Emiliano e che non ha bisogno di ulteriori commenti essendo per tutti di immediata comprensione. Il BLOG insomma spazia a volo libero, tornando si su argomenti giá dibattuti e magari triti e ritriti, ma anche inoltrandosi in nuovi ancorché tortuosi sentieri : al momento per esempio è stato solo sfiorato il delicato rapporto Genitore/Figlio soprattutto quando il Genitore è forzato dalle circostanze logistiche od economiche o perché è di fatto anche lui un Coach/Maestro di Tennis ad essere lui stesso l’Allenatore del proprio figlio.Mi sembra un argomento che possa meritare piú commenti e sincere condivisioni di esperienze.Perché al di lá delle polemiche trovo che la funzione primaria del Blog sia proprio quella di confrontare le proprie esperienze (come richiesto per esempio da Giuseppe Zito) e dia questo confronto trarre nuovi spunti, nuovi slanci ma anche motivi di riflessione e perché no, di autocritica.dallo descrivere le proprie e motivo di autocritica nel leggere le altre. Per finire, vorrei ricordare alcune veritá emerse:1)NON ESISTE UN ALLENAMENTO PERFETTO PER TUTTI, ESISTE UN ALLENAMENTO PERFETTO PER TE.2)il requisito fondamentale perché il sogno si avveri è, oltre alla capacitá di sognare, la perseveranza nel sogno3)Il Tennis e lo Sport in generale possono aiutarti ad avere successo nella vita: il tennis in particolare perché come dice Agassi “Sul campo ci vai da solo. Stai giocando uno sport che ti richiede la capacità di risolvere dei problemi (di prendere decisioni). Ti richiede di farlo in un qualche stato emotivo. E’ un po’ come nella vita. Impari a fidarti di te stesso e impari a pungolarti, spingerti oltre”Ma l’onore dell’ultima parola spetta a quel sublime pedagogo che è in Marcos che non sempre mi trova d’accordo ma che sempre apprezzo, quando scrive proponendo un modello di genitore che tenda ad evitare una sovraesposizione di TV e Play Station al proprio figlio: “una divertita ironia debba accompagnarlo nelle esperienze che lo accomunano agli altri bimbi (…)il wrestling si potrebbe vedere una volta sola, assieme a lui, evidenziando la completa imbecillità dei due energumeni che si scontrano e la vana eccitazione di un pubblico, che andrebbe sottoposto a serie cure mentali. E se, al contrario, il pediatra nulla ha da dire sulla spina dorsale, 3/4 ore di tennis settimanale non possono fare che bene: pur essendo, infatti, uno sport individuale…da bimbi e da ragazzi lo si gioca sempre insieme, magari divisi per squadre; anche l’aspetto positivo dello sport di squadra può essere in qualche modo raccolto: il divertimento è assicurato…il bimbo si rende conto dell’armonicità dei suoi movimenti, assecondandoli al ritmo, alla distanza ed alla velocità della palla. impossessarsi del controllo di palla, per un bambino, è non solo fonte di enorme stupore e gioia, ma anche di puro e sano divertimento.”


(Chip Brooks)

Erano I primi 250 posts e gia’ era stato detto tutto o quasi: era questo il Periodo D’Oro del Blog, la Golden Age, L’Eta’ del Charleston e degli Anni Ruggenti, del primo giovanile entusiasmo che ti prende quando sai di combattere una giusta causa, foss’anche contro I Mulini a Vento, e quando scopri che oltre l’etere o anche l’oceano ci sono altri sconosciuti che la pensano come te… Centinaia di posts e qualche altro Riassuntone dopo, si sono delineati I caratteri principali: al sottoscritto viene attribuita per acclamazione (?) la Carica di Chairman prima e di SubComandante poi ma le due voci che animano in primis il Blog sono quelle di due Addetti ai Lavori sui generis, STEFAR e Enzo Lo Iacono. Entrambi relativamente critici con Mamma FIT ma sempre cum granu salis e cum juicio, i due si alternano al sottoscritto nel condurre il Blog al primo e vero proprio guado, e cioe’ all’arrivo di Mad Max (e di Archipedro).STEFAR, Dirigente aziendale,libero professionista e Maestro federale da molti anni a tempo perso,con Moglie Maestra,Cognato ex Pro top 200,Figlio che ha vinto 10 tornei su 13 Under 10 senza essere peró -ci tiene a precisare forse per non far arrabbiare Atti, un fenomeno- con una serie di interventi dal ritmo incalzante, snocciolando dati e sciabolando sentenze, Stefar immette nuova linfa vitale al Blog che con un sussulto si distacca dalle vicende della Famiglia Grazia per affrontare temi piú generali. Stefar sostiene che i Fenomeni sono due per nazione e solo i 3-4 migliori dovrebbero andare nelle Academies e consiglia ai genitori di risparmiare tempo e denaro che non è sempre necessario fare km per allenarsi bene. (Ma Atti ribadisce che “in molti circoli, l’attività agonistica dei ragazzi, spesso conta ZERO, o come mi disse un ex giocatore attuale gestore di un altro circolo” la scuola agonistica è solo un costo per i circoli !!”) Enzo Lo Iacono fa invece il Maestro e il Coach a Priolo una piccola cittadina siciliana famosa soprattutto per la sua pluridecorata squadra di basket (o di pallavolo? Non ricordo, sorry!) dove lui ha fondato e dirige una Associazione Sportiva con lo scopo di promuovere il Tennis. Anche lui ha un figlio, il Piccolo Sebi, e all’inizio e’ prodigo di particolari e di aneddoti (poi all’improvviso scompare e come lui anche Stefar e non si capisce se per rompitura di maroni, sopraggiunti impegni o carenza di risultati della propria prole). Anche lui come Stefar e’ critico nei confronti della Federazione ma anche obiettivo. All’inizio si accapiglia un po’ con Max del quale contesta l’approccio quasi commercial e l’uso di parole come ‘investimento’ anche se poi si trovano spesso d’accordo su tecnica, videoanalisi e biomeccanica. Se Stefar e Lo Iacono sono I Mattatori che contendono al Vostro SubComandante il numero di Posts, numerosi altri Utenti si distinguono per I loro interventi e, alla fine, per la loro fedelta’ alla causa: fra questi direi che I due nomi piu’ important rimangono quelli di Atti, papa’ di Anki e Vale, detto anche Anti (fenomeno),per via del termine da cui periodicamente ci diffida da abusare ( “spesso-dice infatti- i risultati “fenomenali” di alcuni sono determinati al 99% da allenamenti intensi (4-5 volte alla settimana) e/o da inizi precoci (a 4-5-6 anni), e magari, parlo a livello regionale-nazionale, poi a 14-15 anni le differenze si affievoliscono e continuare a essere “fenomeno” diventa molto ma molto piu’ difficile.” )e di Mauro, papa’ di Chiara,, il nostro vero Grillo Parlante, una sorta di Grande Puffo Saggio, sempre molto misurato nei suoi interventi e che una volta richiesto quail fossero I suoi tre desideri da realizzarsi per risollevare le sorti del tennis scrive: “1) Prezzo calmierato per la scuola tennis da 5 ai 10 anni (da 20 a 30 euro al mese) come tutti gli altri sport, prezzo tornei per quella fascia 3 euro, si allargherebbe moltissimo la base con beneficio per tutto il movimento.
2) Coinvolgimento fattivo dei genitori con riunioni e corsi di formazione appositi su: tecnica, arbitraggio, psicologia , alimentazione etc. Non per farli diventare tecnici, psicologi o altro, ma per compenderne i meccanismi e capire e sensibilizzarsi sul lavoro degli altri. (nelle scuole elementari e medie serie, questo tipo di coinvolgimento porta ottimi risultati senza che ognuno venga defraudato del suo ruolo principale.)
3) Gemelaggi dei circoli con altri esteri (promossi, pilotati ed organizzati dalla fit per scambiarsii ospitalità ed esperienze, con grande gioia dei nostri bambini che imparerebbero non solo a giocare meglio a tennis, ma tante altre cose fondamentali come lingue e culture diverse.” Se altri a volte hanno svolto il ruolo di primo piano e rubato la scena, Atti e Mauro, nelle vesti di attori non protagonisti, hanno sempre ottenuto le Nominations agli Oscar costituendo in pratica la ossatura portante del Blog fin dagli inizi e continuando ad essere, a mio parere, i veri Pilastri della Saggezza o la Nostra Coscienza Morale: sono loro che mi fanno sapere quando esagero, sono loro che mi riportano sempre all’ovile. Un altro Aficionado di lungo corso e’ Kill Bill detto ormai KB che passera’ alla storia del Blog per la celebre frase da me citata anche in uno dei miei famosi (???) incipit:”Io però non sono partito con l’idea di farne un futuro professionista ma solo un agonista.” Mi è sembrato di capire-dice ironicamente un malizioso KB nel suo primo post- che il tema che state dibattendo è ‘’Cosa devono fare i genitori per far diventare il figlio campione’’ con sottotitolo ‘’ e non avere rimorsi di coscienza in caso di insuccesso ‘’. Kill Bill ammetterá in un altro post di aver “usato il blog come se fosse la mia prima seduta di ‘’ genitori anonimi’’ e anche questa é una possibile chiave di lettura di quello che alcuni troppo buoni indicano come “Tutto quello che avreste voluto sapere sul Tennis Junior e non avete mai osato chiedere e se invece avete osato nessuno vi ha mai risposto” e che vorrebbero venisse letto anche dai Dirigenti Fit non tanto perché si dicano chissá quali cose ma anche per stabilire un ponte fra prodotto e utenza, fra tennis e miniatleti, fra Maestri & Coaches e Genitori. E poi c’era Marcos, anzi il Divino Marcos (Certo che se per sfondare nel tennis è necessario sfondare le famiglie, allora i prossimi campioni saranno probabilmente figli di genitori irresponsabili.), che aveva illuminato coi suoi squarci d’improvvisa poetica le nostre balbuzie quotidiane e di cui ancora sentiamo la mancanza. Ecco un esempio della sua penna intinta nell’ambrosia: “sconfitta e vittoria sono i tocchi destri e sinistri di un pendolo infinito, che segna solo per ventiquattrore un orario sempre diverso, ma che per il resto della vita segna sempre le stesse ore: passato il primo giorno, si impara a riconoscerle prima che avvengano, seppur sembrino sempre diverse. si è sempre sorpresi dal primo tulipano, quando ancora la primavera è fredda, anche se ne hai conosciute tante… di primavere.il tulipano è solo uno dei mille segnali che annunciano l’arrivo della primavera, così la sconfitta e la vittoria sono solo due delle mille compagne di una vita dedicata al tennis, ma anche di una vita solo dedicata a se stessi. non le ritengo delle intruse, esattamente come non lo è il tubo delle dunlop, che, fin da quando son piccolo, abita nella mia casa.non v’è l’una senza l’altra, non v’è l’una senza me, non v’è l’altra senza me, non v’è gioia senza tristezza, non c’è vittoria senza sconfitta e senza me.si rincorrono quotidianamente, sin dai primi sorsi del latte materno, ed il bimbo ancor muto le riconosce e le amministra, con il riso o con il pianto. l’intruso, semmai, sono io…in un mondo in cui sconfitta e vittoria non hanno bisogno di me per perpetuarsi. la differenza tra l’una e l’altra sta solo nel sapore della lacrima che sulla mia gota s’asciugherà.” Purtroppo Marcos non ci seguira’ a SpazioTennis ma al BlogMercato al Gallia siamo riusciti ad acquistare Nicoxia ingannati dal fatto che anche per lui l’uso delle maiuscole sembrava una irritante quanto superflua necessita’ … Vabbe’, poi sul campo abbiamo scoperto che se Marcos era una mezza punta, Nicoxia al Massimo era uno stopper o al Massimo un Mediano di Spinta all’Oriali…Vabbe’, servono anche quelli, ‘per vincere i mondiali’… (eh eh eh…Nicoxia e’ una delle mie spine nel fianco e ogni tanto bisogna che lo stuzzichi visto che adesso ho promesso di lasciare in pace Archipedro). Chi altri? So che ne dimentichero’ tanti … I miei colleghi Pinot e Francesco Brancato che dale Puglie e dalla Siciliaci raccontano (raramente a dire il vero) dei propri figli mentre Pibla,ADC (la cui logorrhea al confronto mi fa passare per Ungaretti…) e Gus sono i nostri Aficionados piu’ anomali:I primi due non hanno figli e il terzo ce l’ha, la figlia, ma preferisce giocare a pallavolo…eppure sono spesso fra I ‘contributors’ piu’ attenti. Di figli non ne ha neanche Nikolik, detto DemosteNikolik o semplicemente Au Contraire Nikolik, un fantomatico Avvocato del Diavolo, probabile Dirigente della Federazione Sport Equestri ma sicuramente molto addentro alle cose federali tanto da meritarsi quasi subito l’appellativo Il Federale, che con stile lieve e impagabile nonche’ spesso parecchio irritante riesce quasi sempre a ricompattare il fronte spesso disomogeneo dei Genitori.Fra gli altri Aficionados abbiamo il gia’ ricordato Anto famoso per aver chiesto la testa di Pistolesi per via dell’involuzione di Bolelli e aver poi pubblicamente riconosciuto di essersi sbagliato (e non e’ da tutti), il Fratello di Sangue GIOGAS (chef a l’insegnante in una Scuola Italiana all’estero, in Turchia, e quindi condivide con me la condizione di Espatriato (con problem relative ai figfli da allenare…problem, nel suo caso, moltiplicati per due visto che ha due gemelli) e Nipa, anche lui spesso all’Estero in quanto militare di carriera e padre di Elena Palumbo, una delle migliori junior dell’anno appena trascorso. Il minimalista Nicoxia,uno dei miei piu’ feroci critici, e il tollerante SimplyPete sono vecchie conoscenze: non saprei ricordare quando fanno la loro prima comparsa ma ci leggono e scrivono da parecchi tempo. Be’, Simply Pete potrebbe scrivere di piu’ e Nicoxia ha bisogno del Decodificatore, ma chi siamo noi per poter giudicare? I due fanno parte con Francesco Coach Gemelli e ormai anche dell’exEdipo, del Gruppo Lombardo succube di Mad Max in contrapposizione al Gruppo Veneto di Archie, ClaudioTn e il Nichilista Andrew,un altro acquisto della prima ora o quasi, promotore della Filosofia del VaffanTennis e che ha fatto della Distruzione del Sistema dei Circoli il suo unico scopo nella vita. Alternativo della serie Vagabondi del Dharma o quasi, Andrew ci fa a turno scompisciare dale risate o rabbrividire quando la sua satira non si arresta dinanzi ai limiti del buon gusto (o almeno a quello di puritan e benpensanti) ma se all’inizio la sua verve dissacratoria era un tuffo dove l’acqua e’ piu’ blu, ultimamente la sua spinta si sta arenando nel negazionismo ad oltranza della serie “Napoleone e’ il Male: Distruggiamo i ponti perche’ sono stati costruiti da Napoleone”. Ma di quando in quando riesce ancora a centrare il bersaglio anche se ultimamente questo e’ ormai costituito solo dall’Autorevole Commentucci. Roberto inizia a collaborare come semplice ‘postinaro’ sul Blog di Ubaldo non ancora Ubitennis e fui ahime’ proprio io a co-optarlo nella allora in fieri Redazione suggerendolo al noto giornalista. Fu amore a prima lettura e l’ascesa di Roberto fu travolgente fino al punto di essere divenuto lui il Moderatore (anche fin troppo codino) di G&F …Poi l’amore svanisce, la voglia rimane e tanti ne uccide la Fama… Roberto cade sotto l’occhio dei Federali che pensano di poterlo utilizzare per il Rinnovamento mentre lui invece pensa di poter cambiare la Fit o perlomeno di essere parte e promotore del Cambiamento… La Storia ci dira’ poi chi aveva ragione ma intanto Roberto diventa un Collaboratore di SuperTennis, il Canale TV, e del Blog della Federazione ma soprattutto di SpazioTennis, il Blog di Alessandro ‘Chuck Norris’ Nizegorodczew. Cominciate a capire dove stiamo andando a parare? Ma non corriamo troppo avanti, ci sono altri Eroi di cui raccontare le gesta, le armi e gli amori…All’inizio sono anche diversi gli Addetti ai Lavori che si sentono stimolati a partecipare: oltre a Stefar e a Lo Iacono, ricordiamo naturalmente il Prof Buzzelli, il Maestro Carlo Polidori,il Maestro Igor Parodi grande ammiratore di Luigi Bertino (:”NON BISOGNA AVERE FRETTA STEFANO!Bisogna fare un passo per volta, non bisogna essere forti a 8 anni, ma a 22-23 anni, hai tutto il tempo.”I bambini sono come delle batterie,fino ai 14 anni vanno caricate,non esaurite….”), Giorgio detto poi Giorgio Giorgio e infine Giorgionso visto che a un certo punto si vuol spacciare per Alfonso e che sarebbe,condizionale d’obbligo, un noto e importante Dirigente Federale, e di Trophy aka Tropiano, il Presidente del Comitato Regionale del Lazio, Monet aka Fulvio Fognini, l’Unico con diritto di parola secondo Heraimo,altro aficionado della prima, in quanto padre di cotanto figlio e quindi l’unico Genitore che ce l’ha fatta (a lui si aggiungera’ sia pur saltuariamente in seguito Giorgio Errani, poi c’e’ un Maestro Italiano che lavora in Brasile di cui ahime’ non ricordo il nome (e’ Wik? O Kevin?o Colvin?) Ma se qualche Addetto ai Lavori si azzarda anche a scrivere (per poi spesso giurare di non farlo mai piu’!), sembra che molti di piu’ abbiano preso l’usanza di leggerci … E’ il periodo delle lotte ai Coach che non vogliono il Dialogo coi Genitori, del j’accuse ai Maestri Pierino,delle critiche alla Federazione rea di non indicare la Retta Via, di non creare non solo campioni ma anche di non rendere le cose semplicemente piu’ facile, per esempio con la ridicola,almeno secondo i piu’, Legge del Vincolo.

A un certo punto il Maestro Carlo Polidori, gia’ coach della Pizzichini, oltre ad accusarmi di stare trasformando mio figlio in un Tester di Academies,si/ci chiede retoricamente: ‘ma cosa vogliono questi genitori?’. Apriti cielo, come si puo’ leggere da un abstracta di un Riassuntone dell’epoca: 2)RAPPORTI COACHES/GENITORI: era stato il Maestro Carlo Polidori ad aprire pericolosamente la Stagione della Caccia (al Coach) quando, leggendo da qualche tempo il blog, un po’ perché punto sul vivo un po’ perché mosso da inconsueta e sincera umiltá, si era pubblicamente chiesto: “Possibile che in Italia non riusciamo a dare un servizio di qualità a questi ragazzi ?” Sono convinto che siamo assolutamente in grado; ma allora questi genitori cosa cercano?” Mentre nel Post Nº353 come un fiume in piena rispondeva il vostro Chairman con un J’Accuse di cui non solo Anto ma perfino Zola sarebbe stato fiero (vabbé, si fa per dire), e nel quale fra le altre cose se la prendeva coi Maestri disinteressati, Maestri non aggiornati, Maestri scafati scettici pigri ,con l’occhio attento solo a chiamare la vecchia signora per il doppio del lunedí per riempire i campi, Maestri supercritici dell’america e delle academies senza mai nemmeno esserci stati, Maestri che solo per il fatto di essere Europei od Italiani pensano di essere i Migliori (non si sa bene in virtú di cosa), Maestri che ancora insegnano come faceva Rasicci nelle cassette FIT del 91 e dare del “cioccolataio” a Bollettieri. (…) ma non solo, anche con i Circoli,coi segretari FIT, con il Sistema, con lapolitica di cortile e la mancanza di un centro Provinciale dove inviare periodicamente da ogni singolo circolo tutti i migliori, e invitando a leggere i primi due o tre post di Roberto (Nº88,Nº137), impietosa quanto lucida analisi dello stato dell’insegnamento del Tennis negli anni 90 e quindi la causa prima della mancanza attuale di campioni italiani… concludendo in pratica che se c’é del marcio in Danimarca (vabbé, in Italia) il problema sembra venire piú dal fatto che mentre i Genitori di solito sanno che non possono fare a meno dei Coaches, quasi tutti i Coaches e Maestri invece vogliono fare a meno dei Genitori come Postulato” La filippica del Chairman suscitava una valanga di consensi (perfino Maria Teresa si rifaceva viva dall’Aventino dove si era ritirata) pur con i dovuti distinguo poggianti sul presupposto che ovviamente anche in Italia vi siano fior di tecnici (cosa ovvia anche al Chairman Furioso)ma che questi non siano messi in condizione di lavorare. Gio92,Stefar, Marcos, Roberto, Francesco col suo Coach Rumeno a Palermio, e Atti spostano quindi la mira piú sul Sistema e la Federazione che sul singolo Maestro del Circolo a volte ritratto in modo fin troppo deamicisiano. Gio92 identifica NELLA SCARSA COMUNICAZIONE VERSO I GENITORI il maggiore difetto del Coach Italiano mentre STEFAR colto da crisi d’identitá (“diviso come Giano bifronte in meta’ genitore e meta’ insegnante ,dottor Jekill e mr Hyde ,l’una o l’altra personalita ‘ prevalente a seconda dei momenti”) esprime “solidarieta’ a quei poveri cristi di maestri che nel 95 % dei casi non hanno un contratto regolare e praticamente come categoria non sono riconosciuti giuridicamente come professionisti ma con molta onestá riconosce che i circoli non sono in grado di seguire con la dovuta attenzione dei ragazzi di interesse nazionale,e tantomeno i maestri. Una soluzione-aggiunge-sarebbe nei gruppi di allenamento,che andrebbero bene se ci fosse piu’ cooperazione e meno gelosia ed invidia,meno cultura del proprio orticello….,” una cultura questa giá piú volte ricordata soprattutto da Atti. Pure MARCOS, piú che mai buonista, spezza anche lui“una lancia a favore dei maestri, convogliando tutte le critiche di stefano, nessuna esclusa, alla federazione, nei suoi diversi uffici, tecnici e amministrativi, centrali e dislocati” Ma nello stesso magistrale post Nº.357 si lancia in una esilarante ritratto del Circolo Medio Italiano(“e vogliamo parlare delle segretarie? signore incattivite da una vita al telefono, alle prese con mille moduli, contabilità, madri esasperanti, padri scazzati, bambini urlanti…”) affermando tra l’altro che “ i maestri non hanno alcun potere decisionale, all’interno del circolo, a meno che non siano figure di gran rilievo, dal grande passato. il potere è in mano a consiglieri, per solito anziani, affiancati da un paio di giovani (magari genitori di qualche bimbo iscritto” e suggerisce che “la federazione, invece di obbligare il tennista a chiedere la tessera attraverso il suo circolo, dovrebbe prendere in considerazione l’ipotesi di strutturarsi in maniera completamente diversa, a partire, per esempio, dal contratto per i maestri, passando per centri di raccolta ago – pre/ago locali e finendo col mettere a disposizione un centinaio di coaches ai più promettenti dei nostri bambini, a partire dai 10 anni in su.” Anche ATTI ha,personalmente, “molta stima verso i maestri, o meglio verso quelli che operano non solo per il loro tornaconto, ma anche con impegno e professionalità sacrificando spesso i Week-end per seguire i propri allievi. “Devo dire-aggiunge- che frequentando i tornei agonistici ne vedo molti di motivati e penso anche bravi e preparati, quello che manca è il confronto, nel senso che c’è molto formalismo fra di loro (ciao come stai –tutto bene- che piacere vederti- etc), ma poi quando tocchi il lato tecnico cala il sipario, ognuno ha le sue convinzioni e via dritto per la sua strada” e condividendo critiche e raccontando a sostegno aneddoti gustosissimi, azzarda ,per paradosso, un’ardita comparazione col Far West: “finché le tribu’indiane sono rimaste divise le hanno prese di santa ragione, poi improvvisamente si sono radunate e coalizzate ed al povero generale Custer sappiamo cosa successe…” E CONCLUDE:: “con la logica dei campanili non si fa molta strada, ma forse, passatemi la battuta, a Roma la FIT persevera nel motto “ DIVIDI ET IMPERA !”. quindi…organizzazione = ZERO, programmazione = ZERO.” Francesco ha invece la sensazione “che il lavoro sui piccolissimi sia nel nostro paese buono per quantità e qualità ,ma poi dopo i 14 anni per i noti problemi legati all’incompatibilità tra attività sempre più impegnativa e organizzazione scolastica secondaria, si vanifichi tutto” Una soluzione,dice,potrebbero essere le Accademie ma solo pochi hanno la possibilità ed il coraggio di fare queste scelte… E’ la volta di Roberto-uno dei pochi bloggers a tutto campo come Marcos e il Soprascritto che spaziano dai problemi di coaching di Federer a quelli di peso di Serena passando per De Villiers o la necessità di un combined event a Roma: “ Io credo che gran parte delle accuse mosse da Stefano Grazia nel suo post indirizzato al maestro Polidori siano fondate. E ritengo che non sia un problema di responsabilità dei singoli. Come in altri settori di attività nel nostro paese, è il SISTEMA NEL SUO COMPLESSO che è inefficiente, inutilmente burocratico, omertoso nel difendere le sue abitudini e nel coprire, in nome della solidarietà di casta, gli incapaci.” Anche Roberto trova incomprensibile il vincolo Tessera Fit/Circolo e fra le altre cose suggerisce di mandare qualche tecnico giovane e motivato a studiare all’estero, citando ad esempio la trasformazione del Giappone nella 2a metà dell’800. (“Mandarono decine di giovani a studiare nelle migliori università del mondo, e in 15 anni un paese medievale e arretrato divenne una potenza economica e militare di prim’ordine…”). Anche Stefar ammoniva sulla pericolosita’ di altri professionisti non aggiornati insistendo dunque sulla necessitá della Formazione e dell’Aggiornamento anche per i Maestri di Tennis (“Ai nostri tempi,caro Carlo,ci veniva detto che la scuola nazionale maestri era la migliore del mondoE li’ sono cominciati i nostri guai. Oggi per fortuna,le cose sono cambiate,ma quanto tempo abbiamo perso..”) Per poi continuare:“vi sono maestri e maestri e genitori e genitori. Quello che e’ basilare ,e su questo tema mi sono confrontato con colleghi e tecnici di fiducia,(concordando con Stefano)e’ che alla base della costruzione di un giocatore c’e’ la FAMIGLIA.Badate bene non la federazione,che viene dopo,non i maestri ,che vengono dopo,ma si parte dalla famiglia.Ed e’ questa anche la nuova tendenza della federazione a non emarginare o sottovalutare od allontanare la famiglia dall’allievo,ma bensi’ a coinvolgerla e farne parte di un progetto ove questo sia possibile.” Perché senza la grande passione e la disponibbilitá di almeno uno dei genitori e possibilmente anche la vicinanza agli impianti non si va da nessuna parte. Cosa risponde il MAESTRO POLIDORI a tanta veemenza? Come il boxeur attaccato si rifugia in clinch affermando che “….se un’insegnante passa delle informazioni al genitore fa, secondo me, una azione corretta e responsabile nei confronti di tutti gli attori, il problema che ne sorge di solito è l’uso che il genitore ne fa delle informazioni stesse. Se invitassimo una persona estranea al ns ambiente questa noterebbe facilmente che le due parti (genitori ed insegnanti ) non si fidano una dell’altra. Se siamo d’accordo su questa mia veloce analisi, mi viene spontaneo chiedere ad entrambe le parti come possano pensare di andare avanti cosi …… credo che si dovrebbe fare una grossa riflessione e che le avanguardie dei genitori e degli insegnanti dovrebbero incontrarsi e trovare dei punti di contatto da cui ripartire insieme. In questo momento, sempre la persona estranea all’ ambiente noterebbe come ciascuna parte stia andando per la sua strada con qualche raro momento di contatto, di sovrapposizione” Da parte mia controbattevo come tutto fosse relativo e non si potesse generalizzare. Come ci sono genitori orribili, vi sono anche Coach e/o Maestri che o preferirebbero essere altrove o sono talmente frustrati dal disinteressarsi di chiunque non sia un mini Federer. Nel sito Genitori & Tennis sará piú facile che vi scrivano Genitori disillusi o delusi, nel sito dei Coaches magari il contrario… sarebbe bello incontrarsi ma bisogna partire dal presupposto che mentre i Genitori di solito sanno che non possono fare a meno dei Coaches, quasi tutti i Coaches e Maestri invece vogliono fare a meno dei Genitori come Postulato. “E allora qui non ci sto piú. Anche perché sono convinto che pur non sapendo tirare un dritto o un rovescio come un Maestro, giocare a tennis e allenare sia anche qualcosa di piú. Io ho sempre mandato mio figlio da maestri e coaches con la massima fiducia. Con loro ci parlo, li ascolto, vedo i risultati (che non sono i match vinti), valuto le circostanze,la logistica-purtroppo vivo in africa, il feedback psicologico. Alla fine conta anche quello che vediamo io e mia moglie, col nostro background culturale e sportivo. Mi sembra equo” Non e’ pero’ solo un periodo di polemiche ma anche uno di studio e informazione.Per esempio da un Articolo del New York times segnalato da Angelica Fratini, arbitro WTA, e poi tradotto dal sottoscritto apprendiamo e divulghiamo la ormai famosa Teoria della Mielina che sta alla base del concetto per cui nel tennis tutto quello che devi imparare di tecnico lo impair prima dei 12 (Massimo 14) anni. La Teoria prende spunto dall’osservazione di una concentrazione anomala di ‘fenomeni in un dato sport’ in certe localizzazioni geografiche (come per esempio la South Korea nel Golf, il Baseball nella Repubblica Dominicana o lo Spartak Club di Mosca nel Tennis) e in soldoni afferma che stimulando ripetutamente un nervo (facendo per esempio ripetere e ripetere un dritto perfettamente impostato) si sviluppa intorno a quel dato nervo una sostanza che lo isola, come un nastro da elettricista, e così facendo migliora la qualità e la velocità dell’impulso.Da qui si sviluppa il concetto che il Talento debba essere alimentato se non indirizzato con tanto di Formula secondo cui il TALENTO sarebbe: Deliberate Practice+Time=Myelin=TALENT

dove il Deliberate practice sarebbe l’allenamento impostato sulla tecnica concentrandosi senza posa sul migliorare le proprie debolezze. A causa della mancanza di spazi e di campi da Golf in South Korea proliferano, per esempio, I nPractice Range mentre in Santo Domingo negli anni 50 I grandi club di Major Leauge passavano i mesi invernali preparandosi in fantascientifiche strutture create all’uopo alla Stagione di Baseball imminente: le squadre poi se ne andavano e le strutture rimanevano a disposizione della gioventu’ locale.Basandosi sull’osservazione di quella fucina di campioni russi che è lo Spartak Club di Mosca ecco che veniva ricavata anche la Teoria dello Spartak Mosca o Alternativa del Talento (dallo stesso articolo sul NY TIMES da cui avevamo ricavato la Teoria della Mielina e ad essa complementare, basata: Genitori Motivati + Bambini presi in età precoce + Insegnamento Rigoroso della Tecnica + Disciplina Spartana = Talento

E mentre continuano I nostri resoconti dale diverse Academy visitate (Bollettieri, Pat Cash, BTA di Zavoli e Buzzelli, VanDerMere con Bertino a Marlengo, Bob Brett Tennis Center a Sanremo…) al Blog cominciano a fare le loro prime appoarizioni un paio di personaggi che ne condizioneranno, nel bene e nel male, il successive percorso. Avete gia’ capito di chi stiamo per parlare….

MAD MAX che, non tutti sanno, deve il Mad del nickname al suo ex compagno di merende e che al di la’ di ogni questione personale e’ sempre stato riconosciuto anche da chi scrive come una delle anime del Blog. Irrompe come un uragano sulla scena scatenando entusiasmo o disgusto e comunque scalpore … Sembrera’ incredibile oggi ma il suo piu’ strenuo Difensore e’ proprio il vostro poco umile cronista, coadiuvato da Atti e da Mauro. Le strade si divideranno a un certo punto per motive ormai chiariti anche se non comprensibili ai piu’ e l’’Uomo che aveva osato dire che Nicholas non era abbastanza atletico’si meritera’ una serie di appellativi che vanno da Torque(Max)mada a L’Innominevole…Al ritmo di ‘Catizzone e’ grande e Mad Max e’ il suo Profeta’ una moltitudine di fedeli si e’ convertita al credo della Preparazione Atletica Precoce e del Fai da Te che ha comunque portato la figlia Alessia entro le prime dieci di categoria e comunque sotto l’occhio del piu’ famoso agente italiano, Fabio Della Vida, lo stesso che su Tennis Italiano scriveva: “Io odio i genitori che vogliono campare sui figli, che li spingono in alto quasi torturandoli a livello psicologico, e talvolta purtroppo anche fisico, per far si che raggiungano una posizione economica che consenta loro (i genitori) di vivere agiatamente.” Be’, almeno all’inizio in pochi avrebbero potutio scommettere sulla riuscita di un sodalizio perche’, almeno sulla carta, le premesse sembravano non favorevoli. Estrapolato da un riassuntone dell’epoca ecco uno dei primi ritratti del Portatore del Verbo:”Ma il VERO PROTAGONISTA dell’ultima stagione di Genitori & Figli, vi piaccia o meno, e’ indiscutibilmente lui, quell’odioso simpaticissimo rissoso irascibile MAX, da me subito chiamato MAD MAX, che proveniente da un passato di Allenatore/Preparatore Atletico di Fantini & Cavalli e di frequentazioni col Jet Set, improvvisamente vede la luce sulla via di damasco e decide di investire sul futuro tennistico di sua figlia e quindi programma tutto ma proprio tutto come un vero imprenditore. Si presenta cosi’: ‘Come allenatore nel mio sport ho girato il mondo ed ho conosciuto tutti i migliori conoscendo le varie tecniche e mi sono fatto l’idea che l’educazione , l’educazione sportiva, il lavoro, la tecnica di base, il non guardare i risultati fino nel ns caso ai 13-14 anni e la preparazione fisica stiano al 1° posto per la creazione di un campione ma quando parlo di preparazione fisica parlo di quella specifica x lo sport che si vuole fare ma soprattutto di quella che si fa dai 6 agli 11 anni xchè è in questa età che si assimilano certe proprietà fisiche che a 13 ad esempio nn si assimilano + o cmq si assimilano al 50% e con il doppio della fatica; se qualcuno però dice in italia di far fare 3 sedute alla settimana da 90 minuti ad un bambino di 6 anni casca il mondo(…) il problema è che in italia e forse nel mondo preparatori atletici che sanno queste cose si possono contare sulle dita di una mano, allora io cosa ho fatto: ho cominciato a dare un’educazione a mia figlia (cosa normale fino a qualche decennio fa e inesistente negli ultimi anni dove i genitori sanno solo dire di si e dare qualsiasi cosa ai propri figli, mossa che soprattutto nello sport + difficile e duro nel mondo mi sembra impossibile che possa pagare), che come primo risultato ha fatto di lei a detta delle maestre la più brava della scuola. Il secondo passo è stato quello di darle insieme ai suoi giochi una piccola racchettina con delle soft ball che lei ogni tanto usava x i fatti suoi. terzo passo è stato a 4 anni di portarla con me e mia moglie quando giocavamo a tennis e alla fine dell’ora con la sua racchettina e le sue palline palleggiavamo x 10 minuti. Il passo successivo dopo un’anno è stata iscritta all’estate tennis del circolo vicino a casa ns dove facevano un’oretta di mini tennis ed il resto della mattinata giocava colorava e faceva i compiti con le amichette e poi l’ho iscritta alla SAT. A sei anni (dopo lunga ricerca) ho trovato il preparatore atletico giusto (era stato richiesto come prima scelta da piatti x ljubicic). Da quest’anno (9 anni alla fine di ottobre) si allena 3/4 ore al giorno in un’academy (lun-sab) in lombardia (la Vavassori Academy,NdStGr) e tre volte alla settimana fa 90 min. di preparazione fisica con il suo preparatore(…)l’ultima riflessione che vorrei fare è quella che in italia negli ultimi anni (cioè da quando il tennis è cambiato) nessun giocatore è arrivato ai vertici mondiali e che piatti a parte (ma ce n’è uno ed è occupato) nn ci sono allenatori che hanno portato giocatori ai vertici quindi credo in questo momento il fai da te ragionato e supportato sia un vantaggio cercando di pensare come un imprenditore e quindi di fare quello che si farebbe con la propria azienda (quindi anche lo scegliere la persona giusta x la parte tecnica atletica etc)’ Mad Max inizia cosi’ e come finira’ non e’ ancora dato a sapere ma in mezzo ci ha fornito uno dei suoi contribute piu’ important e cioe’ l’idea, a volte urlata e a volte piu’ articolata, di una Guida Mad Max Michelin del Tennis in Italia. Vediamo dal solito Riassuntone di non so piu’ che period ma direi Primavera 2008 :17)GUIDA MICHELIN DEL TENNIS__Il 21 marzo per l’ennesima volta max chiarisce il suo pensiero sulla Famosa Guida Michelin : il mio pensiero è ben più articolato, aperto a tutti e con lo sguardo rivolto a 360°, ma soprattutto non ha assolutamente come scopo quello di discriminare i maestri meno qualificati anzi l’obbiettivo sarebbe quello di costruire un’industria tennistica basata sulla divisione dei compiti a secondo delle specializzazioni specifiche in modo che si possano creare varie, importanti, ma diverse figure tecniche, cosi chè i vari coach/maestri/circoli possano cooperare tra loro invece di farsi la guerra come succede ora e gli unici che ne resterebbero penalizzati sarebbero i fancazzisti. questa ristrutturazione radicale e strutturale avrebbe anche come obbiettivo la riqualificazione oltre che del settore anche e soprattuto quella del maestro di tennis che potrebbe così tornare ad essere l’attività elitaria degli anni ‘80. mi spiego meglio:nella tanto vituperata guida michelin, il riconoscimento delle five stars non ci sarebbe solo per i migliori coach/preparatori/accademie ad indirizzo agonistico (che comunque potrebbero essere frequentate solo dall’under 10 in poi e quindi i bambini dai 5 a 9 anni dovrebbero andare nei circoli che le stesse accademie sponsorizzerebbero in base alla certezza di ricevere poi degli atleti adeguatamente preparati al “salto”) ma anche per i circoli che appunto avrebbero il compito da una parte di preparare all’ingresso nelle accademie i ragazzi migliori lavorando molto sulla tecnica (che per molto tempo è stata trascurata per far divertire i bambini e anche a livello agonistico o si è tralasciata per dare più spazio al tira e corri o si è dovuto perdere un sacco di tempo per correggere dei difetti spesso ormai troppo radicati) e sull’ abitudine a fare preparazione fisica (e non come succede in molto circoli dove l’ora di fisica si riiduce ad una partitella di calcio in palestra per i maschi ed ad una lunga chiaccherata tra le femminucce), basilare oltretutto per lo sviluppo di molte capacità e dall’altra quella di divertire i ragazzi che vogliono solo fare un po’ di sport o prendersela con più calma seguendo maggiormente l’andamento biologico (senza che vengano costantemente umiliati da bambini di 3/4 anni più piccoli ma più portati o semplicemente più allenati). e nel futuro, questa fascia potrebbe diventare importantissima per il cambio generazionale dei maestri, in quanto nel caso che una parte di questi si appassionassero veramente al tennis potrebbero comunque raggiungere la classifica sufficiente per poter accedere ai vari corsi maestri che per un ceto non elevato (che sarebbe presente dopo che un’accurata campagna d’informazione gli ha illustrato di poter tranquillamente sostenere i costi di una SAT ) e dal momento in cui il maestro venisse riqualificato diventerebbe un’ottima opportunità lavorativa. questa divisione poi eviterebbe che ragazzi con obbiettivi diametralmente diversi si pestino in continuazione i piedi creando problemi di gestione ai circoli, problemi poi che alla fine si ripercuotono sui ragazzi che finiscono per allenarsi poco (gli agonisti) o relegati in 20 su un campo (gli altri) con il rischio costante di dare o prendere una racchettata al/dal compagno troppo vicino. non ci sarebbero neanche problemi o rivalità di carattere economico (da una parte la qualità, dall’altra il numero) e forse per la prima volta tutti remerebbero dalla stessa parte potendo alla fine prendersi la propria parte di merito visto che giustamente molti ambiscono anche ad un po’ di gloria.. ovviamente ci sarebbe ancora molto da scrivere certo è, che concedendo anche la buona fede alla dirigenza attuale, fino a che non ci saranno cambiamenti strutturali, tutto ciò che viene fatto avrà e verrà percepito solo come un palliativo e questo anche a significare che per certe mansioni l’onestà, anche quando c’è, non è sufficiente…”
Poco piu’ tardi fa la sua comparsa quatto quatto anche ARCHIPEDRO che scopre il nostro blog digitando su google tennis genitori figli …Il suo con noi (e con me) e’ un rapporto contrastato che Richard Burton e Liz Taylor manco ci fanno una pippa: ex atleta e pallavolista, architetto con la nobile passione dell’allenare gratis giovani leve (un ite parvulos ad mihi venire senza secondi fini) e padre di un figlio di madre polacca ambidestro e atleticamente talentuoso oltreche ambidestro, Archie sviluppa una sorta di addiction di amore ed odio con noi che ben raffigura le sue contraddizioni di intellettuale d’oltre Cortina un po’ pedante e permaloso che soffre di mancanza di gratificazione e riconoscimenti essendo autore di un ottimo blog (Figli & Sport) che pur essendo tecnicamente e intellettualmente superiore al nostro, non gode di altrettanto successo non essendo abbastanza nazionalpopolare (e soprattutto non avendo l’odiato Doc a condurlo…eh eh eh). Fra alti e bassi, e specie quest’ultimi talora molto bassi, e dopo aver raggiunto i minimi storici (e anche isterici anche grazie a un paio di suoi estimatori che lo accusano velatamente di essersi lasciato corrompere dale pajettes e luccichii del nostro blog e piu’ in generale del mondo del tennis), anche qui, al momento, calma piatta… Rimarra’ famoso per aver condotto la Crociata contro I CensoDopati e per aver stretto alleanza allo stesso tempo con l’alternativo Vaffantennista Andrew e con chi proclama apertamente di aver fatto di sua figlia un investimento. Molto amico di Giorgio Errani al quale stranamente non rimprovera ne’ la Porsche ne’ di aver mandato la figlia Sara da Bollettieri, accuse che invece ha continuato a rivolgere a me, che tra l’altro non possiede null’altro che un vecchio Toyotone Land Cruiser del 95…

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